Nov 29

 Nello scorso mese di agosto, Il Sole 24 ore, il giornale degli industriali italiani, ha dedicato alcuni articoli ai problemi di gestione delle località del nostro paese (grandi città d’arte e piccoli centri), interessate dal fenomeno del turismo di massa. Oltre a citare alcuni casi caratterizzati da un progressivo degrado paesaggistico e culturale, il giornale ha segnalato altre situazioni d’eccellenza, dove la gestione dei grandi flussi di turisti si accompagna ad un’accorta amministrazione del patrimonio culturale-ambientale ed alla costante cura della vivibilità. Nella classifica stilata da National Geographic dei siti mondiali meglio valorizzati tra quelli individuati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, la città di Siena ha ottenuto uno dei punteggi più alti ed è al primo posto tra le località italiane.  Il sindaco di Siena, Maurizio Cenni, ha spiegato al quotidiano la sua ricetta: “Tutela del territorio, valorizzazione delle proprie radici e puntuali risposte alle sfide che la contemporaneità ci pone, proprio a partire dalla nostra cultura e dalla nostra storia. Ma anche gestione attenta dei grandi patrimoni. E turismo sostenibile, sposato alla politica dei grandi eventi. In una parola, qualità”.  Nella classifica di National Geographic anche le Cinque Terre risultano nelle prime posizioni (al terzo posto tra i siti del nostro paese). Il modello di gestione di questa località è stato sintetizzato da Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre:“La chiave del successo della nostra zona sta nell’aver puntato più sull’aspetto culturale che su quello economico. Oltre il nostro limite di ricettività non possiamo e non vogliamo andare. Preferiamo far crescere un’economia del territorio e della sua tipicità. Le nostre terrazze sono state salvate in questo modo, reintroducendo la coltivazione dei vigneti e dei limoni. Questo è il nostro modello”. Un modello che piace anche all’estero, come dimostra un articolo pubblicato nello stesso mese di agosto sul sito web del New York Times, dal titolo: “Back to the nature, the italian way”. 

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Se queste sono le strategie di successo degli altri, qual è la ricetta della Penisola Sorrentina? Qual è la “Sorrentine way”? Potremmo dire che alle politiche di tutela e  valorizzazione del territorio, noi preferiamo la politica della dissipazione delle risorse ambientali, ad esempio la distruzione dei giardini, la cementificazione dei sentieri collinari, l’inquinamento del mare. Al principio della sostenibilità del turismo contrapponiamo il principio dell’aumento illimitato della ricettività. Alle sfide dell’innovazione per la mobilità compatibile nei centri urbani rispondiamo con la celebrazione del motorino e la fedeltà al pullman da cinquanta posti per la consegna del turista door-to-door. Alla promozione delle radici culturali rispondiamo con l’abbandono del patrimonio storico e artistico. Alle produzioni dell’artigianato locale tradizionale preferiamo i supermercati, i franchising di abbigliamento e di biancheria intima. Alla politica dei grandi eventi rispondiamo con le luminarie, i fuochi d’artificio e le feste di paese. Probabilmente le nostre strategie guardano più avanti e si adattano a scenari che gli altri non riescono neanche ad immaginare. Vinceremo la concorrenza del turismo globale puntando sul richiamo delle grandi varietà di calcestruzzo della penisola sorrentina; sulla valorizzazione delle nostre caratteristiche coltivazioni di aranci nani su terrazze di cemento armato; sull’unicità dei nostri alberghi-mutanti capaci di inghiottire intere colline, dei nostri finti bed & breakfast da appartamento sfitto, dei nostri tipici pub in stile inglese, più tipici e più inglesi dei pub di Soho.

Nov 21

Da www.positanonews.it :

Sequestrato parcheggio da 20 milioni di euro (articolo di Vincenzo Maresca del 18 novembre 2007)

