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May 01

PER NON DIMENTICARE

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Il primo maggio del 2007, giorno della festa dei lavoratori, era dedicato alla prevenzione delle morti sul lavoro. Quel giorno le immagini che provenivano da Sorrento sono arrivate nelle case di tutti gli italiani, rimasti increduli davanti alla notizia di un incidente tanto assurdo.

La magistratura sta cercando di chiarire i particolari della vicenda rilevanti sotto l’aspetto giudiziario. Alcuni operai lavoravano con la gru (la magistratura stabilirà “se erano autorizzati a farlo”). Il braccio metallico della gru si è rotto (la magistratura stabilirà “perché si è rotto”) ed è precipitato, uccidendo due donne che uscivano dalla chiesa. Qualcuno (la magistratura stabilirà “chi”) avrebbe dovuto controllare che quel braccio metallico non volteggiasse sulla testa dei passanti e perché non ci fossero transenne o almeno un nastro bianco e rosso.

Qualche giorno fa il magistrato che si occupa dell’inchiesta ha sollecitato una maggiore collaborazione da parte dei cittadini affinché forniscano le informazioni che ancora mancano per ricostruire gli eventi nella loro completezza. È quindi probabile che ancora molti non sappiano che il lavoro dei magistrati è stato finora reso difficile dalla scarsità di testimonianze significative.
A tutti chiediamo ogni collaborazione perché si possa stabilire la verità.

C’è, però, una domanda alla quale la magistratura non potrà dare risposta: “Com’è possibile che la vita di cittadini innocenti sia stata messa a rischio con tanta superficialità?“
A questa domanda possiamo rispondere solo noi sorrentini.
La nostra risposta è che da alcuni anni si sono indeboliti il nostro senso delle regole e la percezione stessa della “legalità” come valore. Abbiamo smarrito la consapevolezza che dietro l’infrazione della legge c’è sempre un danno per un altro. Si sono affievolite parallelamente anche la severità e la fermezza nel pretendere il rispetto della legalità. Far rispettare la legalità non significa altro che stare dalla parte dei cittadini onesti e di quelli che hanno maggiore bisogno di protezione. Abbiamo, purtroppo, imparato a considerare tollerabili comportamenti offensivi per la città quando non toccano il nostro personale interesse.
Solo oggi, con dolore, ci accorgiamo di quanto la mancanza di attenzione e l’inosservanza delle regole si possano tradurre in una tragedia (consumatasi nel cuore di Sorrento, sotto le finestre della casa comunale) tale da infliggere ferite inguaribili alla coscienza della comunità.
Non è in gioco l’immagine della nostra città quanto la nostra identità di cittadini.

Dobbiamo pretendere da noi stessi, da chi si è assunto l’onore e l’onere di governare la città e dai funzionari pubblici che hanno il privilegio di lavorare al servizio della comunità, che sia rimesso al centro di ogni operare il valore della legalità. Affinché il sacrificio di due care persone, due donne generose e ricche di umanità, non vada perduto.

 

Ad oggi, questo documento è stato sottoscritto da 903 persone.

