Link dal sito www.marcotravaglio.it “Come tagliare un albero in una strada pubblica, Sorrento, Italia”
Jun 09

Il 7 Giugno scorso si è tenuta la riunione del Consiglio Comunale di Sorrento, con all’ordine del giorno anche una discussione sul tragico evento del 1° Maggio 2007 e la commemorazione delle vittime.

L’argomento è stato liquidato in poche battute. Il Sindaco ha letto un discorso nel quale ha invocato il valore della legalità. Hanno fatto seguito gli interventi di due consiglieri di minoranza.

Il giorno precedente avevamo inviato via e-mail al Presidente del Consiglio Comunale una lettera indirizzata a lui stesso e a tutti i Consiglieri, nella quale chiedevamo che quattro domande che abbiamo raccolto su questo blog, fossero rivolte al Sindaco e alla Giunta.

Il Consiglio Comunale non ne ha purtroppo tenuto conto. I nostri interrogativi restano e attendono una risposta. Sulla pagina “le nostre domande” è consultabile la lettera che abbiamo inviato al Consiglio Comunale.

Ci aspettavamo un’analisi in merito a ciò che quel giorno non ha funzionato, facendo sì che l’incidente provocasse la morte di due persone. Ci aspettavamo una discussione sulle azioni da intraprendere per evitare che incidenti del genere si ripetano in futuro.

L’importanza dell’argomento meritava, a nostro avviso, una discussione più approfondita.

6 Commenti

  1. Peppe Ha scritto:

    ecco la nostra occasione…il 7 giugno partecipiamo tutti al consiglio comunale, portiamo in quella sede le nostre richieste, la nostra voce, il nostro ricordo, senza delegare. La legalità e il rispetto delle regole si ottengono con la partecipazione, attraverso la costruzione di un senso civico che, dispiace dirlo, oggi a Sorrento non esiste.

  2. Luigi Mauro Ha scritto:

    IL TESTO DELL’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE LUIGI MAURO IN CONSIGLIO COMUNALE INVIATO AL BLOG

    Qualche giorno dopo il tragico evento, avevamo richiesto come minoranza la convocazione del Consiglio Comunale per fare chiarezza sull’accaduto e testimoniare, in forma pubblica, la partecipazione del civico consesso al dolore per la perdita di Teresa e Claudia.
    Le cose invece hanno preso una piega diversa. Le dichiarazioni del procuratore capo di Torre Annunziata rilevavano atteggiamenti omertosi da parte di coloro che, invitati a collaborare nella ricerca della verità, avevano dichiarato di non aver visto, di non sapere o di non esserci. Il successivo manifesto del Sindaco in risposta al procuratore mirava, a nostro parere, più che a giustificare i sorrentini, a coprire il comportamento di coloro che, pur avendo visto e sapendo, avevano taciuto.
    Al manifesto del Sindaco hanno fatto seguito successivi interventi da parte di movimenti civici, tra i quali un manifesto pubblicato nello spazio web www.sorrentoprimomaggio.com, sottoscritto al momento da più di 700 cittadini, che ci piace citare in questa sede:
    “C’è, però, una domanda alla quale la magistratura non potrà dare risposta: “Com’è possibile che la vita di cittadini innocenti sia stata messa a rischio con tanta superficialità?“
    A questa domanda possiamo rispondere solo noi sorrentini.
    La nostra risposta è che da alcuni anni si sono indeboliti il nostro senso delle regole e la percezione stessa della “legalità” come valore. Abbiamo smarrito la consapevolezza che dietro l’infrazione della legge c’è sempre un danno per un altro. Si sono affievolite parallelamente anche la severità e la fermezza nel pretendere il rispetto della legalità. Far rispettare la legalità non significa altro che stare dalla parte dei cittadini onesti e di quelli che hanno maggiore bisogno di protezione. Abbiamo, purtroppo, imparato a considerare tollerabili comportamenti offensivi per la città quando non toccano il nostro personale interesse.
    Solo oggi, con dolore, ci accorgiamo di quanto la mancanza di attenzione e l’inosservanza delle regole si possano tradurre in una tragedia (consumatasi nel cuore di Sorrento, sotto le finestre della casa comunale) tale da infliggere ferite inguaribili alla coscienza della comunità.
    Non è in gioco l’immagine della nostra città quanto la nostra identità di cittadini.
    Dobbiamo pretendere da noi stessi, da chi si è assunto l’onore e l’onere di governare la città e dai funzionari pubblici che hanno il privilegio di lavorare al servizio della comunità, che sia rimesso al centro di ogni operare il valore della legalità. Affinché il sacrificio di due care persone, due donne generose e ricche di umanità, non vada perduto.”