“Sigilli per l’opera pubblica più importante della città di Sorrento, quasi ultimata ed in odore di consegna per la primavera del 2008. I militari dell’Arma, su disposizione del magistrato Stefania Di Dona della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno infatti sequestrato il parcheggio interrato multipiano di via Correale, un’opera da 20 milioni di euro che avrebbe dovuto accogliere su 3 livelli, oltre il solaio a raso, circa 400 automobili e 100 ciclomotori. L’intera struttura sorge in pieno centro cittadino per una superficie complessiva di circa 20mila metri quadrati, destinata anche a terminal per autobus turistici con punti di ristoro ed attività commerciali. Poco meno di un mese fa c’era stato anche il parere favorevole da parte della soprintendenza per la realizzazione di un collegamento interrato tra il nuovo parcheggio multipiano ed il porto di Marina Piccola. Poi l’intervento alle 13 di ieri da parte dei carabinieri della compagnia di Sorrento che coordinati dal capitano Federico Scarabello hanno interdetto e sequestrato l’intera area di lavoro apponendo i sigilli su ordine della magistratura. I motivi ? Truffa aggravata ai danni dello Stato e false certificazioni da parte di imprese e tecnici che avrebbero dovuto dirigere e controllare i lavori. In seguito a prelievi a campione eseguiti dai carabinieri sulle quantità di cemento scaricate nel cantiere dalle betoniere gli accertamenti tecnici predisposti dai laboratori scientifici della Procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno infatti evidenziato la mancanza di oltre il 30% di materiale previsto nella preparazione del calcestruzzo. L’intera struttura potrebbe quindi essere a rischio a causa del grado di qualità di cemento armato di gran lunga inferiore rispetto a quello effettivamente commissionato e pagato dalla committenza. Gli esperti hanno già valutato che sul totale di 20 milioni di euro lo scarto economico si avvicinerebbe al 20% per una cifra stimata di 4 milioni di euro pagata ma non corrisposta in termini di materiale. Il sequestro probatorio ordinato dalla magistratura manterrà chiuso il cantiere fino a nuove disposizioni che dovranno essere emesse unicamente dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Le indagini tuttora in corso da parte degli investigatori del nucleo operativo dei carabinieri hanno già accertato le responsabilità dirette da parte della ditta Gargiulo di Vico Equense che ha fornito inizialmente parte del calcestruzzo trovato non conforme per le qualità tecniche richieste. I lavori erano stati appaltati nell’ottobre 2006 in previsione di inaugurare l’area di sosta nella primavera del 2008 ad un consorzio composto dalle aziende Brancaccio di Napoli ed Rcm di Sarno. Nei giorni scorsi, dal 5 al 10 novembre, l’opera aveva subito una accelerazione con la chiusura completa di via Correale per consentire all’impresa esecutrice di operare in sicurezza nelle zone confinanti con la carreggiata ed i marciapiedi. Realizzato con 20 milioni di euro provenienti da fondi pubblici, il parcheggio multipiano interrato di via Correale avrebbe dovuto fruttare almeno un milione di euro all’anno per gli incassi derivanti dai ticket per la sosta delle 400 autovetture e dei 100 ciclomotori.”

Report sulla Milano futura: sembra di stare in Penisola

(www.report.rai.it - presentazione della puntata andata in onda il 18 novembre 2007)

“La Fiera di Milano si è spostata a Rho. La vecchia area, 260.000 metri quadrati, nel cuore della città, è stata messa in vendita. Il comune su quell’area ha concesso un indice di edificabilità doppio rispetto ad altri insediamenti. E’ stata indetta una gara sul progetto del nuovo quartiere e ha vinto chi ha offerto più soldi. Anche a Monaco di Baviera la Fiera è spostata sull’area del vecchio aeroporto, ma il nuovo quartiere è stato costruito con parametri che prevedono il 40% di edilizia convenzionata, 30% residenziale e 30 destinati a uffici.
Un altro quartiere nuovo è previsto sull’area centrale “Garibaldi Repubblica”. Anche in questo caso gli indici di edificabilità sono altissimi e sono previsti grattacieli, residenze di lusso, uffici e parcheggi. I comitati dei cittadini lamentano che il comune ha fatto gli interessi dei privati e non della città, concedendo poco verde in una città devastata dallo smog. Per risolvere il problema del traffico, Albertini aveva chiesto e ottenuto poteri straordinari. Ma l’unico piano è stato quello dei 175 parcheggi sotterranei proposti dai privati che, come denunciano le decine di comitati cittadini, hanno portato tanti soldi ai costruttori e tanti problemi agli abitanti e agli acquirenti dei box. Dall’Europa è partita una procedura d’infrazione contro i limiti di concentrazione di polveri sottili, PM10, sforati dalla città meneghina. Intanto Milano si candida all’Expo del 2015. Arriveranno 14 miliardi di euro, un’occasione che nessuno vuole perdere”.

ll commento di Pasquale al post ”Il rischio non è un mestiere” si concludeva con queste parole: “Comprendere che è possibile perseguire il profitto anche osservando le regole: dovrebbe essere un principio scontato in un paese democratico. Purtoppo da noi non è così.”