Laura Abbundo, Nunzia Acampora, Tina Addolorato, Anna Aiello, Astrid Aiello, Lara Aiello, Salvatore Aiello, Rachele Aiello, Mauro Albino, Roberto Aldi, Gian Paolo Aloi, Teresa Alfarano, Luigi Alfaro, Valeria Alfieri, Antonino Amore, Giovanna Amoruso, Teobaldo Amuro, Angelo Ancarani, Elisabeth Clare Anchois, Giancarlo Antonetti, Giovanni Antonetti, Renato Antonetti, Costantino Apicella, Giovanni Aponte, Teresa Aponte, Antonella Aprea, Carlo Aprea, Pasquale Apreda, Tiziana Apreda, Rita Aprile, Alessandro Ari Orlandi, Ernestina Arioli, Alfonso Arpino, Bruno Arpino, Alessandra Ascione, Antonio Ascione, Filippo Ascione, Jacopo Ascione, Lorenzo Ascione, Margherita Ascione, Maria Bruna Ascione, Matilde Ascione, Valentina Ascione, Enny Astarita, Luigi Astarita, Mario Astarita, Stefania Astarita, Anna Attardi, Giuseppe Attardi, Raffaele Attardi, Rosaria Audieri, Maria Rosaria Aulicino, Amelia Aversa, Pasquale Aversa, Patrizia Aversa, Aldo Aveta, Claudia Aveta, Pierluigi Aveta, Rossana Aveta, Stefan Bachmann, Alessandra Balduccini, Lorenzo Teresa Luigi Erika Rosario Gianmarco e Daniele Balducelli, Marco Ballerini, Alessandra Balzano, Ivana Balzano, Serena Balzano, Serena Baraldi, Enzo Barbato, Paolo Barbera, Anna Maria Barbieri, Tancredi Basso, Davide Baù, Giorgia Bauer, Mariangela Bellini, Marisa Bellucci, Luigi Belluti, Giovanni Belnome, Vittorio Belnome, Gabriella Beneggi, Simonetta Berti, Sophie Besnier, Ugo Betti, Vittorio Betti, Paola Bianchi, Patrizia Bianco, Rossana Biassoni, Guido Billwiller, Chiara Bisconti, Camillo Bolognini, Francesco Bonati, Lucio Bonavolontà, Mattia Bonavolontà, Caterina Bonetti, Angelo Bonissoni, Chiara Bordogni, Claudia Bordogni, Rosaria Borelli, Alice Bornaccini, Manuela Borrelli, Sara Borrelli, Emilia Borriello, Nicola Bosco, Valentina Bosio, Francesco Botta, Rita Bottiglieri, Stefania Brandi, Domenico Brico, Giulia Broggi, Alfonso Bruno, Annibale Bruno, Gina Bruno, Veronica Brusaporci, Valeria Bubba, Laura Buccafusca, Chiara Buffa, Donatella Buovolo, Paolo Butti, Silvana Cacace, Teodoro Cacace, Teresa Caccaviello, Giulio Cafiero, Luigi Cafiero, Cesare Caiazzo, Nello Calemma, Vincenzo Califano, Alberto Caliri, Marina Cambi, Maurizio Cambi, Lucio Candalia, Salvatore Cangiani, Luisa Cangiano, Michele Cannavacciuolo, Lucilla Canova, Carla Caponi, Giovanni Capparelli, Annarosaria Cappiello, Diego Cappiello, Maria Maddalena Cappiello, Giuseppe Cappiello, Liberato Cappiello, Luigi Cappiello, Claudio Walter Capriotti, Daniela Carbone, Gabriella Carbone, Luigi Carbone, Sabrina Carbone, Stefania Carbone, Gabriele Cardone, Piero Carnevale Garè, Vincenzo Carotenuto, Raffaele Carrano, Barbara Carta, Angela Casa, Eleonora Casa, Ugo Casa, Giovanni Casola, Ornella Casotti, Cristina Cassina, Annalisa Castaldi, Emerita Castellano, Francesca Castellano, Giovanni Castellano, Lia Castellano, Angelo Castiglioni, Roberto Catalano, Alfonso Catuogno, Anna Cavaliere, Alfredo Cecere, Gabriella Cecere, Manuela Cecere, Claudio Celentano, Laura Celentano, Patrizia Ceraldi, Alessandro Cesaro, Antonino Chiummo, Mario Cicala, Giulio Cilento, Monia Cilento, Aldo Cinque, Anna Cinque, Daniela Cinque, Luigi Carlo Cinque, Michele Cinque, Raffaele Cioffi, Barbara Cipriani, Marco Ciuti, Giovanni Coco, Francesco Coco, Serena Coco, Milena Cocurullo, Tonino Cocurullo, Antonella Codispoti, Enrica Colombo, Ruben Colonna, Rosaria Colotti, Linda Confalonieri, Michele Conforti, Alessandro Coppola, Amelia Coppola, Angela Coppola, Flavio Coppola, Lorenzo Coppola, Luciana Coppola, Luigi Coppola, Nello Coppola, Paola Coppola, Sara Coppola, Giovanni Coraggio, Giulio Coraggio, Massimo Coraggio, Paola Coraggio, Valeria Corcione, Sonia Cosentino, Mariolina Costagliola, Massimo Costagliola, Salvatore Costagliola, Massimo Cotella, Maria Teresa Cremonesi, Laura Cucari, Luciana Cucari, Antonino Cucinella, Antonino Dario Cugola, Marco Cuomo, Gabriele Cricri, Lucio Cricri, Giulio Cuccurullo, Roberta Cupri, Paola D’Ajello Caracciolo, Pasquale D’Alessio, Annalisa D’Amora, Maria Damiani, Antonio D’Aniello, Veronica D’Antuono, Marco D’Apice, Pier Enrico Darbesio, Massimo d’Arco, Virginia D’Auria, Simonetta D’Autorio, Antonella De Angelis, Antonino De Angelis, Giuseppe De Angelis, Paola De Angelis, Peppe De Angelis, Claudia De Biase, Virginia De Conti, Pietro de Cristofaro, Cinzia De Francesco, Giovanna Del Duca, Guido Giuseppe Della Martora, Concettina del Mauro, Carlo Del Vecchio, Giuliano De Luca, Giuseppe De Maio, Laura De Maio, Lucia De Maio, Luigi De Maio, Luisa De Maio, Brunella de Martino, Sergio De Martino, Pasquale De Michele, Gianni Demichelis, Fabiola De Nicola, Maria De Nicola, Lucio de Nicola, Micaela De Nicola, Michele de Nicola, Rachele de Nicola, Raffaella de Nicola, Sara de Nicola, Stefania De Nicola, Vittoria De Nicola, Luca De Paoli, Pierpaolo De Pasquale, Carlo De Rogatis, Paolo De Rogatis, Anna Maria De Rosa, Assunta De Rosa, Doralisa de Rosa, Giuseppe de Rosa, Maria Luisa De Rosa, Marco De Simone, Sergio De Simone, Alessandro d’Esposito, Antonio D’Esposito, Giuseppe D’Esposito, Giuseppe d’Esposito, Paolo D’Esposito, Tony D’Esposito, Vincenzo D’Esposito, Paolo Di Censo, Maurizio di Cunzolo, Massimo Di Fiore, Filippo Di Lorenzo, Italo Di Lorenzo, Carmela Di Maio, Emiliana Di Maio, Massimo Di Maio, Pepito Di Maio, Tatiana Di Maio, Brunella Di Martino, Rossella Di Pesa, Giovanni di Prisco, Rosalba Di Prisco, Cataldo D’Orso, Antonino Durante, Francesco Durante, Maria Pia Durante, Patrizia Ercolano, Alessandro Esposito, Daniela Esposito, Anna Esposito, Anna Maria Esposito, Annamaria Esposito, Antonella Esposito, Antonietta Esposito, Antonino Esposito, Antonino Esposito, Fabrizia Esposito, Gian Marco Esposito, Gianni Esposito, Giuliana Esposito, Katia Esposito, Luigi Esposito, Maria Esposito, Mario Esposito, Michele Esposito, Michele Esposito, Nino Esposito, Raffaele Esposito, Raffaella Esposito, Salvatore Esposito, Vitaliana Esposito, Mariarosa Esposto, Maria Pia Fabbrocino, Enzo Falco, Pierpaolo Falco, Luca Fantoni, Manuela Faravelli, Adele Fasulo, Fabiola Fasulo, Maria Fasulo, Adelmo Fattorusso, Adelmo Massimiliano Fattorusso, Geppino Fattorusso, Mariarosaria Fattorusso, Lia Felicissimo, Federica Ferrari, Monica Ferrario, Pierluigi Ferraro, Ottorina Ferretti, Andrea Fienga, Massimo Fienga, Sara Fienga, Alberto Filippi, Elisabetta Fiordiliso, Achille Fiore, Giampiero Fiore, Antonio Fiorentino, Carlo Fiorentino, Clementina Fiorentino, Cordialina Fiorentino, Elvira Fiorentino, Enrico Fiorentino, Ermanno Fiorentino, Giovanni Fiorentino, Michele Fiorentino, Paolo Fiorentino, Rosario Fiorentino, Serena Fiorentino, Daniele Fiorile, Claudio Fontanarosa, Ferrante Enrico Formicola, Mattia Fornalè, Maria Forni, Stefano Fornaro, Barbara Fortin, Paolo Foti, Paola Francescucci, Antonio Franchi, Claudio Franchi, Giuseppe Franchi, Stefano G. Franchi, Marco Franconieri, Omar Franzini, Luciano Fruscio, Giuliana Fusco, Stefania Fusco, Isabella Galano, Paolo Galano, Paolo Galano, Giovanni Galiero, Lidia Gallo, Piergiorgio Gambardella, Angela Gargiulo, Antonella Gargiulo, Antonino Gargiulo, Carla Gargiulo, Fabio Gargiulo, Filomena Gargiulo, Franco Gargiulo, Gianpaolo Gargiulo, Giovanna Gargiulo, Giovanni Gargiulo, Giuseppe Gargiulo, Marco Gargiulo, Maria Gargiulo, Maria Antonietta Gargiulo, Martina Gargiulo, Michele Gargiulo, Raffaele Gargiulo, Teresa Gargiulo, Paolo Gaudino, Ines Gava, Fabrizio Genevini, Enrico Genovesi, Francesco Gentile, Santa Gentile, Gennaro Genualdo, Ida Giannangeli, Francesca Giannetta, Roberto Giardelli, Antonella Giardina, Antonella Giardino, Amorina Giglio, Simone Ginnetti, Alberto Giordano, Carmine Giordano, Giovanni Giudice, Ariella Giulivi, Germana Gobbi, Marco Granese, Silvia Teresa Grilli, Francesco Gruosso, Amalia Guarracino, Paola Guerra, Giovanni Gugg, Francesco Guida, Marco Guida, Raffaele Guida, Michele Guidolin, Marina Francesca Guzzon, Simone Vasco Guzzoni, Elga Sonia Iaccarino, Gabriele Iaccarino, Gennaro Iaccarino, Maria Iaccarino, Maria Rosaria Iaccarino, Rosaria Iaccarino, Teresa Iaccarino, Veneranda Imbimbo, Gianni Inciso, Lino Inciso, Annunziata Ingenito, Corrado Ingenito, Valentina Insigne, Marianna Ioviero, Luigi Irolla, Gianluca Iuorio, Vincenzo Iurillo, Alessandra Izzo, Alessio Izzo, Brunella Izzo, Giovanna Izzo, Mara Izzo, Marcello Izzo, Marco Izzo, Massimo Izzo, Roberto Izzo, Rodolfo Izzo, Roberto Keller, Patrizia La Ferola, Rita Lampo, Antonio Landolfi, Giuseppe Landolfi, Nicola Lanzacane, Alessandro Lapastina, Antonio La Scala, Luca Lattene, Luca Paolo Laurente, Immacolata Lauretano, Angela Lauro, Aniello Lauro, Fausto Lauro, Luigi Lauro, Marcella Lauro, Marcello Lauro, Maria Lauro, Mathildis Lauro, Nives Lauro, Paola Lauro, Raffaele Lauro, Roberta Lauro, Maria Rosaria Lavagnoli, Bruna Lazzarini, Paolo Leonelli, Sonia Le Serre, Alessandra Liccardi, Rita Licenziato, Guido Lieto, Stefano Liguori, Marina Limone, Eduardo Limpido, Salvatore Limpido, Stefano Limpido, Giuliana Liotti, Margherita Liotti, Bruna Lombardi, Alfredo Lombardo, Gianni Lombardo, Luciangela Lombardo, Raffaele Lombardo, Antonella Longone, Vanna Lora, Eugenio Lorenzano, Faliero Lucchesi, Micaela Lucchesi, Carlo Maddalena, Vito Vittorio Maddaloni, Valentina Maglione, Carlo Magliuolo, Lidia Maifredi, Annamaria Maione, Biancamaria Maione, Bruno Maione, Eleonora Maione, Fabrizio Maione, Francesca Maione, Rino Maione, Rossella Maione, Fabrizio Mancini, Stefania Manetti, Valerio Mangano, Maurizio Mantoan, Gianluigi Manzo, Roberto Marcantonio, Angela Maresca, Amelia Maresca, Assunta Maresca, Assuntina Maresca, Franco Maresca, Giuseppe Maresca, Michele Maresca, Raffaele Maresca, Luciano Marino, Livia Marsiglia, Roberta Marsiglia, Antonio Martino, Enrico Marulli, Claudia Masala, Maurizio Masala, Alessandra Massaro, Vera Mastella, Adalgisa Mastellone, Daniela Mastellone, Francesco Mastellone, Gaetano Mastellone, Sonia Mastellone, Anna Mastrobuono, Rosanna Mastromano, Linda Masturzo, Teresa Masturzo, Carla Masucci, Angela Matacena, Nello Mattera, Paolo Matuella, Francesco Mauro, Ida Mauro, Luigi Mauro, Maddalena Mazzella, Michele Mazzola, Paola Mennillo, Francesco Meo, Joseph Guido Meo, Felicita Merlino, Michele Merolla, Paolo Messina, Carlo Miano, Massimo Miano, Monica Miccio, Roberta Migliaccio, Domenico Mignano, Gianluca Mignano, Anna Milano, Francesca Milano, Antonino Miniero, Costantino Miri, Chiara Mirino, Rossella Mitrione, Nicoletta Moccia, Valerio Molina, Marco Monopoli, Francesca Monteanni, Francesco Mordà, Cinzia Morelli, Claudia Morelli, Claudio Morelli, Eliana Morelli, Gaia Morelli, Leandro Morelli, Naima Morelli, Nino Morelli, Roberto Morelli, Serena Morelli, Simona Morelli, Vinicio Morelli, Lavinia Morlicchio, Raffaele Morriale, Giovanna Morvillo, Maria Morvillo, Titti Morvillo, Francesco Mosca, Clara Moscaritolo, Alberto Musto, Emanuela Muto, Massimo Muto, Andrea Nebbioso, Anna Nebbioso, Antonio Nebbioso, Paolo Negri, Mariella Nica, Antonella Nicolella, Claudia Nitrella, Francesca Nitrella, Ida Maria Nobili, Ginevra Nocera, Anna Nola, Silvia Nones, Flavia Occhibove, Rosa Occhipinti, Carlotta Origoni, Mariella Orlandi, Angela Pace, Claudia Palagiano, Filomena Pagano, Giuseppina Pagliara, Luigi Palomba, Rachele Palomba, Pasquale Palumbo, Antonino Pane, Gianluigi Pane, Gianpiero Pane, Luigi Pane, Alessandra Papa, Mariarosaria Papa, Anna Maria Parisi, Alfonso Paolella, Luca Papetti, Marisa Parenti, Massimo Parlato, Emilia Maria Pasotti, Felicia Maria Paturzo, Gianna Paturzo, Sandra Paturzo, Viviana Paturzo, Patrizia Pavanelli, Maurizio Pavoni, Luciana Pecoraro, Sebastiano Pecoraro, Antonella Peluso, Paola Peluso, Patrizia Peluso, Giovannella Penza, Antonella Pepe, Antonino Pepe, Betty Pepe, Francesco Pepe, Massimo Peraldo, Assunta Percuoco, Raffaella Percuoco, Umberto Percuoco, Vincenzo Percuoco, Federica Perrella, Ugo Perrella, Antonino Persico, Antonino Persico, Carmela Persico, Maida Persico, Marco Persico, Nello Persico, Valerio Persico, Giuseppe Petagna, Marta Petagna, Ilaria Pezzati, Danilo Picardi, Anna Picco, Luca Pierantoni, Ludovica Pierantoni, Ornella Pinca, Lenka Pinterova, Francesco Pinto, Fulvio Pinto, Lorenzo Piras, Caterina Poggi de Nicola, Anna Maria Pollio, Antonino Pollio, Claudio Pollio, Flavia Pollio, Marianna Pollio, Mariateresa Pollio, Nadia Pollio, Raffaella Pollio, Ugo Pollio, Antonello Pontecorvo, Emiliana Pontecorvo, Giovanna Pontecorvo, Rocco Pontecorvo, Italo Porcelli, Luigi Porcelli, Marcella Porcelli, Mercedes Porcelli, Luisa Porzio, Alessia Prattico, Verilda Prattico, Wanda Pucciarelli, Mariagrazia Pugliese, Umberto Pugliese, Marcella Raja, Antonio Ranieri, Elisa Ranieri, Katia Ranieri, Marianna Ranieri, Alessia Reale, Laura Rebuffoni, Ilaria Ricchi, Antonio Riccio, Flavia Riccio, Francesco Riccio, Salvatore Riccio, Assunta Rispoli, Ornella Riva, Nora Rizzi, Gianluigi Robaldo, Bruna Robiony, Gelsomina Ronca, Daniela Romani, Margherita Romano, Mariagiovanna Romano, Mary Romano, Rosa Romano, Andrea Rotoli, Maria Rotoli, Lucia Rufini, Caterina Ruggi, Fabio Ruggi, Federica Ruggi, Fabrizio Ruggiero, Giuseppe Ruggiero, Raffaella Ruggiero, Anna Pia Ruoppo, Antonella Ruoppo, Chiara Ruoppo, Pia Ruoppo, Roberto Ruoppo, Alessia Russo, Cristina Russo, Delia Russo, Diego Russo, Donatella Russo, Fabio Russo, Federico Russo, Francesco Russo, Gian Luigi Russo, Giuseppe Russo, Ilaria Russo, Lia Russo, Luigi Russo, Luigi Russo, Lulli Russo, Marco Russo, Massimo Russo, Mey Russo, Pier Paolo Russo, Stefania Russo, Tiziana Russo, Valeria Russo, Dario Sacchetti, Ilaria Sacchetti, Giulia Saggese, Michela Saggese, Biagio Salvati, Gianni Sangiuliano, Ines Sannino, Flora Santaniello, Daniela Santoro, Giovanna Sassi, Anna Teresa Savarese, Antonino Savarese, Giovanna Savarese, Andrea Savino, Luca Savino, Laura Scaccabarozzi, Alessandra Scardaccione, Davide Scarpa, Domenico Schiavo, Gianfranco Schiavo, Giannandrea Schiavo, Fabrizio Schiazzano, Alessandro Schisano, Francesco Schisano, Michele Schisano, Salvatore Schisano, Barbara Sciamanna, Ciro Scognamiglio, Angela Seregni, Luisa Seregni, Moira Settimi, Massimo Giuseppe Sfondrini, Magda Shaaban, Umberto Signora, Giuseppina Sole, Anna Somma, Marco Somma, Massimo Somma, Francesco Sorrentino, Giovanni Sorrentino, Lina Sorrentino, Vincenzo Sorrentino, Alessandra Spadaro, Flora Spadaro, Paola Spadaro, Roberta Spadaro, Rossella Spagnuolo, Susanna Spallacci, Mariano Spano, Samuele Spinelli, Alessandra Spinosa, Davide Spinosa, Francesca Spinosa, Franco Staffa, Silvio Staiano Francesca Stefanelli, Gilda Stefanelli, Sabatino Stefanelli, Edo Stelo, Carmine Stinga, Luisa Stinga, Olga Stinga, Stefano Stinga, Roberto Strummiello, Michele Taiano, Isabella Tajani, Massimo Taurmino, Sergio Tavelli, Paolo Terlizzi, Tonino Terrecuso, Donatella Tonizzo, Adele Toriello, Aniello Toriello, Carmine Toriello, Gaetano Toriello, Rita Toriello, Carlo Toscano, Chiara Toscano, Vera Tracuzzi, Alessandro Tramontano, Luigi Trapani, Paola Trione, Francesco Tuccillo, Marinella Turati, Emanuela Turri, Alfredo Uras, Angela Gabriella Urbano, Salvatore Stefano Valentino, Elisabetta Valgoi, Alberto Vanacore, Fulvio Vanacore, Matteo Vanacore, Carmela Varone, Salvatore Veneruso, Veronica Veneruso, Ettore Veneziani, Assunta Ventriglia, Alessandra Venturi, Marisa Venturi, Vito Venturi, Lonigo Vicenza, Luigi Vietri, Tullio Vinaccia, Rosaria Visetti, Adriana Vitagliano, Lucio Vitale, Annaleila Vitiello, Antonio Vitiello, Giuseppe Vitiello, Giuseppe Vittoria, Maria Laura Zagari, Mirco Zanoli, Antonella Zarantonello, Cinzia Zenesini, Angelo Zinetti, Emilio Zinetti, Valentino Zinetti, Patrizia Zuliani.

