Apr 06

Sorrento, 6 aprile 2008

All’on.le Presidente della Repubblica

GIORGIO NAPOLITANO

Palazzo del Quirinale - Roma

Signor Presidente,

abbiamo appreso dai giornali locali che la Giunta Municipale di Sorrento, su proposta del Sindaco, ha deciso di invitarLa formalmente a presenziare ad una manifestazione, il prossimo 1 maggio 2008, con la quale intende commemorare il primo anniversario della tragedia che ha colpito la nostra città.

Come certamente ricorderà, quel giorno due donne furono uccise dall’improvviso crollo del carro-gru di una ditta che installava luminarie per i festeggiamenti in onore del santo patrono. L’avvenimento ebbe grande risalto nella cronaca nazionale, anche perché coincideva con la festa del primo maggio; festa, nel 2007, dedicata al gravissimo problema delle morti per incidenti sul lavoro.

Siamo un gruppo di cittadini che nei giorni successivi a quella vicenda ha condiviso alcune riflessioni, riassunte in un documento intitolato “Per non dimenticare” (sottoscritto da quasi mille persone) e che intorno a quel documento ha dato vita allo spazio web “sorrentoprimomaggio.com”.

Le scriviamo per sottoporLe alcune considerazioni su quell’avvenimento e per rivolgerLe l’appello che troverà in fondo alla lettera.

1) L’incidente del 1 maggio 2007 non è stato esattamente un incidente sul lavoro. L’accadimento non è da ascrivere a carenze nella tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. Alcuni lavoratori rimasero feriti dalla caduta del braccio della gru, ma a perdere la vita furono due donne che uscivano dalla messa. Ad ucciderle fu materialmente il braccio della gru che si spezzò ma la causa della loro morte, secondo i magistrati che hanno condotto le indagini, fu “il ripetuto posizionamento del braccio del predetto mezzo sulla piazza senza che fosse interrotto il traffico pedonale e veicolare e quindi in dispregio delle norme sulla sicurezza” (il testo è stato riportato dalla stampa). Un avvenimento così tragico poteva quindi essere evitato con una semplice transenna. Sulla piazza dove avvenne l’incidente si affacciano gli uffici del Municipio.

2) A nostro parere, quell’inaccettabile evento è un tragico esempio delle conseguenze che possono derivare dall’inosservanza di regole elementari e dalla mancanza di rispetto per il prossimo. E si può spiegare solo considerando quanto siano ormai diffusi e abitudinari i piccoli e grandi comportamenti illegali.

3) La stampa ha reso noto che la magistratura ha completato le indagini sull’incidente, contestando l’ipotesi di omicidio colposo plurimo al titolare della ditta che stava svolgendo i lavori, al committente (il rettore della Basilica), ma anche agli stessi operai (familiari del titolare) che pure erano rimasti feriti, e al sindaco di Sorrento che secondo la procura “era pienamente consapevole del grave pericolo per l’incolumità dei cittadini costituito dall’irregolare svolgimento dei lavori” e al quale è stato contestato anche il reato di omissione di atti d’ufficio.

Signor Presidente,

sarebbe un grandissimo onore riceverLa nella nostra città, non solo per l’altissimo rilievo della Sua carica di Capo dello Stato, ma anche per l’apprezzamento profondo che nutriamo verso le qualità morali della Sua persona.

Tuttavia, ci permettiamo, da semplici cittadini, di invitarLa a stare con noi in un’altra occasione, dopo che le responsabilità dell’incidente saranno state accertate, e dando alla sua visita un contenuto più generale, quello di un forte richiamo per tutti al rispetto delle regole e della legalità, al rispetto dei diritti degli altri, alla difesa del bene comune.

Siamo sicuri che, in questo modo,la Sua presenza potrà essere di grande conforto per i familiari delle vittime.

Con grande stima, Le inviamo i nostri saluti.