Nov 11

Riceviamo (da Giovanni Gugg) la segnalazione di una bella mostra fotografica:Il rischio non è un mestiere. Il lavoro, la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle fotografie delle collezioni Alinari”.

In esposizione presso il Palazzo del Quirinale a Roma fino al 25 novembre 2007, la mostra è stata fortemente voluta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nella presentazione del catalogo ha scritto: «In nessun luogo, i lavoratori possono essere trattati come numeri. Ecco, questa sensibilità non può da parte nostra mai venire meno, essa significa partecipazione autentica, commossa al dolore, alla tristezza di tante famiglie, e significa dovere istituzionale di reagire, di indignarsi, di gettare l’allarme, di sollecitare risposte». Le fotografie sono organizzate seguendo un filo cronologico e tematico che tocca quattro grandi fasi: 1) La prima industrializzazione: dall’Unità all’inizio del XX secolo; 2) La formazione di una base industriale; 3) La “grande trasformazione” nel secondo dopoguerra; 4) Ai nostri giorni: l’Italia in Europa.   L’ingresso è gratuito e gli orari di visita sono 9:30-13:00 e 16:00-19:00 dal lunedì al sabato, e 8:30-12:00 la domenica.   L’esposizione è itinerante e dopo Roma toccherà Milano, Torino, Palermo, Firenze e Napoli.

La mostra viene presentata sul sito: http://www.quirinale.it/palazzo/arte-cultura/mostre/2007_lavoro/lavoro_2007.htm

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Nov 02

In tanti hanno portato un fiore per ricordare Claudia e Teresa, dando un po’ di colore a una giornata resa grigia dalla pioggia che non si è fermata un momento.

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Sorrento, Piazza S.Antonino, 1 novembre 2007 h. 19,00

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METROPOLIS  2/11/2007 Fiori sul sagrato per ricordare Teresa e Claudia. Onorate le vittime della tragedia del primo maggio in occasione della commemorazione dei defunti.  Messaggio davanti alla Chiesa di Sant’Antonino dove cadde la gru: “Nessuno deve dimenticare“. Fabio Orecchiuto                                          Sorrento. Sono comparsi nelle prime ore del mattino. Poggiati con delicatezza davanti alla chiesa di Sant’Antonino. Fiori e messaggi di solidarietà. Sorrento vuole ricordare così Teresa Reale e Claudia Fattorusso. Due donne strappate all’affetto dei cari per una tragica fatalità. Sono passati sei mesi da quella maledetta mattina del 1^maggio. E a distanza di tempo dal blog “sorrentoprimomaggio” è partita un’iniziativa a cui hanno aderito in tanti. “Vogliamo ricordare la vita e l’inaccettabile morte di Claudia Fattorusso e Teresa Reale portando un fiore davanti alla chiesa di Sant’Antonino. Lì dove l’incuranza di regole elementari e la mancanza di controlli hanno reciso le loro esistenze. Invitiamo tutti a portare un fiore. Perché nessuno dimentichi”. Questo l’appello comparso sul portale. Un appello raccolto da molti che si sono recati davanti alla chiesa, per ricordare due donne che hanno perso la vita tragicamente. Il blog “sorrentoprimomaggio” è diventato il simbolo del ricordo. “Molti – si legge in un messaggio sul portale - pensano che la tragedia del primo maggio sia un incidente di percorso da dimenticare in fretta. Per molti le cose vanno bene così, la città non deve essere disturbata, gli affari non devono essere disturbati. Con questo piccolo blog abbiamo invece voluto parlare della tragedia. I commenti che sono arrivati denunciano il decadimento etico, culturale e anche tecnico-professionale che ha reso possibile un evento così drammatico e assurdo, e ha prodotto anche, inizialmente, la scarsa collaborazione dei cittadini nell’inchiesta che ne è seguita. Ma quei commenti dimostrano anche che altri Cittadini rifiutano i modelli di comportamento che si sono diffusi negli ultimi anni, l’insofferenza verso le regole, l’arroganza, il pressapochismo, la noncuranza dei diritti degli altri, il convincimento che gli interessi collettivi debbano essere sempre sacrificati in nome del business. Dopo la tragedia della gru, in pochi giorni a Sorrento ne sono state sfiorate altre due: il grande pino abbattutosi in pieno giorno in Via del Mare durante i lavori pubblici di sostituzione di un muro di contenimento ed il tiglio crollato all’improvviso di notte in piazza Tasso. La sensazione è che stiamo messi anche peggio di come si pensava. Se questo spazio web continuerà a vivere, la sua missione sarà fare in modo che i contributi e le riflessioni che abbiamo raccolto non scivolino via, che si trovino le idee, i modi e le occasioni per condividere con altre persone quegli argomenti e per promuovere la crescita di un nuovo senso civico”.
In tanti, con il passare del tempo, hanno sottoscritto il documento “per non dimenticare”. Più di 500 le firme per ricordare Teresa Reale e Claudia Fattorusso.
Intanto, per chiudere il fascicolo d’indagine, il pool di magistrati che segue l’inchiesta deve attendere che i consulenti nominati concludano il loro lavoro e depositino le rispettive relazioni. Relazioni ritenute indispensabili per le indagini e per le accuse mosse, per adesso, nei confronti di Francesco ed Aniello Donnarumma, titolari della società proprietaria della gru, del rettore della Basilica pontificia di Sant’Antonino Abate , don Peppino Esposito, tutti accusati per concorso in duplice omicidio colposo. Il sindaco Marco Fiorentino e due vigili urbani per omissione d’atti di ufficio. 