73 Commenti

  1. annamaria Ha scritto:

    Ho sottoscritto la petizione relativa al tragico avvenimento e approvo pienamente la vostra iniziativa.
    Sposando un sorrentino anche io mi sento sorrentina di adozione, da 33 anni vi abito nei miei momenti liberi e amo questo paese per i suoi profumi, colori sapori e per la sua gente.
    Allo stesso tempo però mi rammarico di quanto accade quotidianamente e mi fa’ piacere constatare che tanti sorrentini condividono quello che io ho sempre pensato e nel mio piccolo fatto presente in qualsiasi circostanza in cui mi sono trovata e cioè la mancanza di regole e doveri da rispettare e la noncuranza nell’affrontare temi di interesse comune.
    Conosco e stimo profondamente la famiglia Morelli alla quale da parecchi anni io e la mia famiglia siamo profondamente affezionati .
    Consiglio a tutti i cittadini di Sorrento di dire apertamente tutti i problemi e le mancanze che quotidianamente ci si presentano e di lottare per risolverle e
    concludo nella speranza che su questa vicenda sia fatta chiarezza per Teresa, per Claudia e per la loro famiglia

  2. Antonino Esposito Ha scritto:

    Mi colpisce in modo particolare quando affermate che “non è in gioco
    l’immagine della nostra città quanto la nostra identità di cittadini”.
    Ho dovuto fare uno sforzo per scrivere perché scrivere mi costringe a parlarne
    al passato. Conoscevo molto bene Teresa ed anche Nonna Claudia. Non esito a
    definirmi un fratello aggiunto. Credo di sapere cosa avrebbe detto Lei se ora
    fossi io al posto suo e penso che sia necessario rispettarne la compostezza, la
    discrezione, il rigore di analisi e la fermezza.
    Mi ha colpito moltissimo assistere - in una circostanza così tragica -
    all’uso eccessivo di luoghi comuni, alla ricerca esasperata di “brividi in
    campo politico”, allo scivolamento progressivo verso l’indifferenza e
    l’attenuazione dell’attenzione.
    Qualcuno ha parlato di colpe del “sistema Sorrento”. Non so cosa volesse
    intendere quel Signore, ma so di certo che quando un sistema esplode è inutile
    rizzelarsi o giocare ad attenuare le responsabilità: chiunque abbia
    amministrato (compreso il sottoscritto) deve assumersi le proprie
    responsabilità per aver concorso a costruire quel sistema oppure per non aver
    adeguatamente partecipato a correggerlo. I politici e chi ha fatto politica
    hanno le colpe che vanno attribuite a chi ha lo strumento decisionale, gli
    operatori economici quelle di chi indirizza l’andamento della vita economica e
    chi si sottrae all’impegno sociale ha tutte le colpe dell’ignavia.
    Possiamo un attimo riflettere su cosa sta diventando Sorrento? Una Città con
    un territorio minuscolo dove tutti pensano di dover fare tutto…ed in fretta.
    Una frenesia parossistica condizionata dalla febbre del profitto e del dio
    denaro. In modo strisciante ci siamo abituati ed assuefatti a convivere con il
    sistema. E’ orribile ripeterlo ma negli anni ho sentito un operatore
    lamentarsi perché gli operai con il tagliaerba rischiavano di ferire i
    turisti: alla mia domanda “e se ferissero te”? risposta secca: “non è la
    stessa cosa, noi viviamo di turismo”! Di recente un autorevole
    amministratore, per giustificare l’esistenza di un dissuasore mascherato, ha
    addotto a mo’ di esempio i motorini che trasportano bambini e passano indenni.
    Capite? Si trasportano bambini sui motorini e si cita come esempio!
    Da maggio in poi il nostro territorio sembra fibrillare, sembra sempre
    l’ultimo giorno di qualche cosa di indefinito. Strade impraticabili anche a
    piedi e dominate da furgoni in divieto su ambo i lati che scaricano derrate,
    autobus che raccolgono turisti per le escursioni, operai che devono allestire
    per qualche Parrocchia che deve festeggiare un qualcosa (ormai festeggiano
    tutto), minibus che corrono freneticamente per raccogliere più clienti, e
    dulcis in fundo…motorini che schizzano perché resta l’unico modo per
    districarsi in questa selva. Se osi protestare sei deriso.
    C’è qualcuno che effettivamente pensa che questo “sistema” sia la migliore
    delle soluzioni praticabili? Sol perché produce ricchezza…
    Proviamo a rallentare la corsa e riportare “il sistema” entro confini
    sostenibili. Credo che costruire una società “sana” per i nostri figli sia
    un dovere di tutti e costituisca il modo più idoneo per onorare due Signore.
    Concludo associandomi all’idea di un signore che proponeva di dedicare la
    piazza a Teresa Reale e Claudia Fattorusso. La toponomastica riflette la storia
    di una Città: oggi purtroppo la nostra storia passa anche attraverso un evento
    terribile dal quale bisogna trarre insegnamento.

    Antonino Esposito
    Metese da 20 anni

  3. IZZO GIOVANNA Ha scritto:

    E’ PASSATO QUASI UN MESE DA QUEL BRUTTO GIORNO, MA LO STATO D’ANSIA, DI AGITAZIONE, DI INCREDULITA’, DI RABBIA DI QUEI MOMENTI E’ VIVA E FORTE NEL MIO ANIMO! LA SCENA E’ ANCORA CHIARA NEI MIEI OCCHI!QUELLE IMMAGINI ORMAI TRISTEMENTE STAMPATE SUL MIO CUORE! LO SPAVENTOSO SCHIANTO, IL CAOS, L’ASSORDANTE ED INQUIETANTE SUONO DELLE SIRENE,…IL SILENZIO!!ANCORA PIU’ INQUIETANTE!!!LA TRISTE SCOPERTA DELL’IDENTITA’ DI QUEI DUE POVERI CORPI!LA DISPERAZIONE CHE MI ASSALE! DUE PERSONE A ME CARE VOLATE VIA PER MANO DI INCOSCIENTI E IRRESPONSABILI !! OGNI VOLTA CHE RIPENSO A QUEL GIORNO LA MIA RABBIA AUMENTA, SI POTEVA EVITARE! C’ERA CHI POTEVA EVITARLO! C’E’ CHI DOVRA’ FARSI CARICO, SUO MALGRADO, DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’!! SO CHE NULLA E NESSUNO RESTITUIRA’ LA VITA A ZIA TATTA E TERESA, MA PER LORO GRIDO GIUSTIZIA! GRIDIAMO TUTTI INSIEME,FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE,LA VOCE DELLA NOSTRA COSCIENZA!PERCHE’ TUTTI ,QUEL BRUTTO GIORNO,IN QUELLA PIAZZA, ABBIAMO PERSO QUALCOSA D’IMPORTANTE!
    NON SI PUO’ DIMENTICARE!
    NON SI DEVE DIMENTICARE!!
    NON POSSO DIMENTICARLE!!!
    GIOVANNELLA

  4. Anonimo Ha scritto:

    Grazie per aver espresso con questo blog anche la mia opinione. Ieri leggendo un articolo su internet ho trovato una frase di Sciascia che si addice alla vostra iniziativa: “… il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare”.

  5. Cla Ha scritto:

    IN GRASSETTO I COMMENTI DI UN CITTADINO AI PASSAGGI DEL MANIFESTO DEL SINDACO DI SORRENTO

    Cari concittadini,
    avevo in animo di scrivervi di tutt’altro, sentivo e sento uno stato di comprensibile angoscia che ci pervade per la dolorosa situazione che sta vivendo in questi giorni la nostra Città, desideravo esortarvi a reagire in modo sano ed operoso senza dimenticare la tragedia che ci ha toccati, traendo da essa insegnamento e memoria: invece sento di dovervi difendere. Difendervi da considerazioni gravi ed immotivate.

    - lei non deve difendere nessuno per due motivi, il primo: dal medioevo sono passati tanti anni (almeno sulla carta), lei non è un vassallo, Sorrento non è la sua città, lei ne è semplicemente il suo più alto (e purtroppo distratto amministratore), quindi non è tenuto a difendere ma amministrare, alla difesa sono predisposte altre autorità (almeno a livello legislativo).
    Il secondo è che non c’è stato nessun attacco bensì una triste constatazione di non collaborazione.

    Tutto quanto apparso in una intervista pubblicata dal quotidiano la “Repubblica” ci sorprende amaramente e non ci appartiene.
    Abbiamo messo a disposizione, fin dal primo momento di questa tragedia, le risultanze documentali del sistema di video-sorveglianza della Città: ore ed ore di filmati in grado di offrire di per sé, a prescindere da qualsiasi riferimento, la verità dei fatti su cui far luce.

    - I filmati come ovvio sono stati messi sotto sequestro dalla magistratura.
    Anche se lei li avesse offerti sarebbe stato un atto dovuto, non provi a farlo passare come un regalo, non lo è!

    Al di là di ogni retorica di circostanza, la Città ed i suoi rappresentanti sono a disposizione dell’Autorità inquirente nelle forme ritenute più opportune, certi, però, di non meritare definizioni che meglio si attagliano ad altre realtà.
    Confidiamo che gli accertamenti dell’Autorità Giudiziaria si muovano nella direzione equa ed opportuna, con gli accorgimenti tecnici necessari e con chiarezza di obiettivi, commisurata ai fatti.

    - L’autorità giudiziaria è per definizione giusta..è il suo compito; lei non deve confidare nella chiarezza degli obiettivi (in questo caso unico, capire cosa è successo) dovrebbe prodigarsi semplicemente per una maggiore collaborazione.
    -Il suo “commisurata ai fatti” è inopportuno, dal punto di vista legale non c’è nulla di piu grave di un omicidio, dal punto di vista umano è stupido solo pensare che ci sia qualcosa di commisurabile al dolore di perdere i propri cari, per di più in modo tanto atroce.