    A questa richiesta di partecipazione da parte dei cittadini, si contrappone la visione del “palazzo”: la dichiarazione resa dal segretario-direttore generale del Comune, in sede di conferenza di capi-gruppo, sul risultato dell’indagine interna commissionata dal Sindaco, dichiarava di non aver riscontrato nessuna responsabilità riconducibile al ruolo dei dirigenti e del personale di polizia municipale nel rilascio dell’autorizzazione e del controllo dei lavori da svolgere a piazza Sant’Antonino.
    Davanti a questa situazione, riteniamo del tutto inopportuna la convocazione di un Consiglio di urgenza a trenta giorni dal tragico evento, in presenza – oltretutto - di un’indagine investigativa in atto da parte della Procura.

    Fatte queste doverose premesse, in qualità di rappresentante dei consiglieri di minoranza, intendo esprimere le seguenti considerazioni e proposte:

    - Indignazione e sdegno nei confronti di quei pochi, che, prigionieri di una cattiva coscienza, pur avendo visto e sapendo hanno tenuto un comportamento omertoso e reticente sui fatti del primo maggio.

    - Il primo maggio, universalmente giorno di festa per i lavoratori, sarà ricordato nei prossimi anni a Sorrento come il giorno del tragico evento per la perdita di Teresa e Claudia. Chi vi parla è anche per motivi personali particolarmente vicino alle famiglie Reale e Fattorusso, a cui va riconosciuto di aver dato prova di dignità e compostezza nel loro dolore, estranei ad ogni forma di speculazione alimentata con intenti diversi da quelli di fare chiarezza sull’accaduto. Dignità e compostezza è stata la risposta della città, non associabile a comportamenti cosiddetti omertosi, come qualcuno li ha impropriamente definiti, senza rilevare la civile testimonianza e presenza in segno di conforto e suffragio verso le famiglie.

    Per quanto ci risulta, la situazione può essere riassunta in un unico aspetto: la piazza Sant’Antonino, e in particolare l’area dove la ditta Donnarumma stava operando con una gru per sostituire le vecchie luminarie sui cornicioni degli edifici, non era stata transennata.
    C’è una responsabilità politica di cui in qualità di consiglieri comunali ci assumiamo anche noi il carico. È un’assunzione di responsabilità che ci portiamo dentro e di cui renderemo conto ai cittadini, a cui spetta il giudizio sulla nostra funzione di controllo sull’attività dell’amministrazione comunale.
    A parziale scusante, ricordiamo a questa assemblea la nostra interrogazione, presentata in data 6 novembre 2006, nella quale esprimevamo perplessità sulla realizzazione delle luminarie del Natale 2006 e, nell’esigere una risposta urgente, chiedevamo garanzie sulla modalità di affidamento dei lavori e sulla copertura finanziaria.

    Responsabilità politica che non può essere confusa con responsabilità di governo. Sindaco, assessori, dirigenti, funzionari non hanno avuto la sensibilità di riconoscere l’inadeguatezza dell’attività amministrativa a garanzia della correttezza delle procedure amministrative e di trarne le dovute conseguenze.

    Se dall’accertamento dei fatti non risulta l’autorizzazione necessaria alla ditta Donnarumma, che avrebbe dovuto prescrivere anche le norme precauzionali dei lavori, allora si riavvisa una responsabilità tecnica e amministrativa, per un comportamento di negligenza, di inosservanza di leggi e di regolamenti.

    Questo chiude la strada a ogni altra considerazione, che, se lecita da parte degli inquirenti, non lo è se strumentalizzata all’interno della maggioranza, in funzione di giochi di potere, condotti sulla pelle dei cittadini.
    A tali giochi intendiamo sottrarci per rispetto alle vittime e alle loro famiglie.

    Il ruolo del Consiglio Comunale, e quello della minoranza in particolare, è quello di recuperare dignità e spessore alla politica, contribuendo alla formazione di regole e comportamenti trasparenti nei settori di sicurezza, gestione del territorio, lavori pubblici, ambiente.
    Nel rispetto dei ruoli, garantiamo la nostra piena e incondizionata disponibilità. Solo così possiamo rendere un servizio alla città nel ricordo di Teresa e Claudia.

    In conclusione, faccio mia la proposta largamente condivisa dai sorrentini di intitolare a Teresa Reale il palazzetto dello sport in via Atigliana.
    E’un gesto significativo per ricordare chi, con passione, entusiasmo, sacrificio, ha contribuito in modo significativo alla crescita del movimento sportivo e culturale nella città di Sorrento.

  3. Vincenzo Iurillo Ha scritto:

    Oggi al consiglio comunale c’erano 20 persone e il sindaco è rimasto in silenzio. ‘Sono indagato’ si è giustificato così ‘non posso parlare’. Che senso ha avuto tutto ciò? E’ questa la risposta della ‘Sorrento civile’? 20 persone al consiglio comunale?

