Mar 21

(articolo tratto dal sito Positanonews.it, 19-3-08, di Vincenzo Maresca)

 ”SORRENTO, ABBATTUTI GLI ALBERI A PIAZZA VENIERO. COMUNE BUGIARDO Sorrento: Colpo di mano, abbattuto il cedro secolare. Via il verde pubblico, spazio al cemento. Questa la linea adottata dall’amministrazione comunale sorrentina in barba agli accordi presi con associazioni, cittadini ed ambientalisti per la riqualificazione di “Piazza Veniero” dove anticamente sorgeva il foro, ovvero il mercato dell’epoca romana. Dopo le tante promesse, l’inutile petizione che ha visto la raccolta di oltre mille firme, il divieto della Soprintendenza di Napoli e Provincia, ieri mattina c’è stato il colpo di mano del Comune che ha ordinato l’abbattimento di buona parte della restante area di verde pubblico, compreso il secolare esemplare di cedro del Libano sacrificato per fare posto ad un piccolo chiosco che secondo voci di corridoio crea le premesse per un futuro ristorante gestito da persone vicine a personalità della Giunta comunale. Un autentico scempio che va a depredare ulteriormente le tasche dei contribuenti, visto che l’intera area di verde pubblico eliminata era stata impiantata qualche anno fa con una spesa superiore ai 60mila euro. Immediate le segnalazioni di cittadini e commercianti nei pressi dell’area spaventati già da adesso da qualcosa che potrà in futuro compromettere la qualità della vita ed il rendimento delle piccole attività commerciali. Numerose telefonate sono partite nei confronti del corpo forestale di Castellammare di Stabia, del Wwf e di personaggi del Comune di Sorrento, al punto che alcuni cittadini hanno minacciato un sit-in per bloccare il traffico. L’abbattimento è avvenuto intorno alle 7 e 30 di ieri mattina, il grosso e secolare cedro del Libano è stato buttato giù senza ritegno, davanti agli occhi increduli di un gruppo di turisti che si trovava a passeggiare nella zona. Sul posto è intervenuto il responsabile del settore flora del Wwf, Claudio d’Esposito, al quale i responsabili del progetto hanno vivamente rinfacciato di volersi opporre alla avanzata del progresso e del guadagno economico. Lo stesso progettista ha asserito, di non avere la benché minima intenzione di modificare l’assetto urbanistico dell’area per salvare alberi secolari ritenuti inutili.” 

piazza veniero

Le colline di Sorrento sono state illegalmente deturpate dagli abusi di cittadini e albergatori mai sazi di cemento. Gli ultimi aranceti urbani sono stati distrutti per far spazio ai box per le automobili.

E’ venuto il momento della resa dei conti anche per i pochi alberi che finora l’avevano fatta franca.

La domanda di grazia è stata respinta. L’esecuzione capitale è stata eseguita. Nessuno sconto di pena. Nessun cedimento davanti alle solite lamentele degli ambientalisti.

Sorrento: Tolleranza zero nei confronti della natura!

      

Mar 13

(da Positanonews 11-3-2008)

Sorrento: Piazza Veniero, polemica per il bar (di Vincenzo Maresca)

Ennesima protesta degli ambientalisti sull’inciucio di piazza Veniero, alberi sempre a rischio taglio e spazi sempre più vasti per la cementificazione. Nonostante la raccolta di 500 firme dello scorso anno per salvare uno degli ultimi avamposti del verde pubblico della città è notizia dell’ultima ora che i due grossi “Cedri del Libano” di oltre 15 metri di altezza e di età di circa 70 anni potrebbero diventare legna per il camino per fare posto ad un  piccolo chiosco, un bar da mettere a disposizione dei turisti. L’ultimo sacrificio, in ordine di tempo, per la speculazione di una piazza dove un tempo vivevano alberi di vario genere. E’ possibile che su un intero piazzale libero da vincoli e da strutture edilizie un piccolo chiosco dalle ridotte dimensioni debba occupare per forza il posto di un albero dall’età di circa trequarti di secolo?”

piazza veniero (da positanonews)

 

***

Come diceva nel secolo scorso John Muir, naturalista e pioniere della conservazione della natura: 

“qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi”.

 

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Jan 04

Su Youtube si può trovare un video interessante. E’ intitolato “Traffico a Sorrento”. Per vederlo basta cliccare qui sotto.