    Il danno di immagine di certe equalizzazioni che ci appaiono spericolate, non può essere supportato dalla nostra Comunità.

    - L’unico danno d’immagine che non può essere supportato è quello che è successo il 1° maggio.

  6. GDL Ha scritto:

    Tutto il mio supporto affinché questa iniziativa impedisca che cali il sipario su un drammatico evento.

  7. p.d. Ha scritto:

    Dal primo maggio del 2007 cerco di non passare per Piazza S.Antonino. Come succede anche ad altri miei concittadini provo un senso di angoscia ogni volta che vedo quella gru e quel cestello di ferro. E non vedo l’ora che sia rimossa.
    Forse però sarebbe meglio che quel mostro meccanico, con il doloroso ricordo che porta con sé, restasse lì ancora a lungo, vicino alla statua del santo patrono, come un monumento.
    I monumenti servono a conservare la memoria degli eventi. E’ bene che quel mostro rimanga lì, sotto il municipio, per non farci dimenticare quello che è successo, per ricordare a tutti che un evento così tremendo non si deve ripetere.

  8. Lory Ha scritto:

    Salve a tutti.
    Qualche anno fa mi è capitato, per lavoro, di dover seguire i corsi per l’abilitazione alla redazione dei cosiddetti Piani di Sicurezza ex 626/94 e 494/96.
    Inizialmente presi la cosa come il solito dovere da ottemperare pur di lavorare, poi, entrando nel merito, cominciai ad acquisire coscienza circa la problematica della Sicurezza sui luoghi di lavoro e del fatto che, in molti casi, sul lavoro si rischia la vita e, in altrettanti soventi casi, si mette a repentaglio anche la vita di terzi.
    Ma, tuttavia, avevo preso coscienza della cosa, solo in quanto Redattore dei Piani ed eventuale, probabile, responsabile ( quindi soggetto perseguibile penalmente) di eventuali disgrazie.
    Ma, COSCIENTEMENTE, credo di non aver mai pensato alla cosa dal punto di vista “umano”.
    Dall’inizio del 2007 ci sono stati diversi casi di disgrazie sui luoghi di lavoro e, francamente, io ne ho preso atto, semplicemente come fatto di cronaca, ma sicuramente, non ho ricevuto la spinta emotiva, il senso di rabbia, di impotenza e di dolore che mi ha procurato quanto avvenuto il 1° maggio a Sorrento.
    Perché quelle persone, vittime dell’incidente, erano due donne passate lì per caso e, soprattutto perché ( indirettamente), quelle donne erano persone conosciute.
    E per la prima volta mi è venuto di pensare a quanto forte debba essere quel dolore, quella rabbia, quel senso di impotenza, per i familiari stretti delle sig.re Morelli e dei familiari di tutte le vittime dell’inosservanza delle Norme più elementari sulla Sicurezza ( che a mio parere non dovrebbero discendere dall’applicazione di una legge scritta, ma semplicemente dal rispetto per la vita altrui).
    Oggi, sono in corso le indagini per la “soluzione del caso” e per la ricerca del “colpevole”.
    Dal canto mio, ho solo una speranza, che coloro che sanno si guardino bene dentro e trovino il coraggio e soprattutto la “umanità” di testimoniare circa l’accaduto.
    Una cosa del genere sarebbe potuta accadere ad uno di noi o ad un nostro caro.

  9. Lello Ha scritto:

    Sono pienamente d’accordo sui contenuti del vostro scritto.
    Aggiungo che il senso di impotenza che quasi sempre ci prende quando si prova a portare questi argomenti all’attenzione di chi dovrebbe garantire il rispetto del vivere civile è, a mio avviso, in parte superabile se la comunità dei “volenterosi” si rafforza attraverso l’aggregazione e la discussione.
    Mi fa molto piacere che voi sottolineiate quanto sia avanzato il logoramento delle regole e quanto questo incida sulla qualità e la sicurezza della vita di ciascuno di noi.
    Di tutto questo non ci è dato di dibattere in nessuna sede, al di là dei salotti, e chi ci amministra, in assenza di stimoli critici, cade facilmente in una forma di governo che non “governa” ma gestisce il quotidiano. In tal modo, risponde alle singole e momentanee sollecitazioni che gli provengono con il solo obiettivo di aumentare il consenso. Pochi (!!!) credono che un buon governo debba saper dire no, scontentando ogni tanto i singoli a garanzia della comunità.
    Cosa possiamo o dobbiamo fare?
    Provare e riprovare a stare insieme, a dar farza alle nostre ideee, a far crescere la consapevolezza che ciascuno di noi può avere un peso importante non solo al momento in cui esprime il suo voto, ma anche quando discute, vigila e stimola i suoi governanti.
    Dobbiamo (!!!) essere ottimisti per forza.
    Mi scuso per il tedioso sfogo, ma è dovuto al desiderio di non volersi arrendere. Abbiamo il dovere nei confronti dei nostri ragazzi di dimostrare che siamo cittadini e non sudditi.

  10. m.p. Ha scritto:

    Vi sono grato perché l’indignazione e la voglia di reagire si attenuano con
    il passare dei giorni facendo gioco a chi scarica le responsabilità sui collaudatori dei macchinari, sulla ditta esecutrice, sul fato che impietoso ha colpito le sfortunate vittime. Mi auguro che questa vostra iniziativa, accompagnata da una fortissima partecipazione, tenga alta l’attenzione sulla vicenda e serva a fare pressione sugli organi competenti per una definizione dell’accaduto e delle responsabilità in tempi ragionevoli.

  11. Alex Ha scritto:

    Gli uomini quando sono tristi si limitano a piangere sulla propria situazione. Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.

    Malcom X

  12. ggugg Ha scritto:

    Condivido pienamente questo appello, che infatti ho subito fatto mio sottoscrivendolo appena l’ho ricevuto. Ottima idea anche questa del sito web, ma credo che si debba percorrere pure la strada della stampa, sebbene mi renda conto che non sia facile trovare un giornale locale meno peggio degli altri.
    Segnalo, infine, che l’intervista al magistrato che si sta occupando delle indagini e la lettera aperta con cui gli ha risposto il sindaco della nostra città sono sul Forum di VirtualSorrento. Ad ognuno, poi, le conclusioni.
    http://www.virtualsorrento.com/forum/viewtopic.php?t=42

  13. mariella Ha scritto:

    è il nostro senso di impotenza e di sfiducia che ci rende profondamente complici quotidianamente dell’illegalità diffusa.
    … ma questo vostro slancio ora diventa anche il nostro.
    mariella nica, franco maresca, jacopo maresca

  14. Pierpaolo Falco Ha scritto:

    Aderisco completamente e virtualmente sottoscrivo l’appello lanciato. Mi auguro che la magistratura possa fare PIENA chiarezza su quanto accaduto e che, una volta tanto, TUTTI coloro, a TUTTI i livelli, che abbiamo delle responsabilità riguardo quanto accaduto siano posti di fronte alle proprie mancanze. Mi auguro inoltre che da oggi in poi nulla sia più come prima e che i cittadini per primi cominicino a segnalare irregolarità e situazioni che possono mettere a rischio la sicurezza di tutti NOI. In assoluto, mi auguro una partecipazione molto più attiva dei cittadini alla vita del NOSTRO paese.
    Non sarebbe questo il momento della polemica, ma davvero non riesco a spiegarmi come sia possibile che tutto questo sia avvenuto sotto gli occhi di chi ammistra il nostro paese … una classe politica SERIA trarrebbe delle ovvie conseguenze !

  15. salvatore Ha scritto:

    … mi vengono una serie di pensieri su tutto questo, sull’ epoca che stiamo vivendo, sulla disonestà diffusa e la mancanza di rispetto delle regole a tutti i livelli, non so, non c’è da essere ottimisti; vi ringrazio per questa iniziativa alla quale mi associo.

  16. Giovanni Antonetti Ha scritto:

    Caro Primo Cittadino,

    mi incombe il dovere morale di manifestarle in forma pubblica il pensiero di una larga parte della cittadinanza sorrentina, onesta e discreta ma che non può rimanere silente di fronte alla immensa tragedia del primo maggio; constatiamo con dolore l’assenza da parte della sua Amministrazione di un gesto simbolico e concreto, che sia andato oltre i convenevoli formalismi, a fronte invece della solerzia con la quale si è provveduto ad un continuo scarico di responsabilità e di difesa del proprio operato.

    Infatti al di là delle normative di legge applicabili, bene e prontamente vagliate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, cui va il nostro plauso per l’operato svolto, è la responsabilità morale e la coscienza civica del Comune di Sorrento che inspiegabilmente latita; la cittadinanza ha bisogno di un segnale forte, che testimoni la assoluta prevalenza della tutela della persona umana rispetto a qualsiasi interesse economico e politico.

    E’ per questo che mi rivolgo a Lei, addolorato ma risoluto, perché noi sorrentini sentiamo preminente il bisogno di conoscere la verità, di vedere ripristinata una quotidiana legalità, e non di essere difesi da ipotetiche accuse apparse su qualsivoglia quotidiano nazionale.

    E’ per questo che mi rivolgo a tutti i sorrentini, perché non restino indifferenti dinanzi a future gravi violazioni normative, non esitino a segnalare irregolarità, dando un messaggio, questo sì, di costante e continua civiltà.

    Il nostro sentimento comune, di cui mi auguro Lei sia degno interprete, è di profondo dolore, gridato forte ed in silenzio, consci che quanto accaduto ha cambiato per sempre la coscienza civile di tutti noi sorrentini, nessuno escluso.

    Avvocato Giovanni Antonetti

  17. Sorrentino Salvo Ha scritto:

    LETTERA APERTA AL SINDACO DI SORRENTO IN RISCONTRO AL SUO MANIFESTO

    Egregio Sindaco,

    Grazie, ma ai Cittadini di Sorrento la sua difesa ormai non serve a nulla.
    Tantomeno serve a chi ha pagato con la vita ed a chi ha perso due persone care. Avrebbe dovuto invece adoperarsi prima, affinchè la legalità fosse un principio certo per chi lavora o vive in questo paese. Avrebbe dovuto difenderci prima.
    Non mi offendono le considerazioni del Procuratore Diego Marmo su Repubblica. Non ritengo offendano i cittadini onesti né l’immagine di Sorrento.
    E’ più dignitoso tacere di fronte all’evidenza delle omissioni di tutti noi Sorrentini.
    Quanto accaduto è conseguenza di un modo di pensare, di vivere, di fare, di amministrare. E’ il sintomo di un male più profondo.
    Faremmo bene a tacere tutti ed a riflettere a lungo per poi trarne le dovute conseguenze, ciascuno nel proprio.

    Chiediamo invece perdono a Teresa e Claudia.
    Chiediamo perdono a chi le ha perdute.
    Chiediamo perdono ai nostri figli per aver dato un altro cattivo esempio.

    In nome di tutti i Cittadini, in nome della Legalità, in nome della Dignità e del Rispetto: si dimetta.
    Prima però faccia un ultimo atto.
    Porti in Consiglio Comunale la richiesta di cambiare il nome alla Piazza:
    non più S. Antonino, ma Piazza Teresa Reale e Claudia Morelli.
    Perchè nessuno dimentichi quanto accaduto.