  4. Massimo Costagliola Ha scritto:

    Non posso esimermi questa sera dal manifestare quanto ho provato mentre
    assistevo al Consiglio Comunale.
    Dolore e rabbia.
    Se il Consiglio Comunale costituisce l’organo che rappresenta l’insieme di
    noi cittadini di Sorrento, io sinceramente non mi sono sentito rappresentato.
    Sono profondamente amareggiato per aver partecipato con il mio voto
    all’elezione degli attuali rappresentanti e per aver contribuito indirettamente
    alla farsa andata in scena nei locali della casa comunale.
    Sento rabbia perché in occasione di un evento cosi drammatico, i
    rappresentanti della Città non hanno “sentito” il dovere di ammettere le
    proprie responsabilità,non giuridiche o amministrative, ma quantomeno morali.
    Premesso che il primo compito di chi governa una città dovrebbe essere la
    salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, cosa avrebbe potuto fare
    l’Amministrazione Comunale per evitare quanto è accaduto?
    Una risposta in merito credo sarebbe stata dovuta soprattutto dopo che,
    nell’atto di “commemorazione”, si era esordito manifestando la volontà
    di rompere in occasione di questo Consiglio un silenzio voluto
    dall’Amministrazione perché dovuto alla memoria delle vittime.
    Provo rabbia perchè i tanti nostri rappresentanti,all’interno del civico
    consesso, non hanno “sentito” il dovere di manifestare la personale
    opinione, celando dietro un ingiustificato mutismo i propri pensieri e le
    proprie emozioni.
    Provo amarezza per chi - dopo aver posto domande e non aver ottenuto risposte -
    non ha sentito il bisogno di lasciare il proprio posto ed andare via.
    Provo dispiacere per un atteggiamento che non ha dimostrato il dovuto
    rispetto per i familiari – alcuni dei quali presenti in sala – e per tutti
    noi cittadini ansiosi di avere risposte a delle domande legittimamente poste.
    Sono questi i motivi per cui “sento” un profondo sentimento di rabbia.
    Credo che molte persone abbiano provato le mie stesse sensazioni,
    cosi come sono sicuro che la totalità dei cittadini, che hanno
    aderito a questa iniziativa virtuale, condividano le stesse emozioni.
    Ho utilizzato più volte, non casualmente, il verbo “sentire” in questa mia
    testimonianza.
    Credo che la politica sia sentimento, passione.
    La bella politica, quella che trascina la gente, è affermazione degli ideali e
    dei valori in cui si crede.
    Al cospetto dell’ apatia dimostrata oggi dai nostri rappresentanti in
    Consiglio, il mio augurio è che tutti coloro che condividono il “sentire”
    mio e degli altri cittadini che hanno frequentato questo spazio virtuale, si
    uniscano e facciano sentire più forte la propria voce.
    La tristezza genera cambiamento.
    E’ arrivato il momento di alzarsi e camminare assieme per non “provare”
    più vergogna di essere sorrentini ed esser definiti, purtroppo giustamente
    alla luce di quanto visto oggi, omertosi.

  5. GM Ha scritto:

    Consiglio Comunale del 7 giugno 2007. Una farsa. Un atto di inciviltà politica. un atto di arroganza politica. Il Signor Sindaco ed i suoi hanno esercitato l’arroganza del potere con il silenzio. Sorrento sta andando a rotoli. cittadini apriamo gli occhi, per favore.

  6. ferraro raffaele Ha scritto:

    le amministrazioni sono lontane dal cittadino
    la politica è lontana dai cittadini
    il livello di partecipazione è ridotto ai minimi termini ed i politici da questa desertificazione ne traggono vantaggi enormi
    cacciamo via tutti coloro che intendono senza mezzi termini sostituirsi a noi nelle decisioni importanti per il nostro futuro e quello dei nostri figli,per la nostra salute,per la tutela del territorio e scegliamo a rappresentarci politici che non ci mettono a priori fuori dal gioco,che abbiano una capacità di coinvolgimento delle persone in qualsiasi campo affinchè si espanda la partecipazione democratica alle decisioni che si intrapendono.
    Cerchiamo di conoscere realmente chi si fa avanti e scende in campo smascherando i falsi moralisti,cioè coloro che moderatamente ti strappano il futuro dalle mani per consegnare privilegi ad una parte minoritaria della città.
    Che subdolamente ti dicono che le cose si cambiano lentamente per non cambiare niente e garantirsi il futuro a spese tue,agli arroganti censori di idee diverse dalle loro e che impediscono che esse possano viaggiare libere tra la gente.

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