Se, più di un secolo fa, i compositori di ”Torna a Surriento”, canzone che celebra le bellezze e i profumi della nostra terra, avessero immaginato come avremmo maltrattato quelle bellezze e che i gas di scarico delle automobili avrebbero preso il posto di quei profumi, probabilmente avrebbero stracciato lo spartito…

La Penisola Sorrentina non è l’unico posto al mondo con problemi di traffico. Ma forse è l’unico posto dove non si fa nulla per provare a risolverli. Periodicamente, i nostri amministratori  sognano tangenziali e gallerie, poi fortunatamente non se ne fa niente.  Le uniche opere che abbiamo visto realizzare (a centinaia) sono stati i box-auto. Ma, in questo caso, l’emergenza parcheggi era funzionale al business. Il costo sociale di questa operazione è stata la distruzione degli ultimi agrumeti urbani, che per tanti anni sono stati l’immagine stessa della nostra terra.

Eppure, per cominciare ad affrontare i problemi del traffico senza spargere altro cemento basterebbe copiare quello che si fa altrove. In Penisola Sorrentina gran parte dei veicoli in circolazione rappresentano traffico locale. La misura più ovvia per diminuire il traffico è aumentare l’offerta di trasporto pubblico comunale e intercomunale ed incentivarne l’uso da parte di cittadini. Perché non si fa?

P.S. Quando sono stati misurati l’ultima volta i livelli di inquinamento prodotti dai gas di scarico delle automobili?

 

Nov 29

 Nello scorso mese di agosto, Il Sole 24 ore, il giornale degli industriali italiani, ha dedicato alcuni articoli ai problemi di gestione delle località del nostro paese (grandi città d’arte e piccoli centri), interessate dal fenomeno del turismo di massa. Oltre a citare alcuni casi caratterizzati da un progressivo degrado paesaggistico e culturale, il giornale ha segnalato altre situazioni d’eccellenza, dove la gestione dei grandi flussi di turisti si accompagna ad un’accorta amministrazione del patrimonio culturale-ambientale ed alla costante cura della vivibilità. Nella classifica stilata da National Geographic dei siti mondiali meglio valorizzati tra quelli individuati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, la città di Siena ha ottenuto uno dei punteggi più alti ed è al primo posto tra le località italiane.  Il sindaco di Siena, Maurizio Cenni, ha spiegato al quotidiano la sua ricetta: “Tutela del territorio, valorizzazione delle proprie radici e puntuali risposte alle sfide che la contemporaneità ci pone, proprio a partire dalla nostra cultura e dalla nostra storia. Ma anche gestione attenta dei grandi patrimoni. E turismo sostenibile, sposato alla politica dei grandi eventi. In una parola, qualità”.  Nella classifica di National Geographic anche le Cinque Terre risultano nelle prime posizioni (al terzo posto tra i siti del nostro paese). Il modello di gestione di questa località è stato sintetizzato da Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre:“La chiave del successo della nostra zona sta nell’aver puntato più sull’aspetto culturale che su quello economico. Oltre il nostro limite di ricettività non possiamo e non vogliamo andare. Preferiamo far crescere un’economia del territorio e della sua tipicità. Le nostre terrazze sono state salvate in questo modo, reintroducendo la coltivazione dei vigneti e dei limoni. Questo è il nostro modello”. Un modello che piace anche all’estero, come dimostra un articolo pubblicato nello stesso mese di agosto sul sito web del New York Times, dal titolo: “Back to the nature, the italian way”. 

                              viazatri.jpg

Se queste sono le strategie di successo degli altri, qual è la ricetta della Penisola Sorrentina? Qual è la “Sorrentine way”? Potremmo dire che alle politiche di tutela e  valorizzazione del territorio, noi preferiamo la politica della dissipazione delle risorse ambientali, ad esempio la distruzione dei giardini, la cementificazione dei sentieri collinari, l’inquinamento del mare. Al principio della sostenibilità del turismo contrapponiamo il principio dell’aumento illimitato della ricettività. Alle sfide dell’innovazione per la mobilità compatibile nei centri urbani rispondiamo con la celebrazione del motorino e la fedeltà al pullman da cinquanta posti per la consegna del turista door-to-door. Alla promozione delle radici culturali rispondiamo con l’abbandono del patrimonio storico e artistico. Alle produzioni dell’artigianato locale tradizionale preferiamo i supermercati, i franchising di abbigliamento e di biancheria intima. Alla politica dei grandi eventi rispondiamo con le luminarie, i fuochi d’artificio e le feste di paese. Probabilmente le nostre strategie guardano più avanti e si adattano a scenari che gli altri non riescono neanche ad immaginare. Vinceremo la concorrenza del turismo globale puntando sul richiamo delle grandi varietà di calcestruzzo della penisola sorrentina; sulla valorizzazione delle nostre caratteristiche coltivazioni di aranci nani su terrazze di cemento armato; sull’unicità dei nostri alberghi-mutanti capaci di inghiottire intere colline, dei nostri finti bed & breakfast da appartamento sfitto, dei nostri tipici pub in stile inglese, più tipici e più inglesi dei pub di Soho.