    Un cittadino che è passato indenne sotto la gru

  18. Terry Ha scritto:

    Mi auguro che la Magistratura possa dare risposta alle tante domande ma soprattutto spero che quest’iniziativa serva per non dimenticare perchè fatti così gravi non devono e non possono essere dimenticati!

  19. sara Ha scritto:

    sottoscrivo virtualemente questo appello e auspico una maggiore collaborazione da parte di quanti sanno, di quanti hanno visto, di quanti c’erano quel giorno. troppo facile definire assurdo quanto è accaduto, dichiararsi sconvolti e poi dimostrare la proprio omertà con un “non ho visto, non ricordo”. La cosa più assurda di tutto ciò che è accaduto dopo quel tragico giorno è proprio la mancanza di testimonianze utili.
    purtroppo manca una cultura di legalità autentica e non finalizzata ai soli interessi personali o dei “pochi”, ma se ci si preoccupa più del DANNO ALL’IMMAGINE che del diritto di una famiglia straziata dal dolore e di una comunità sconvolta ad avere giustizia, la strada - ahinoi - è ancora lunga…
    Trovo viscida e subdola la lettera del vostro sindaco, soprattutto quando conclude “Il danno di immagine di certe equalizzazioni che ci appaiono spericolate, non può essere supportato dalla nostra Comunità”. Un’offesa a tante menti intelligenti e a tanti animi di cittadini rispettosi della legalità.

  20. sergio de martino Ha scritto:

    Mi chiamo Sergio De Martino abito a Vico Equense, sono un operaio(categoria protetta) lavoro a Melito di Napoli presso la Cafè do Brasil “Kimbo”, ogni giorno faccio 120 km A/R perchè non ne potevo più di lavorare a certe condizioni in Penisola Sorrentina. Non siamo ipocriti, qualche noto politico conterraneo se indignato per le accuse mosse dal Procuratore Marmo, ma dove vive? Si faccia un’inchiesta sulle condizioni di lavoro di molti ragazzi che lavorano nel settore alberghiero e vediamo la durata dell’orario di lavoro.
    Siccome negli anni passati gli operai, guarda caso, morivano nei primi giorni di lavoro e l’impresa aveva 7 gg per regolarizzare l’assunzione, questo Governo ha introdotto il D.U.R.C. sarebbe a dire devi comunicare un giorno prima l’assunzione, provo a indovinare l’escamotage delle imprese qual’è. Assumono i lavoratori a part-time.
    Organizziamoci e lavoriamo per divulgare e tutelare ai loro DIRITTI i lavoratori.
    Un abbraccio Sergio De Martino.

  21. Mario Esposito Ha scritto:

    “SONO DISPONIBILISSIMO A FIRMARE LA PETIZIONE RELATIVA AI FATTI DEL 1 MAGGIO A SORRENTO.
    Mario Esposito
    Presidente TAVOLO DI CONCERTAZIONE PER L’INCLUSIONE SOCIALE
    Piano Sociale di Zona Ambito Territoriale Na 13″

  22. max Ha scritto:

    oramai a sorrento, ma purtroppo non solo, il patto sociale si é frantumato in un a miriade di patti interpersonali di interesse . L’osservazione del magistrato mi sembra non far altro che sottolineare questo stato di cose, peraltro evidente. Tornare indietro sarà dura, in bocca al lupo

  23. luigi Ha scritto:

    Lo vado dicendo da tempo e credo di non sbagliarmi, siamo arrivati a quello che molti chiamano:PUNTO DI NON RITORNO. Siamo circondati, a tutti i livelli sociali, da una serie di persone (o animali come li definisce il prof. Sartori), che usano qualunque modo e mezzo per raggiungere i loro fini, calpestando quelle che sono le regole base di una vita civile; quindi vediamo soprusi, illeciti, malefatte di ogni genere, e stiamo lì a subirli, ad osservarli increduli, ma impotenti ad agire. Forse con questa nobile iniziativa cominciamo a muoverci, a risvegliare quella coscienza civile che da troppo tempo teniamo rinchiusa per paura di chi sà che cosa. Cari concittadini è arrivato il momento di dire BASTA, è arrivato il momento di gridare giustizia per le famiglie di Teresa e Claudia, perchè la VITA è un bene così prezioso che non può essere distrutto dalle mancanze di altri.

  24. paolo ed emy Ha scritto:

    anche noi in ritardo sottoscriviamo a pieno la petizione relativa alla tragedia del 1°maggio….e qualsiasi iniziativa possa servire far svegliare la coscienza dei cittadini e soprattutto a rendere giustizia per la famiglia Morelli.

  25. Roberto Ha scritto:

    Ciò che più spaventa è il fatto che piccoli e grandi illeciti si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi e che siamo quasi assuefatti all’illegalità che ci circonda. Quel che avete scritto rappresenta pienamente il mio stato d’animo, colmo di rabbia e di sfiducia ma non certo privo di voglia di battersi per cercare di risalire dal buco nero nel quale stiamo sprofondando,perchè sia fatta piena giustizia e chiarezza, per non dimenticare il sacrificio di 2 concittadini innocenti, per la dignità di noi tutti.

  26. Marco Cocurullo Ha scritto:

    Vorrei sottoscrivere l`appello.
    Marco Cocurullo
    108 Aususta St
    SYDNEY - AUSTRALIA
    Ringraziandovi per l`impegno a tutela della legalita` per il nostro
    territorio e dei nostri diritti fondamentali di cittadini.
    Cordialmente
    Marco Cocurullo.

  27. Marco... un amico Ha scritto:

    Eventi tanto tragici hanno il potere di scuotere le coscienze. Purtroppo la nostra società fa prosperare il numero delle persone che, per disprezzo dei diritti del prossimo o per incosciente arrivismo, scelgono comportamenti di comodo, insensibili alla gravità delle conseguenze dei loro atti. Tali soggetti possono anche ritenersi sicuri dell’impunità e neppure si pongono il dubbio della liceità del loro operare. La dimostrata ampia incapacità di qualsiasi autorità costituita ad intervenire efficacemente per la correzione di tali comportamenti asociali rende necessario che la collettività, non solo quale insieme di singoli, ma anche come pluralità di organismi quali associazioni, albi professionali, sindacati, scuole, aziende, ecc. si attivi con forza e coerenza per invertire la marcia, esecrando con fatti e opinioni e ponendosi un divieto morale di entrare in affari ed in qualsiasi rapporto sociale con tali soggetti, il cui modo di operare è spesso noto a tutti da tempo.
    La via è lunga, ma la maggioranza sana di questo Paese potrebbe ancora riuscire ad ottenere risultati dove regole e punizioni si sono dimostrati inefficaci. Proviamo! Ciascuno faccia la sua parte. Ma subito, perchè il tempo che passa rende meno probabile il successo.

  28. Pasquale Apreda Ha scritto:

    Condivido l’iniziativa intrapresa e sottoscrivo l’appello per NON DIMENTICARE!!!!

    Dinanzi al decadere delle coscienze e dei principi più banali quali il rispetto per il prossimo e la solidarietà, spero che CHI di dovere arrivi ad individuare le VERE COLPE per quanto accaduto il primo maggio. Ma spero ancora di più che una volta individuato chi ha sbagliato, paghi in modo esemplare. Cosa che in questo Pese è sempre più difficile vedere.

    Ricordiamoci comunque che chi ci rappresenta nelle Istituzioni (Governo, Regioni, Province e Comuni, che a loro volta eleggono o nominano i rappresentanti di altri ‘enti’, sicuramente utili come i precedenti……!!!) non è altro che lo ‘specchio’ della Società!

    E questo sinceramente mi preoccupa sempre di più!!!!

  29. Carlo De Rogatis Ha scritto:

    aggiungete il mio nome all’elenco dei sottoscrittori della petizione.
    NON DIMENTICO

  30. Adriana Vitagliano Ha scritto:

    non posso dimenticarle.

  31. Lucio Ha scritto:

    Sottoscrivo col cuore in mano questa petizione, questo coraggioso appello che potrebbe e dovrebbe essere la scintilla che dà fuoco alle polveri.
    Non esiste una condizione sociale umana funzionante e al tempo stesso compatibile con la mentalità dell’interesse personale, della furbata, dell’omertosa accondiscendenza reciproca.
    E’ vero, forse stavolta giustizia sarà fatta, DEVE essere fatta, bisogna dare nomi, volti ed esemplari punizioni reali ai responsabili di questa tragedia. Non è un incidente: non si scherza con la vita. In un instante sono state annichilite due vite, di persone che come ognuno di noi hanno imparato a camminare, hanno sofferto e lavorato, amato, arricchendosi di un tesoro di esperienze ed emozioni. Come è possibile che una criminale incompetenza venga chiamata ‘incidente’? Siamo di fronte a un crimine, e bestiale.
    E’ tempo di dare il giusto nome alle cose. […] Tacere significa nutrire amorevolmente lo stato di cose che tutti voi odiate, e che odio anche io.
    Auspico che la paura si muti in coraggio, l’indolenza in volontà, l’indifferenza in una crociata per la sete di giustizia. Andare avanti.
    Tutto il mio affetto a coloro che hanno perduto le proprie care…

  32. claudia Ha scritto:

    Non fermiamoci alla solita fiaccolata!

  33. Veronica Brusaporci Ha scritto:

    Non sono sorrentina ma sottoscrivo in pieno quanto scritto sulla necessita’ di
    difendere la legalita’.
    Senza di essa non ci puo’ essere liberta’ vera.

  34. Balduccelli Ha scritto:

    Lorenzo,Teresa,Luigi,Erika,Rosario,Gianmarco e Daniele Balducelli sottoscrivono ma soprattutto sperano che la nostra penisola culla di valori,non perda la sua V E R A I D E N T I T A ‘.

  35. teobaldo amuro Ha scritto:

    Non è il momento di condannare nè di sanzionare responsabilità (ciò spetterà alla magistratura) ma di riflettere e far riflettere sul nostro diritto-dovere di vivere sicuri ed in pace. “PER NON DIMENTICARE”.

  36. GUIDO LIETO Ha scritto:

    Auspico che qualcuno non voglia trarre beneficio da questa immane tragedia che ha colpito in tutti i sensi oltre ai famigliari delle vittime anche l’intera comunità di Sorrento.
    Guido Lieto

  37. PDR Ha scritto:

    Vivendo fuori, ho potuto leggere il manifesto scritto dal Sindaco solo sul web. Ebbene penso che il primo cittadino più che difendere i propri cittadini da “considerazioni gravi e immotivate”, deve assicurare le condizioni di base di legalità e di ordine sociale che, ogni volta che torno a Sorrento, trovo sempre meno protette.
    Ho cercato sul sito del Comune di Sorrento i contenuti della discussione in consiglio comunale a seguito di quanto avvenuto il 1 maggio. Con stupore ho rilevato come, evidentemente impegnato a scrivere testi per manifesti, il primo cittadino non ha convocato alcuna sessione straordinaria del consiglio.
    Non voglio dedicare altro tempo alle polemiche, ma non posso non indignarmi e non posso rimanere in silenzio. Ora mando un bacio a Zia Claudia e a Teresa…non vi dimenticherò. Paolo

  38. gianpaolo gargiulo e milena cocurullo Ha scritto:

    Quando il dolore è ancora troppo forte, il silenzio può aiutare a lenire le sofferenze e a capire meglio. Ma poi si ha il dovere di parlare forte e chiaro.
    Due donne sono morte e quattro uomini sono rimasti feriti il primo maggio a Sorrento. Bilancio pesante ma che considerando il contesto poteva essere più grave. I periti analizzeranno le cause tecniche che hanno portato alla rottura del braccio del carro gru.
    Noi cittadini possiamo senz’altro chiederci: è possibile che le operazioni di montaggio e smontaggio delle luminarie avvengano quasi sempre in pieno giorno, al centro dei vari Comuni, senza le minime misure di sicurezza per i lavoratori e la cittadinanza, sotto lo sguardo benevolo, distratto o negligente di vigili urbani, polizia, carabinieri, tecnici e funzionari?
    E’ mai possibile che la stessa sera una parrocchia a poche centinaia di metri, per festeggiare il suo santo patrono (San Giuseppe Lavoratore!!) non abbia ritenuto opportuno evitare almeno lo spettacolo pirotecnico come gesto di rispetto verso i morti?
    […].
    Quanto è successo il primo maggio potrebbe aiutarci a cambiare rotta:
    - 1)intensificare i controlli sui luoghi di lavoro, in tutti gli ambiti e in particolare
    - edilizia (avete mai visto un muratore su un ponteggio con il casco??)
    - artigianato (pensate al poetico aerosol che respirano per anni gli intarsiatori sorrentini)
    - turistico ( grande percentuale di lavoratori in nero) e suo indotto: pensate alle varie lavanderie industriali con stipendi bassissimi per un lavoro pesantissimo
    2) ripensare alle feste patronali: trasformarle da occasioni di caos e affari vari, a momenti di vera e positiva aggregazione della comunità.

