Il sequestro del parcheggio Buon Natale 2007
Nov 29

 Nello scorso mese di agosto, Il Sole 24 ore, il giornale degli industriali italiani, ha dedicato alcuni articoli ai problemi di gestione delle località del nostro paese (grandi città d’arte e piccoli centri), interessate dal fenomeno del turismo di massa. Oltre a citare alcuni casi caratterizzati da un progressivo degrado paesaggistico e culturale, il giornale ha segnalato altre situazioni d’eccellenza, dove la gestione dei grandi flussi di turisti si accompagna ad un’accorta amministrazione del patrimonio culturale-ambientale ed alla costante cura della vivibilità. Nella classifica stilata da National Geographic dei siti mondiali meglio valorizzati tra quelli individuati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, la città di Siena ha ottenuto uno dei punteggi più alti ed è al primo posto tra le località italiane.  Il sindaco di Siena, Maurizio Cenni, ha spiegato al quotidiano la sua ricetta: “Tutela del territorio, valorizzazione delle proprie radici e puntuali risposte alle sfide che la contemporaneità ci pone, proprio a partire dalla nostra cultura e dalla nostra storia. Ma anche gestione attenta dei grandi patrimoni. E turismo sostenibile, sposato alla politica dei grandi eventi. In una parola, qualità”.  Nella classifica di National Geographic anche le Cinque Terre risultano nelle prime posizioni (al terzo posto tra i siti del nostro paese). Il modello di gestione di questa località è stato sintetizzato da Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre:“La chiave del successo della nostra zona sta nell’aver puntato più sull’aspetto culturale che su quello economico. Oltre il nostro limite di ricettività non possiamo e non vogliamo andare. Preferiamo far crescere un’economia del territorio e della sua tipicità. Le nostre terrazze sono state salvate in questo modo, reintroducendo la coltivazione dei vigneti e dei limoni. Questo è il nostro modello”. Un modello che piace anche all’estero, come dimostra un articolo pubblicato nello stesso mese di agosto sul sito web del New York Times, dal titolo: “Back to the nature, the italian way”. 

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Se queste sono le strategie di successo degli altri, qual è la ricetta della Penisola Sorrentina? Qual è la “Sorrentine way”? Potremmo dire che alle politiche di tutela e  valorizzazione del territorio, noi preferiamo la politica della dissipazione delle risorse ambientali, ad esempio la distruzione dei giardini, la cementificazione dei sentieri collinari, l’inquinamento del mare. Al principio della sostenibilità del turismo contrapponiamo il principio dell’aumento illimitato della ricettività. Alle sfide dell’innovazione per la mobilità compatibile nei centri urbani rispondiamo con la celebrazione del motorino e la fedeltà al pullman da cinquanta posti per la consegna del turista door-to-door. Alla promozione delle radici culturali rispondiamo con l’abbandono del patrimonio storico e artistico. Alle produzioni dell’artigianato locale tradizionale preferiamo i supermercati, i franchising di abbigliamento e di biancheria intima. Alla politica dei grandi eventi rispondiamo con le luminarie, i fuochi d’artificio e le feste di paese. Probabilmente le nostre strategie guardano più avanti e si adattano a scenari che gli altri non riescono neanche ad immaginare. Vinceremo la concorrenza del turismo globale puntando sul richiamo delle grandi varietà di calcestruzzo della penisola sorrentina; sulla valorizzazione delle nostre caratteristiche coltivazioni di aranci nani su terrazze di cemento armato; sull’unicità dei nostri alberghi-mutanti capaci di inghiottire intere colline, dei nostri finti bed & breakfast da appartamento sfitto, dei nostri tipici pub in stile inglese, più tipici e più inglesi dei pub di Soho.

Un Commento

  1. p.d. Ha scritto:

    Segnalo un interessante intervento di Raffaele Attardi apparso su Agorà del 20 novembre a proposito del nuovo piano urbanistico comunale:
    “Sorrento. Come sta cambiando il territorio”

    http://www.agoranotizie.info/public/agora/files/48fa9723_5.pdf?PHPSESSID=ac8ae7f86347e366603e4bc346a08445

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