Nov 01

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Sorrento, Piazza S.Antonino, 1 novembre 2007 h. 11,30

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IL MATTINO 01/11/2007 Un fiore per le vittime della strage di maggio  La morte delle due passanti travolte dalla gru: commemorazione «per non dimenticare»  GIUSEPPE DAMIANO Sorrento. Un fiore per ricordare le vittime del Primo maggio sorrentino, quando il braccio di una gru per l’allestimento delle luminarie crollo uccidendo due donne. Un gesto simbolico per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro. A sei mesi dalla morte di Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale (suocera e nuora schiacciate dal cestello del carrello elevatore dell’impresa Donnarumma di Pimonte), i cittadini della costiera torneranno stamani a piazza Sant’Antonino per deporre un fiore sul luogo della tragedia. L’iniziativa, diffusa attraverso una e-mail circolata in internet, è promossa dal sito www.sorrentoprimomaggio.com, un blog-denuncia che raccoglie i commenti e le impressioni degli utenti sull’incidente dell’uno maggio 2007 (festa dei lavoratori). «A sei mesi dalla tragedia – spiega una nota di Sorrentoprimomaggio.com – vogliamo ricordare la vita e l’inaccettabile morte di Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale, davanti alla chiesa patronale di Sant’Antonino Abate». E ancora: «Invitiamo a portare un fiore – continua la nota – lì dove l’incuranza di regole elementari e la mancanza di controlli hanno reciso le loro esistenze. Perché nessuno dimentichi». Le due donne, il primo maggio 2007, incontrarono la morte all’uscita della chiesa di Sant’Antonino, sull’omonima piazzetta: nei pressi della facciata della basilica, il braccio del mezzo meccanico precipitò, schiacciandole sulla strada. A bordo, gli operai della «Donnarumma Grandi eventi», impresa incaricata della posa delle luminarie della festa di maggio del santo patrono della città. «Molti pensano – spiega un intervento dello staff sul blog Primomaggio.com - che la tragedia del primo maggio sia un incidente di percorso da dimenticare in fretta. Per molti le cose vanno bene così come vanno, la città non deve essere disturbata, gli affari non devono essere disturbati. Con un piccolo blog abbiamo invece voluto parlare della tragedia. I commenti che sono arrivati denunciano il decadimento etico, culturale e anche tecnico-professionale che ha reso possibile un evento così drammatico e assurdo». E ancora: «Se questo spazio web continuerà a vivere, la sua missione sarà fare in modo che i contributi e le riflessioni che abbiamo raccolto non scivolino via».   

AGORA’ 30-10-2007  Un fiore per Claudia e Teresa   Il primo novembre saranno sei mesi da quel tragico giorno di maggio. Sorrento non vuole dimenticare e i curatori del blog sorrentoprimomaggio.com  stanno promuovendo una pregevole iniziativa per “ricordare la vita e l’inaccettabile morte” di Claudia Fattorusso e Teresa Reale. L’invito, per tutti, è quello di porre un fiore davanti alla chiesa di Sant’Antonino, “lì dove l’incuranza di regole elementari e la mancanza di controlli hanno reciso le loro vite”. Un fiore perché nessuno dimentichi.