Nov 21

Da www.positanonews.it :

Sequestrato parcheggio da 20 milioni di euro (articolo di Vincenzo Maresca del 18 novembre 2007)

“Sigilli per l’opera pubblica più importante della città di Sorrento, quasi ultimata ed in odore di consegna per la primavera del 2008. I militari dell’Arma, su disposizione del magistrato Stefania Di Dona della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno infatti sequestrato il parcheggio interrato multipiano di via Correale, un’opera da 20 milioni di euro che avrebbe dovuto accogliere su 3 livelli, oltre il solaio a raso, circa 400 automobili e 100 ciclomotori. L’intera struttura sorge in pieno centro cittadino per una superficie complessiva di circa 20mila metri quadrati, destinata anche a terminal per autobus turistici con punti di ristoro ed attività commerciali. Poco meno di un mese fa c’era stato anche il parere favorevole da parte della soprintendenza per la realizzazione di un collegamento interrato tra il nuovo parcheggio multipiano ed il porto di Marina Piccola. Poi l’intervento alle 13 di ieri da parte dei carabinieri della compagnia di Sorrento che coordinati dal capitano Federico Scarabello hanno interdetto e sequestrato l’intera area di lavoro apponendo i sigilli su ordine della magistratura. I motivi ? Truffa aggravata ai danni dello Stato e false certificazioni da parte di imprese e tecnici che avrebbero dovuto dirigere e controllare i lavori. In seguito a prelievi a campione eseguiti dai carabinieri sulle quantità di cemento scaricate nel cantiere dalle betoniere gli accertamenti tecnici predisposti dai laboratori scientifici della Procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno infatti evidenziato la mancanza di oltre il 30% di materiale previsto nella preparazione del calcestruzzo. L’intera struttura potrebbe quindi essere a rischio a causa del grado di qualità di cemento armato di gran lunga inferiore rispetto a quello effettivamente commissionato e pagato dalla committenza. Gli esperti hanno già valutato che sul totale di 20 milioni di euro lo scarto economico si avvicinerebbe al 20% per una cifra stimata di 4 milioni di euro pagata ma non corrisposta in termini di materiale. Il sequestro probatorio ordinato dalla magistratura manterrà chiuso il cantiere fino a nuove disposizioni che dovranno essere emesse unicamente dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Le indagini tuttora in corso da parte degli investigatori del nucleo operativo dei carabinieri hanno già accertato le responsabilità dirette da parte della ditta Gargiulo di Vico Equense che ha fornito inizialmente parte del calcestruzzo trovato non conforme per le qualità tecniche richieste. I lavori erano stati appaltati nell’ottobre 2006 in previsione di inaugurare l’area di sosta nella primavera del 2008 ad un consorzio composto dalle aziende Brancaccio di Napoli ed Rcm di Sarno. Nei giorni scorsi, dal 5 al 10 novembre, l’opera aveva subito una accelerazione con la chiusura completa di via Correale per consentire all’impresa esecutrice di operare in sicurezza nelle zone confinanti con la carreggiata ed i marciapiedi. Realizzato con 20 milioni di euro provenienti da fondi pubblici, il parcheggio multipiano interrato di via Correale avrebbe dovuto fruttare almeno un milione di euro all’anno per gli incassi derivanti dai ticket per la sosta delle 400 autovetture e dei 100 ciclomotori.”

Report sulla Milano futura: sembra di stare in Penisola

(www.report.rai.it - presentazione della puntata andata in onda il 18 novembre 2007)

“La Fiera di Milano si è spostata a Rho. La vecchia area, 260.000 metri quadrati, nel cuore della città, è stata messa in vendita. Il comune su quell’area ha concesso un indice di edificabilità doppio rispetto ad altri insediamenti. E’ stata indetta una gara sul progetto del nuovo quartiere e ha vinto chi ha offerto più soldi. Anche a Monaco di Baviera la Fiera è spostata sull’area del vecchio aeroporto, ma il nuovo quartiere è stato costruito con parametri che prevedono il 40% di edilizia convenzionata, 30% residenziale e 30 destinati a uffici.
Un altro quartiere nuovo è previsto sull’area centrale “Garibaldi Repubblica”. Anche in questo caso gli indici di edificabilità sono altissimi e sono previsti grattacieli, residenze di lusso, uffici e parcheggi. I comitati dei cittadini lamentano che il comune ha fatto gli interessi dei privati e non della città, concedendo poco verde in una città devastata dallo smog. Per risolvere il problema del traffico, Albertini aveva chiesto e ottenuto poteri straordinari. Ma l’unico piano è stato quello dei 175 parcheggi sotterranei proposti dai privati che, come denunciano le decine di comitati cittadini, hanno portato tanti soldi ai costruttori e tanti problemi agli abitanti e agli acquirenti dei box. Dall’Europa è partita una procedura d’infrazione contro i limiti di concentrazione di polveri sottili, PM10, sforati dalla città meneghina. Intanto Milano si candida all’Expo del 2015. Arriveranno 14 miliardi di euro, un’occasione che nessuno vuole perdere”.

ll commento di Pasquale al post ”Il rischio non è un mestiere” si concludeva con queste parole: “Comprendere che è possibile perseguire il profitto anche osservando le regole: dovrebbe essere un principio scontato in un paese democratico. Purtoppo da noi non è così.”