    Un grande abbraccio alle famiglie delle persone decedute, un augurio di pronta guarigione ai feriti.
    Consapevoli che non si è trattato di una tragica fatalità, in bocca al lupo a noi tutti che in silenzio ci becchiamo questo ed altro!!!
    Inoltre esprimiamo solidarietà ai familiari dei lavoratori sequestrati in Nigeria: ci auguriamo che vengano liberati presto e in buona salute. Speriamo anche che le varie compagnie petroliferi impegnate in Nigeria, oltre ai profitti, comincino finalmente a pensare ai diritti delle popolazioni locali e alla tutela della sicurezza dei propri lavoratori, sia bianchi che neri.

    (Scritta il 4 maggio per il coordinamento pace penisola sorrentina)

  39. Stefania Astarita Ha scritto:

    Condivido pienamente lo spirito della petizione, che oppone all’immagine della Sorrento da vendere ai turisti e quindi da difendere, secondo la sconcertante dichiarazione del sindaco, l’indignazione di tutti coloro che hanno sentito giustamente lesa la loro stessa dignità di cittadini, dinanzi a una tragedia che si sarebbe dovuta evitare.

  40. Nino Ha scritto:

    A quasi un mese dalla morte delle due sfortunate signore Morelli, è il caso di riflettere realmente sul nostro diritto-dovere di vivere sicuri, in una città che sembra totalmente prive di regole e di certezze. Anche sul versante democratico.
    Alcuni consiglieri comunali avevano chiesto un urgente consiglio comunale per discutere di regole e di sicurezza dei cittadini ad un mese dalla tragedia.
    […]
    Consiglieri, fate finalmente una cosa giusta: DIMETTETEVI!!! Se non siete neanche in grado di far sentire la vostra esile e roca voce su un simile tragedia.

  41. Teresa Masturzo Ha scritto:

    Mi spiace che ci sia voluto altro sangue per far riflettere quanto sia diffusa a tutti i livelli l’illegalità! Mi auguro che questi ulterori sacrifici umani siano una scossa definitiva per la coscienza di noi cittadini. Non dobbiamo aspettare le cose dagli altri ma impegnarci noi per primi e quest’iniziativa popolare dell’appello, che sottoscrivo, spero che sia solo il primo passo per una sempre maggiore presa di coscienza del mondo assurdo in cui viviamo e della necessità dell’impegno di tutti!

  42. Gianluca Ha scritto:

    Nel leggere i diversi commenti e i forum collegati, rimango esterefatto per l’eterna italianeità di cercare dopo il morto i responsabili.
    E’ accaduto il 1 maggio ed a Sorrento, isola felice della provincia napoletana e soprattutto non doveva accadere.Lasciamo alla magistratura il suo lavoro, ma tra i tanti firmatari della petizione e coloro che hanno lasciato il commento, facciamo ognuno di noi un esame di coscienza. Vi state chiedendo cosa?
    Si. Mi riferisco a tutti voi, duurante il vostro lavoro osservate tutte le regole in campo di sicurezza? I vostri dipendenti sono tutti in regola?
    No, non sono matto.
    Tornate un attimo indietro ed alla luce di oggi, verificate il bilancio dell’incidente, due morti e tre feriti. Per cosa? Per non aver messo un pò di semplice nastro segnaletico bianco e rosso.
    Allora che ci sia o no l’autorizzazione, poco cambia dal punto di vista sulla sicurezza. I VV.UU. non c’erano (?) e forse avrebbero dato una mano. Ma tutti sanno che sotto ad un carico non si passa, e come si impedisce il passaggio? o con una persona che segnala la cosa, ma soprattutto con un transennamento.
    La sicurezza è fatta di piccole regole e semplici da rispettare.

  43. Rosalba e Lina Ha scritto:

    Realmente dispiaciute per l’accaduto.. per la perdita di due mamme che hanno dovuto pagare un prezzo salato con il destino.. il destino? Cosa c’entra il destino? Che cosa avete combinato? Siete responsabili di questa assurda faccenda.. Un comune dovrebbe garantire ai suoi cittadini una degna vivibilità, fatta di sicurezza, non di sola estetica! E’molto più importante “lavorare degnamente con poco” che.. abbellire una piazza e risparmiare sui lavori non a norma! Vergognatevi!
    In quanto alle due “amiche”.. siamo vicine col cuore alla famiglia.. Claudia.. mia cara maestra e a Teresa.. un bacio.. a voi.. che arrivi fin lissù.. perchè i sentimenti salgono fin sopra le nuvole.. perchè li, non c’è comune, non c’è legge, non c’è vergogna, non c’è illegalità.. è tutto pulito.. il posto più degno per voi. Condividiamo l’iniziativa intrapresa e sottoscriviamo l’appello: PER NON DIMENTICARE!

  44. Salvatore Esposito Ha scritto:

    sono un giovane studente universitario metese e voglio anchì’ io sottoscrivere questo appello . Spero che i colpevoli non restino impuniti perchè ciò di cui tutti noi abbiamo bisogno è più legalità e trasparenza dalle istituzioni che ci dovrebbero rappresentare..ciò che è successo è assurdo ma era evitabilissimo rispettando le più semplici misure di sicurezza..non possiamo dimenticare..è il momento di alzare le testa e gridare la nostra rabbia..è il momento di lottare tutti uniti.
    Salvatore Esposito

  45. Maria Ha scritto:

    Oggi, andando a prendere mio figlio alla scuola dell’infanzia Lauro, ho trovato
    la strada chiusa perchè i Carabinieri stavano trasportando mobili con
    un’autogru. Questo è un comportamentro corretto, se fosse stato attuato anche
    il 1° maggio….

  46. Vito Maddaloni Ha scritto:

    Il problema e il dolore vero rimane a chi ha perso i
    propri cari. Le colpe di chi sono? I colpevoli devono essere puniti, le regole
    vanno rispettate. Pensiero banale ma è quello che mi suggerisce il cuore.

  47. Nino Ha scritto:

    Ad un mese dall’immane tragedia che ci ha colpiti sento il bisogno di lasciare anche io un commento su questo sito.
    Rimango di giorno in giorno più colpito dal numero di firmatari di questa petizione e per la discreta ma forte vicinanza che stanno mostrando.
    Sono sinceramente sconvolto da chi giudica questo un atto di “italianeità”, perchè i responsabili di queste morti esistono e anche se tutti noi confidiamo nel fatto che la giustizia faccia il suo corso non possiamo che gridare contro l’orribile silenzio in cui queste persone vogliono celare le loro colpe.
    Esami di coscienza dovremmo farcene tutti i giorni ma chi di noi ha sulla coscienza la vita di due donne meravigliose? certe frasi andrebbero pensate prima di essere dette.
    Questo sito è nato per amicizia, per solidarietà, per denuncia.. per rompere l’orribile silenzio.
    E’ proprio perchè delle regole non sono state rispettate che chi firma pretende che non si dimentichi.
    E tra i firmatari una fila di ragazzi, rimasti senza nonna e zia, non possono che pretendere giustizia perchè mai riusciranno a dimenticare.
    Nino Morelli

  48. GIULIA RUSSO Ha scritto:

    PER ME TUUTTO QUESTO è UNASSURDITà!!!!
    COME SI PUò MORIRE COSì,
    UN APPUNTAMENTO CON LA MORTE

  49. Raffaele Ha scritto:

    3 giugno 2007: OSSERVAZIONE DEI FATTI A POCO PIU’ DI UN MESE DALLA TRAGEDIA DI PIAZZA S. ANTONINO
    - Non si è ancora tenuto un consiglio comunale sull’accaduto o per ricordare Claudia e Teresa
    - Nessuno della maggioranza che amministra Sorrento ha analizzato pubblicamente quanto accaduto
    - Nessun imprenditore del settore turistico ha ipotizzato pubblicamente cosa sarebbe accaduto se la gru della ditta Donnarumma avesse falciato un gruppo di turisti
    - Nessuno dell’opposizione si è dimesso per protestare
    Il procuratore Marmo aveva detto: “C’è un clima di omertà che rende l’indagine più difficile”…
    Tutto questo silenzio dei nostri rappresentanti come potrebbe definirsi?
    Prudenza? Paura di perdere la poltrona? Timore di danneggiare l’immagine di Sorrento?
    L’assenza di riflessioni di imprenditori, albergatori, ristoratori, etc. da dove viene?
    E’ alta stagione? C’è troppo da fare?
    Meno male che c’è almeno questo blog a salvare la faccia di Sorrento.
    Meno male che c’è ancora qualche cittadino che non rinuncia alla libertà di esprimere la propria opinione.
    - Il Sindaco ha ricevuto un’avviso di garanzia che ipotizza un’omissione d’atti d’ufficio
    Se qualche Sorrentino ha condiviso il suo manifesto ora dovrebbe difenderlo. Non trovate?
    Vediamo se qualcuno dice qualcosa. Vediamo di che uomini è fatta Sorrento.

  50. Luigi Mauro Ha scritto:

    Giovedì prossimo, 7 giugno, si terrà alle 16.00 una seduta di Consiglio Comunale per “discutere e commemorare il tragico evento di piazza Sant’Antonino del 1 maggio 2007″ (cito dal testo della convocazione).

    Come rappresentante dei consiglieri di minoranza, avevo già chiesto, in data 10 maggio, una seduta d’urgenza, per affrontare il tema pubblicamente.

    Non ho ritenuto opportuno dimettermi in questa circostanza, per senso di responsabilità nei confronti di coloro che mi hanno accordato la loro fiducia. Credo di aver svolto con coerenza e continuità il mandato ricevuto, pur in assenza della necessaria collaborazione di quanti dicevano di voler cambiare la politica a Sorrento, ma che, in pratica, alle prime difficoltà si sono fatti da parte.

    Nel discorso che leggerò giovedì terrò conto di quanto scritto in questa pagina di profonda partecipazione democratica. E citerò il vostro manifesto, che sottoscrivo.

