Un concerto per Claudia e Teresa I valori di una comunità
May 01

il concerto per claudia e teresa

Grazie alle tante persone che hanno partecipato al concerto del 1^ maggio per ricordare Claudia Fattorusso e Teresa Reale.

Grazie alla sensibilità di Emma, alla sua bellissima voce, che ogni tanto ha dovuto mascherare la commozione.  Grazie a Lauro, a Maurizio, a Vladimir, alle loro qualità artistiche e alla intensità con la quale hanno “partecipato” all’evento.

Grazie a Massimo, che ha avuto l’idea del concerto e ha reso disponibile la chiesa. Grazie agli amici che hanno stampato le locandine e i programmi.

Grazie al presidente Napolitano per non essere venuto a Sorrento in questa circostanza, invitato per commemorare i morti sul lavoro mentre Claudia e Teresa, “che nulla avevano a che fare con l’attività che aveva dato origine all’incidente” (come ha scritto lo stesso Presidente nella risposta  riportata da Metropolis del 1/5), sono invece vittime dell’ignoranza di regole elementari e della mancanza di considerazione per il prossimo.

Grazie a don Luigi, parroco della Cattedrale, per la bella omelia che ha pronunciato nella messa di suffragio del mattino. Grazie per aver ricordato l’onestà, il senso del dovere, l’umanità, la generosità che hanno contraddistinto la vita di Claudia e Teresa. Per aver messo in evidenza come obbedire soltanto alla “logica del profitto” porta a non aver rispetto neanche per la vita umana.

Grazie a tutti quelli che il primo maggio del 2007 si sono scandalizzati per ciò che è successo, a tutti quelli che non hanno dimenticato, a tutti quelli che continuano a scandalizzarsi davanti ai comportamenti arroganti e alla illegalità.

Grazie ai familiari di Claudia e Teresa, per la compostezza che hanno sempre saputo mostrare, nonostante il dolore e l’enorme ingiustizia che hanno dovuto subire.

Grazie a chi in questo anno ha condiviso questo spazio web (circa 15.000 contatti!) e a tutti quelli che hanno inviato i loro commenti. Come ha osservato uno scrittore: “se io do una cosa a te e tu dai una cosa a me, dopo lo scambio abbiamo una cosa a testa; se ci scambiamo un’idea, dopo ognuno di noi ha due idee”. Nella nostra epoca, gli strumenti di comunicazione si sono moltiplicati, andiamo in  giro con telefonini e computer portatili, ma raramente li usiamo per dire veramente qualcosa.

Sorrentoprimomaggio.com forse finirà qui,  il primo maggio 2008, dopo un anno di attività.

Grazie a Claudia e Teresa per l’esempio che ci hanno dato. Che il loro ricordo diventi un segno, un’indicazione per orientare il nostro agire.

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2 Commenti

  1. Lauro e Maria Ha scritto:

    Nessuno tocchi…….sorrentoprimomaggio.com!!!!!
    Che continui ad essere la voce dei cittadini (..e dei sorrentini!) onesti.
    Andate avanti

  2. ggugg Ha scritto:

    Questo spazio è prezioso. Sorrentoprimomaggio ha rappresentato quell’occasione d’incontro, nonché quella finestra di dialogo che molti di noi – cittadini della Penisola Sorrentina – aspettavamo da tempo.
    È nato da una tragedia, affinché non la si dimenticasse. Ed è stata un’iniziativa doverosa e sacrosanta, ma poi si è trasformata in qualcosa di più. Questo blog è riuscito a far sentire l’abbraccio di una città alla città. Le sue pagine, che ognuno di noi legge nel privato della propria casa, sono diventate un luogo di incontro, l’occasione che ha permesso a tante persone di venire in contatto le une con le altre. Grazie a questo spazio migliaia di cittadini “normali” – persone con idee, opinioni, aspettative – hanno trovato un modo di partecipare, di esprimersi, di mostrare il loro esserci silenzioso.
    E allora, personalmente, grazie anche a voi che avete tenuto in piedi Sorrentoprimomaggio per un anno. Grazie per averlo fatto con ostinazione e rispetto, ma anche per la fermezza che non si è mai tramutata in astio.
    Claudia e Teresa non le conoscevo, ma qui ho imparato a volerle bene e ho sentito che erano parte di me. Non vi sembri retorico, ma con il loro sacrificio ho sentito, come mai prima, di appartenere a questa comunità. Ne studio la storia, ne colleziono i libri, ne raccolgo le fotografie, amo guardarne il profilo dal mare o dall’alto delle sue colline, ma mai avevo sentito così intimamente di esserne parte. Forse perché quella mattina ero in viaggio, la linea del mio telefono cadeva di continuo e nessun televisore era a portata del mio sguardo. Allora m’immaginai la piazza, negli occhi avevo l’architettura dei palazzi e mi rivedevo davanti a quella Basilica che custodisce tanta Storia e tante storie: era successo a Sorrento, a casa mia.
    Quando tornai la gru era ancora lì, ma non ebbi il coraggio di andare a vedere. Allora scrissi qualcosa su un mio taccuino, perché è il mio modo di esprimere le emozioni.
    Adesso sento lo stesso sentimento di allora, ma in più c’è qualcosa che assomiglia ad una punta di serenità: è stata una perdita ingiusta e inammissibile, ma non è stata inutile. Io sento che qualcosa è cambiato, qualcosa è migliorato. L’altra sera, dopo il concerto, c’erano sorrisi, c’erano i volti di persone per le quali il ricordo di Claudia e Teresa – come avete scritto – è diventato «un segno, un’indicazione per orientare il nostro agire».
    Forse questo blog finirà qui, va bene. Ma forse è giusto anche che questo esserci trovati prosegua, e che questo scambiarci idee continui ad arricchirci.

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