Oct 01

Un sito internet locale (clicca qui) ha pubblicato un filmato nel quale il Sindaco di Sorrento viene ripreso mentre dirige il traffico all’incrocio di Marano.

Al di là di ogni considerazione sull’opportunità di tale iniziativa (considerazioni e commenti li lasciamo fare come sempre agli amici di questo blog) , invitiamo il Sindaco ad interessarsi anche dello spazio antistante il nuovo parco giochi “Ibsen”, nei pressi della Porta di Parsano.

Bus turistici e altri automezzi manovrano e sostano costantemente a pochi metri da uno spazio dedicato al gioco all’aperto dei bambini, dove la qualità dell’aria meriterebbe di essere salvaguardata.

 

Bus Parsano 2 Bus Parsano

Jun 30

Qualche settimana fa, a S.Agnello, Marco Travaglio ha presentato il suo nuovo libro “La scomparsa dei fatti”, sottotitolo: “Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni”.

In estrema sintesi, la tesi sostenuta nel libro è la seguente: la maggior parte dei giornalisti e degli altri operatori della comunicazione del nostro paese, quando devono raccontare una realtà scomoda per la classe dirigente, prima ancora di narrarla con qualche benevolo aggiustamento, tendono ad alterarla, in certi casi addirittura a nasconderla.

Travaglio ha indicato una serie di motivi per spiegare questo atteggiamento, ma il principale è che raccontare i “fatti” con precisione significa procurarsi rogne e nemici. Meglio non scontentare nessuno ed essere amici di tutti, barcamenarsi tra le notizie, aggiustarle o amputarle. Il motto è: “niente fatti, solo opinioni”. Senza fatti si può sostenere tutto e il contrario di tutto, con i fatti, no. Del resto, c’è chi è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “pagherebbe per vendersi”.

Nel dibattito che è seguito alla affollata presentazione, la discussione si è spostata sul tema del rispetto della legalità (le notizie che si preferisce “abolire” sono ovviamente quelle che riguardano comportamenti censurabili o illeciti).
E’ intervenuto anche il procuratore generale di Torre Annunziata, Diego Marmo, ben conosciuto a Sorrento  per l’inchiesta sul tragico incidente del primo maggio. Riferendosi al tema dell’abusivismo edilizio e dei danni che ha arrecato ed arreca al prezioso ambiente della Penisola Sorrentina, il magistrato ha osservato che nel tempo i comportamenti illeciti si sono sempre più estesi e, piuttosto che eventi “fisiologici”, sono diventati eventi “patologici”.

Il paesaggio della Penisola Sorrentina non è “soltanto” un bene ambientale, è anche la “risorsa” che ha consentito la nascita di tutte le attività legate al turismo, la nostra principale industria. E’ quindi un bene anche in senso “economico”, un patrimonio di cui possiamo godere, ma che non dobbiamo “consumare”, se non vogliamo condannare la nostra terra al progressivo decadimento dell’economia e della qualità della vita,  esperienza già vissuta da altre aree della Campania.
In questi anni, l’alibi dell’emergenza abitativa (problema gravissimo e paradossale per comuni dotati di estesi patrimoni immobiliari) ci ha fatto chiudere gli occhi mentre sulle colline nascevano nuovi agglomerati di case abusive ed i sentieri di campagna venivano trasformati in strade carrozzabili.
L’alibi dell’emergenza del traffico e norme ambigue hanno consentito la distruzione degli ultimi antichi agrumeti urbani, che erano stati il simbolo della Penisola Sorrentina, e lo sviluppo del nuovo business dei “box-auto”.
In nome della crescita del turismo, non ci siamo scandalizzati quando gli alberghi si sono alzati di qualche piano o sono stati asfaltati i giardini adiacenti, quando sono state poggiate terrazze sulle Antiche Mura, aperti balconi nella costa tufacea e finestre di alluminio anodizzato nell’antica porta di S.Antonino.

Il titolo del libro di Marco Travaglio (“La scomparsa dei fatti”) sembra adatto anche a rappresentare l’atteggiamento con il quale i rappresentanti politici, gli operatori economici, in parte la stampa locale e la stessa società civile (con l’esclusione di qualche associazione ambientalista) si sono confrontati con i comportamenti illegali e con il degrado del territorio: meglio non parlarne; meglio non scontentare nessuno ed essere amici di tutti.