    Luigi Mauro
    consigliere comunale

  51. Nino Ha scritto:

    Mettete in evidenza che il giorno 7 c’è il consiglio comunale perchè tutti sappiano, tutti partecipino al Municipio al consiglio, per testimoniare in maniera chiara la loro vicinanza alle famiglie Morelli e Fattorusso. E perchè nessuno dei consiglieri comunali, sindaco compreso, si devono sentire autorizzati a banalizzare un fatto -morire per mancanza di regole- che è invece di una gravità assoluta per la nostra Sorrento.

  52. Giovanni Ha scritto:

    Vorrei congratularmi con gli ideatori di questo blog… Un mezzo democratico messo a disposizione di tanti poveri cittadini disincantati e stanchi di fare i burattini o di essere guidati da una politica scaduta, incapace ed estranea ai problemi della gente. Bravi. Mentre scrivo su questo blog sono fiero di essere sorrentino. Lo sono molto di meno quando giro per la città, quando mi imbatto nelle burocrazie asfissianti, quando metto piede nei palazzi, quando vedo i diritti calpestati, quando prendo coscienza che la città è guidata dai soliti poteri dominanti. Che spettacolo avvilente!!! I fatti del primo maggio mi hanno gettato in uno sconforto senza limiti. Conoscevo le bravissime e bellissime persone che sono state Teresa e Claudia e, senza alcun merito, ho avuto modo di parlare con loro, ascoltare i loro percorsi interiori e di essere stato scelto per anni come confidente. Grazie, Teresa, perchè col tuo silenzio e la tua tenacia mi sei stata maestra. Hai seminato la santa inquietudine e la santa provocazione nella mia povera esistenza, senza fare rumore e con esempi di vita. Ti sarò sempre riconoscente. Ma approfitto di questo spazio per dire che mi sento fortunato da sempre perchè sulla mia strada ho conosciuto Daniel… Amico mio, non mi hai visto in questo mese. Volutamente. Aspetto il tempo favorevole per abbracciarti forte e per dirti quanto sono fiero di te ed orgoglioso di averti conosciuto, frequentato e di aver viaggiato con te, fatto esperienze di amicizia che non potranno mai più essere cancellare… (ho delle foto che devo ancora farti vedere, dopo molti anni). Ti voglio bene, Daniel, tantissimo e anche a te Adriano e Veronica. Grazie infinite per la vostra testimonianza esemplare! Siete stati un grande insegnamento per tutti noi… sulle orme di Teresa e Claudia!!!

  53. ASPidee Ha scritto:

    Sto con Lucio e con Nino. E mi domando, ma cosa si dovrebbe fare, secondo certa gente? Restare zitti? Restare immobili?
    Non è proprio il silenzio del prima e l’omertà del dopo ciò che rendono peggiore il nostro ambiente, il nostro spazio, la nostra città, la nostra società?
    Le tragedie non dovrebbero mai accadere, ma purtroppo avvengono. Nella stragrande maggioranza dei casi la loro causa (e i loro effetti) sono riconducibili alla condotta umana. Da questo punto di vista, dunque, è giusto sottolineare che tutti dobbiamo fare autocritica. Ma cosa c’entra questo con l’alzarsi in piedi e dire basta? Cosa c’entra l’esame di coscienza che ognuno di noi deve fare con il chiedere maggiore responsabilità a chi ci governa? Cosa c’entra l’attenzione che ciascuno deve usare in società con l’invito ad un maggior rispetto della legalità… che poi non vuol dire altro che del prossimo?
    Non mi va di fare polemiche. Qui ci siamo riuniti per costruire un senso civico rinnovato, non per litigare (oltretutto sarebbe maleducato ed offensivo nei riguardi di chi non c’è più). Però mi preme sottolineare che questo blog e “i forum collegati” sono un segno di civiltà, di democrazia, di partecipazione.
    La settimana scorsa leggevo su qualche libro una frase che mi sono trascritto: “Dove il potere viene massimamente delegato avanza anche il degrado, tanto ambientale quanto sociale”. Forse a Sorrento c’eravamo assuefatti all’idea che della cosa pubblica se ne occupasse qualcun altro. Ora ho l’impressione (e la speranza) che le cose siano cambiate.
    Il sacrificio di un mese fa non può lasciare tutto com’era.

    Grazie a Nino per la sua forza. Per la sua fermezza.

  54. peppe Ha scritto:

    ecco la nostra occasione…il 7 giugno partecipiamo tutti al consiglio comunale, portiamo in quella sede le nostre richieste, la nostra voce, il nostro ricordo, senza delegare. La legalità e il rispetto delle regole si ottengono con la partecipazione, attraverso la costruzione di un senso civico che, dispiace dirlo, oggi a Sorrento non esiste.

  55. Valeria Alfieri Ha scritto:

    Vorrei sottoscrivere la petizione,
    e augurare a tutti:
    CORAGGIO!!
    Valeria Alfieri

  56. Giovanni Castellano Ha scritto:

    Aderisco pienamente all’iniziativa e aggiungo la mia firma alla petizione.
    Vorrei richiamare l’attenzione sull’articolo apparso su www.telestreetarcobaleno.tv il 4 maggio scorso dal titolo “Luminarie, feste patronali e feste sindacali” che fotografa perfettamente la situazione in penisola, che mi trova perfettamente d’accordo e che allego alla presente.
    Saluti
    Giovanni Castellano

  57. GM Ha scritto:

    Sono fuori Sorrento per lavoro. Mi dispiace non esserci il 7 giugno al Consiglio Comunale (sarebbe stata la prima volta) ma con questa mail desidero dire A TUTTI che sarò presente con il PENSIERO.
    Viva Sorrento, Viva la gente onesta e Viva i Sorrentini.
    Un caro ricordo per le sfortunate signore Morelli.

  58. Gaetano Ha scritto:

    Dal messaggio del giorno 3 giugno in questo blog scritto dal Consigliere Comunale LUIGI MAURO trascrivo questa frase>>>>>>>>
    Non ha ritenuto di dimettersi….per quelle centinaia di voti raccimolati???
    Ma stiamo scherzando ancora?? Lui e tutto il Consiglio, in testa il Sindaco, si dovevano dimettere sin dal giorno 2 maggio 2007. Poi alla fine consiglierei al Consigliere Mauro di non “fare messaggi politici” in una occasione trioste come questa. Dimettetevi tutti, per cortesia. Vogliamo una Sorrento “pulita”.

  59. raffaele Ha scritto:

    sottoscrivo l’appello, perchè tragedie come queste non devono piu’ accadere….sotto gli occhi di tutti…e tutti abbiamo sempre ignorato, o fatto finta di non vedere.
    raffaele esposito

  60. matteo Ha scritto:

    Sorrento chiede giustizia!
    Vanacore Matteo.

  61. Silvio Ha scritto:

    Quello che i sorrentini, ed i capresi, non dicono.

    La macchina non si ferma mai. A Capri come a Sorrento la “macchina turistica” è inarrestabile. Da Pasqua in poi, accelera fino ad ottobre d’ogni anno per poi rallentare per i pochi mesi invernali. Produce ricchezza e fatturati ma anche povertà, d’animo. Si diventa miopi, ciechi, fino a morire dentro. Si guarda ma non si vede. Giornalmente, via via, si perdono le forze per combattere, denunciare e di fatto impedire che accadano incidenti d’ogni genere. Ma poi, come sempre accade, quando ci scappa il morto, l’inarrestabile frenesia generale viene stoppata. Si chiede giustizia. Lo stop arriva dalla Procura che sembra abbia già incriminato, per il reato di omicidio colposo (?), il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori in Piazza S.Antonino a Sorrento il 1 maggio, giorno della terribile disgrazia, dove due donne hanno perso tragicamente la vita uscendo dalla Chiesa del Santo Patrono colpite dal cestello precipitato da una gru per cui si son feriti gravemente gli stessi operai che erano all’interno del cesto piu’ un altro passante raggiunto dall’urto.
    Vi riporto una testimonianza del giorno precedente alla disgrazia. Il 30 aprile, mia madre, si era recata in Piazza S.Antonino, come solitamente fa, per prendere l’autobus che doveva portarla alla stazione per proseguire il suo itinerario. Ebbene la scena che si è presentata ai suoi occhi era molto simile ad una bolgia dantesca: traffico bloccato, la gru che ostacolava la circolazione, un fiume di persone che si era riversato, a piedi, per Sorrento. Migliaia di persone, proprio in occasione del ponte del 1 maggio. Immaginate che, a distanza di trenta minuti, come da orario, i due autobus di linea son rimasti bloccati al porto, traffico in tilt e dulcis in fundo la folla continuava a transitare sotto la gru, rivelatasi poi, pericolante. Questa tragedia poteva essere evitata, doveva. Le due donne ora potevano essere ancora vive. Non dovevano morire. Non così.
    A mio modesto avviso, i lavori andavano svolti nottetempo ed in sicurezza. O perlomeno, seppur di giorno, andava messa in sicurezza l’intera area d’azione. Oppure le Autorità ritengono veramente normale, che lo scenario apocalittico del 30 aprile, che descrive un vero e proprio cantiere a cielo aperto nel pieno centro cittadino, debba ritenersi compatibile ad una società civile? Immaginate che per un semplice gioco combinatorio a farne le spese poteva essere una scolaresca che si teneva per mano, come un pullman di turisti o ancora uno scuolabus. Insomma, ci ammazziamo da soli, chiudendo un occhio, anzi tutti e due. Senza entrare nel merito di quello che sarà il giudizio accertato dai magistrati, non si vorrà ritenere che, eventualmente, unico responsabile sia il titolare della ditta o uno degli operai, che sono peraltro anche i figli dello stesso? La responsabilità è ben piu’ ampia, allargata. Dalle istituzioni, agli organi di controllo e polizia, fino all’ultimo dei cittadini. Chiunque avrebbe potuto salvare le due donne se avesse denunciato o bloccato l’anomalo cantiere. Insomma per banale equazione: nessun passante, nessuna vittima. Ora saremmo qui a pregare solo per i feriti affinché ce la facessero a guarire dalle terribili ferite riportate per il crollo.
    Quello presentatosi è sicuramente un problema di pubblica sicurezza e di ordine pubblico. Le responsabilità, almeno morali, vanno addebitate anche in quella direzione. Le autorità non potevano non sapere. Non possono non aver visto. Il singolo spesso sbaglia ma, deve essere richiamato all’ordine dagli organi preposti al fine di non rendere selvaggia la vita urbana.
    Selvaggia però, è anche una vecchia storia caprese. La storia dei carrelli elettrici che, spessissimo, sfrecciano a velocità proibite dove, nelle zone pedonali, sono tenuti per legge ad andare a passo d’uomo e quindi, di quest’ultimo dovrebbero rispettarne il ritmo ambulante. Invece no. Suonano il clacson, fastidiosamente, pretendendo che i pedoni si scansino, viceversa verrebbero malamente arrotatati. Perché hanno il clacson? Vi siete mai chiesti perché mai un mezzo di trasporto che deve andare a passo d’uomo è munito di un clacson?
    Certo, ciò che contribuisce ad imbizzarrire i carrelli – galoppanti è sicuramente una ordinanza comunale che prevede che tali veicoli, transitino, a seconda della tipologia di trasporto, in determinate fasce orarie, a volte strettissime. Ciò mira a contenere al minimo possibile il disagio, a turisti e cittadini, della presenza dei quattroruote da trasporto. Ottiene però, a mio avviso un effetto contrario: autisti e trasportatori stressatissimi dal tempo ristretto entro cui debbono, evidentemente fare, innumerevoli consegne. Non sarebbe meglio senza limiti orari ma, osservando le norme? Risultato finale: corrono troppo, minacciano fisicamente (di morte), gambe, caviglie e bambini; non assicurano tra una consegna e l’altra, a volte addirittura ad inizio carico, la merce riposta sul ripiano con funi ed altri accorgimenti come da norme di sicurezza. Minano così alla integrità ed incolumità del prossimo. Moltissime volte, anche quotidianamente, vedo merce stipata male. Scatoli debordanti non fissati in alcun modo che, spesso, per inerzia rimangono uniti, ma alcune volte, visto con i miei occhi, cascano e l’autista si precipita a raccoglierli, riporli sul carrello e finalmente legarli come andava già fatto. Ma un pacco pesa, alle volte, un paio di chili, altre, una ventina. Cose del genere minacciano la vita dei piccoli bambini. Aspettiamo anche qui a Capri la tragedia? Gia peraltro ampiamente sfiorata per ben 3 volte negli ultimi mesi, in virtù di gravi incidenti accaduti a seguito della perdita di controllo dei carrelli.
    Mia moglie, come altre centinaia di lamentele che raccolgo, quotidianamente mi narra episodi al limite della disgrazia e, pure lei, non provvede a denunciare ai vigili urbani o alla polizia quanto pericolosi siano in alcuni casi, i comportamenti di tali veicoli. Quello che però emerge è che, mentre quanto scritto è sotto gli occhi di tutti, sembra non esserlo solo agli occhi di chi dovrebbe controllare, multare e tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. Vi prego, non lasciate che Capri e Sorrento diventino peggio. Denunciate quando vedete, quanto vedete. Io denuncio prima, senza aspettare altri morti. In verità perché, io stesso, non voglio morire, dentro. Per non spegnermi a poco a poco come altre vite, apatiche ma, colpevoli ed insensibili.

    silviostaiano@capricapri.com

  62. Enny Ha scritto:

    affinchè non venga dimenticato il dolore di una famiglia straziata
    ingiustamente e per risvegliare il nostro senso civico.
    sperando che almeno il dopo porti un pò di giustizia.
    con affetto
    Enny Astarita

  63. Viviana Ha scritto:

    Mi chiamo Viviana Paturzo e virtualmente sottoscrivo questa petizione che permette a chi non ha il potere di fare la voce grossa di unire il proprio senso di sdegno a quello di tanti altri, affinchè sia chiaro che esiste solidarietà per coloro che il primo maggio hanno visto cambiare brutalmente e gratuitamente la propria vita e soprattutto che esiste un forte desiderio di vedere puniti tutti coloro che hanno concorso al verificarsi di questa evitabile tragedia.

  64. Antonella Ha scritto:

    Quello che è successo a Sorrento il primo maggio non va dimenticato. Io non l’ho fatto.
    Due donne speciali hanno perso la vita e mi sono chiesta:
    Perchè ?
    Poteva essere evitato?
    Certo!! Poteva essere evitato, bastava poco!!!
    Accanto alla tristezza per la morte della Sig. Teresa e della Sig. Claudia, purtroppo, vi è un sentimento di rabbia nei confronti
    di quanti quel giorno e nei giorni precedenti avrebbero dovuto fare il proprio lavoro con diligenza e responsabilità.
    Spero che venga fatta chiarezza su quanto è accaduto.

    Antonella Esposito

  65. giovanna Ha scritto:

    ANCH’IO, CON GRANDE SDEGNO E TANTA RABBIA, SOTTOSCRIVO QUESTA PETIZIONE, AFFINCHE’ NON SI RIPETA PIU’ QUEL DRAMMA CHE HA COLPITO LE FAMIGLIE MORELLI.
    GIOVANNA GARGIULO

  66. simonetta Ha scritto:

    Sono indignata per quanto successo a Sorrento il 1 maggio 2007.
    Simonetta D’Autorio

  67. stefania Ha scritto:

    E’ una vorgogna, non capisco come si possa lavorare ignorando i
    sistemi di sicurezza, per chi lo ho fatto e per chi lo permette.
    Stefania Russo

  68. g.l. Ha scritto:

    Sottoscriviamo il documento ” per non dimenticare”, per le vittime del
    primo maggio 2007.
    Speriamo che la magistratura chiarisca presto le responsabilità di questa assurda tragedia, che, a noi semplici cittadini, sembrano evidenti.
    Valuteremo, nel caso di un probabile procedimento penale, la possibilità di costituirci parte civile, per tentare di dare il nostro piccolo contributo affinchè venga garantita la sicurezza di noi tutti.
    Il vostro sito, infine, potrebbe essere anche utilizzato per segnalazioni di analoghe eventuali situazioni di irregolarità e pericolo per l’incolumità dei cittadini.

    Gianni Lombardo
    Alfredo Lombardo
    Luciangela Lombardo
    Raffaele Lombardo

  69. michele maresca Ha scritto:

    La domanda da voi proposta è: “Com’è possibile
    che la vita di cittadini INNOCENTI sia stata
    messa a rischio con tanta superficialità?….”
    E’ sorprendente come i responsabili del disastro
    abbiano messo a rischio per stupidità,
    superficialità, disprezzo per la legalità,
    anche la loro stessa vita, quella di
    cittadini nella fattispecie “NON INNOCENTI”. Non
    erano infatti gli stessi imprenditori a lavorare
    in quelle condizioni di assoluta insicurezza? Non
    avrebbero potuto passare di là sindaco,
    assessori, vigili e i loro cari?
    Come siano andate le cose, a parte i dettagli
    strettamente tecnico-scientifici che certamente
    servono ai magistrati, e di chi sia la
    responsabilità credo sia chiaro a tutti. C’è
    qualcuno che sinceramente conserva dubbi,
    dettagli e soggetti specifici a parte? Ed è
    altrettanto chiaro, direi addirittura
    “comprensibile”, che i responsabili tentino di
    scaricare su altri, o attribuire alla fatalità,
    le loro colpe e che lo facciano goffamente e con
    scarso decoro. Ma servirà applaudire con perfida
    soddisfazione alla punizione esemplare che
    riceveranno? Il linciaggio verbale e morale che
    meriterebbero ci ridarebbe nonna Claudia e
    Teresa, lenirebbe il dolore dei familiari? Ne
    dubito. In realtà anche se siamo tanto
    arrabbiati, nessuno di noi sa provare odio,
    nessuno vuol coltivare rancori.
    Al contrario. Mi piace ingenuamente credere che
    almeno i sorrentini coinvolti, quei sorrentini
    che sanno di aver sbagliato, siano oggi oppressi
    da un rimorso insostenibile verso concittadini da
    loro stessi stimati e rispettati - ci conosciamo
    un pò tutti no? -, rimorso dal quale potrebbero
    in parte liberarsi ammettendo dignitosamente la
    propria parte di responsabilità, accettando le
    conseguenze penali e civili e chiedendo con forza perdono.
    Che i Morelli-Reale saprebbero offrire con quella
    loro immensa generosità che ce li fa profondamente amare.

  70. salvatore cangiani Ha scritto:

    Mi sia consentito di esprimere una mia breve considerazione sugli avvenimenti del primo maggio a Sorrento.
    Nel momento in cui si è verificato il tragico incidente,gli operai della ditta incaricata non stavano affatto procedendo alla installazione delle luminarie per la festa di S.Antonino,consistenti in quei ridicoli fiori di luci colorate,già collocati intorno all’omonima piazza e lungo Via L.De Maio.
    Essi,invece,stavano intervenedo su di una REALTA’ PREESISTENTE,e cioè nel sostituire le lampadine fulminate, in quei festoni che il genio locale ,in occasione delle festività natalizie degli anni passati,aveva fatto apporre intorno ai finestroni e lungo i cornicioni della Basilica,del Palazzo comunale,nonchè degli edifici intorno a Piazza Tasso,addobbando il Centro Storico come si faceva una volta,il due novembre,nei Cimiteri di campagna!
    E c’è da aggiungere che tali brutture,che si sperava fossero provvisorie,sono invece diventate definitive,tanto da perpetuare il cattivo gusto imperante,come dimostra il fatto che sono tuttora al loro posto!
    Tutto ciò,con assoluta evidenza,esclude da ogni responsabilità il Rettore della Basilica e quant’altri fossero impegnati nell’organizzare i festeggiamenti del Santo Patrono.
    Precisato questo particolare,che secondo me non è affatto di secondaria importanza,mi viene spontaneo un piccolo ragionamento.
    Se io fossi tanto cafone da ornare con improbabili filari di lampadine le finestre di casa mia,in uno di quei casermoni di Via degli Aranci che,in quanto ad interesse storico e artistico,superano di gran lunga il complesso della Basilica e dell’ex Convento dei Teatini , il giorno in cui chiamassi qualcuno a sostituire quelle fulminate,è fin troppo evidente che dovrei assumermi io personalmente la responsabilità di controllare e di accertarmi che il lavoro sia svolto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza,senza cercare di scaricarla sulle spalle dell’inquilino della porta accanto!
    La legalità,pertanto,potrà essere pienamente e finalmente ripristinata,solo quando avremo imparato un po’ tutti ad essere meno ipocriti e meno vigliacchi!
    Complimenti per la vostra iniziativa.
    Prof. Salvatore Cangiani
    NB) Tengo a precisare che la notizia,secondo la quale la tragedia del primo maggio sarebbe avvenuta mentre gli operai procedevano alla sostituzione delle lampadine fulminate sulla facciata della Basilica,l’ho letta sulla stampa locale e nazionale,non essendo presente di persona allo svolgersi dei fatti.

  71. rosario Ha scritto:

    Solo dopo il manifesto ho scoperto questo sito.
    Aderisco pienamente.
    E’ incredibile il filmato dell’albero tagliato sul corso Italia con il pizzaiolo che sorveglia il traffico, la dice lunga come gli amministratori di Sorrento hanno a cuore la sicurezza dei cittadini.
    rosario fiorentino

  72. Lucio Ha scritto:

    Suggerisco caldamente di porre all’attenzione del Blog di Beppe Grillo la tragedia del primo maggio e i fatti degli alberi. La risonanza nazionale ed internazionale sarebbe enorme!

  73. MA Ha scritto:

    SORRENTO PRIMO MAGGIO SI STA SCIOGLIENDO!!!!! OGGI 17 AGOSTO 2007 HO RIVISITATO IL VS. SITO DOPO CIRCA DUE MESI ED HO VISTO CHE L’ULTIMO COMMENTO E’ IL N. 72 DEL 9 LUGLIO 2007!!!! FACCIAMO TUTTI ATTENZIONE AD EVITARE CHE TUTTO SI SGONFI, CHE TUTTO FINISCA IN UNA BOLLA DI SAPONE. SPERIAMO CHE LA MAGISTRATURA RIESCA AD INDAGARE BENE. SPERIAMO CHE GIUSTIZIA SIA FATTA. PER IL MOMENTO IL SIGNOR SINDACO ED ALCUNI CONSIGLIERI HANNO PENSATO DI METTERSI SOTTO COPERTURA DELL’UDEUR. LA STAMPA, IL MATTINO IN TESTA (…OVVIAMENTE!!!!) NON NE PARLA PIU’, MA LE DUE SIGNORE MORTE PER INCURIA DEGLI ALTRI ORAMAI NON CI SONO PIU’. IL TEMPO FA DIMENTICARE. IO PERSONALMENTE NON DESIDERO DIMENTICARE, DESIDERO CHE GIUSTIZIA SIA FATTA.

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