Laura Abbundo, S.Agnello - Nicola Afeltra, Gragnano - Anna Aiello, Sorrento - Astrid Aiello, Piano di Sorrento - Maristella Alberino, Piano di Sorrento - Roberto Aldi, Sorrento - Lorna Apice, Massa Lubrense - Antonella Aprea, Meta - Alessandra Ascione, Napoli - Antonio Ascione, Sorrento - Filippo Ascione, Sorrento - Maria Bruna Ascione, Sorrento - Lorenzo Ascione, Sorrento - Valentina Ascione, Roma - Anna Astarita, Sorrento - Amelia Aversa, Massa Lubrense - Patrizia Aversa, S.Agnello - Maria Alessandra Balduccini, Meta - Anna Maria Barbieri, Milano - Giorgia Bauer, Sorrento - Giovanni Belnome, Sorrento - Fiamma Benedetti, Chiesina Uzzanese - Filomena Botta, Piano di Sorrento - Alfonso Bruno, Meta - Gina Bruno, Milano - Cesare Caiazzo, Napoli - Marina Cambi, Sorrento - Maurizio Cambi, Sorrento - Salvatore Cangiani, Sorrento - Pierpaolo Caputo, Rossano - Alcibiade Casa, Piano di Sorrento - Antonio Casa, Piano di Sorrento - Eleonora Casa, Piano di Sorrento - Giulia Casa, Sorrento - Oriana Casa, Piano di Sorrento - Ugo Casa, Piano di Sorrento - Giovanni Casola, Sorrento - Giovanni Castellano, Meta - Lauro Castellano, Piano di Sorrento - Ciro Chiaiese, Sorrento - Antonino Chiummo, Napoli - Anna Cinque, Sorrento - Michele Cinque, Positano - Valeria Corcione, Avellino - Claudia Cosentino, Meta - Salvatore Cosentino, Meta - Massimo Costagliola Di Fiore, Sorrento - Franco Cuomo, Vico Equense - Lucia Cuomo, Sorrento - Pasquale D’Alessio, Sorrento - Maria Damiani, Meta - Alessandra D’Amore, Giugliano - Luigi D’Aponte, Napoli - Ludmila D’Atri, Aprilia - Antonella De Angelis, S.Agnello - Antonia De Angelis, Napoli - Giuseppe De Angelis, S.Agnello - Paola De Angelis, Sant’Agnello - Enrico De Campora, Napoli - Alfonso De Gregorio, Piano di Sorrento - Olimpia Del Gaudio, Sorrento - Angelo Delle Donne, Gragnano - Giuliano De Luca, Sorrento - Giovanni De Maio, Piano di Sorrento - Laura De Maio, Piano di Sorrento - Michele De Maio, Piano di Sorrento - Sergio De Martino, Vico Equense - Gabriella De Nicola, Sorrento - Lucio De Nicola, Meta - Pio De Nicola, Meta - Stefania De Nicola, Meta - Carlo De Rogatis, Sorrento - Annamaria De Rosa, Sorrento - Giuliana D’Esposito, Sorrento - Giuseppe D’Esposito, Sorrento - Massimiliano D’Esposito, Piano di Sorrento - Donatella Di Leva, Sorrento - Paola Di Leva, Sorrento - Italo Di Lorenzo, Sorrento - Emiliana Di Maio, Sorrento - Massimo Di Maio, Sorrento - Sophie Di Maio, Sorrento - Francesco Di Nola, Gragnano - Alfonso Di Prisco, Boscotrecase - Annalisa Di Prisco, Boscotrecase - Luigi Di Prisco, Boscotrecase - Antonino Durante, Sorrento - Francesco Durante, Sorrento - Anna Esposito, Sorrento - Antonella Esposito, Sorrento - Gian Marco Esposito, Sorrento - Giuseppe Luigi Esposito, Piano di Sorrento - Michele Esposito, Meta - Nicola Esposito, Sorrento - Raffaella Esposito, Sorrento - Rosa Esposito, Sorrento - Vitaliana Esposito, Milano - Ada Falanga, Sorrento - Pierpaolo Falco, Pesaro - Fabiola Fasulo, Sorrento - Giovani Fedel, Trento - Lia Felicissimo, Sorrento - Raffaele Ferraro, Sorrento - Alessandro Fimeroni, Sorrento - Elvira Fiorentino, Sorrento - Alessandro Fortuna, Vicenza - Claudio Frigerio, Milano - Luciano Fruscio, Sorrento - Nando Fruscio, Sorrento - Teresa Galano, Sorrento - Francesco Gargiulo, Sorrento - Giuseppe Gargiulo, Massa Lubrense - Guido Gargiulo, Sorrento - Marina Gargiulo, Piano di Sorrento - Alberto Giordano, Sorrento - Carmine Giordano, Sorrento - Chiara Guadagnuolo, Massa Lubrense - Giovanni Gugg, Sorrento - Marco Guida, Milano - Raffaele Guida, Milano - Elga Sonia Iaccarino, Piano di Sorrento - Maria Iaccarino, Sorrento - Rita Iaccarino, Sorrento - Rosaria Iaccarino, Sorrento - Maria Imperato, Piano di Sorrento - Silvana Incarnato, Portici - Annunziata Ingenito, Sorrento - Corrado Ingenito, Sorrento - Maria Iovino, Sorrento - Giovanna Izzo, Sorrento - Roberto Keller, Sorrento - Rita Lampo, Meta - Ambra Laurenzi, Orvieto - Alessandro Lauro, Sorrento - Sonia Le Serre, Sorrento - Guido Lieto, Roma - Salvatore Limpido, Sorrento - Gianni Lombardo, Sorrento - Lorenza Lombardo, Sorrento - Vanna Lora, Milano - Loredana Luongo, S.Nicola la Strada - Guglielmo Maglio, Piano di Sorrento - Franco Maresca, Piano di Sorrento - Luisa Maresca, S.Agnello - Massimo Maresca, S.Agnello - Raffaele Maresca, Sorrento - Rosa Maresca, Sorrento - Maria Marino, Boscotrecase - Pina Marotta, S.Vitaliano - Enrico Marulli, Vico Equense - Adalgisa Mastellone, Meta - Sonia Mastellone, Sorrento - Carla Masucci, S.Agnello - Ida Mauro, Sorrento - Giuseppe Mazzola, S.Agnello - Lucia Mennella, Torre del Greco - Francesco Meo, Massa Lubrense - Joseph Meo, Massa Lubrense - Rosanna Meo, Sorrento - Monica Miccio, Piano di Sorrento - Gianluca Mignano, Casalnuovo di Napoli - Francesca Milano, Milano - Francesca Montaldi, Ariccia - Domenico Montuori, Piano di Sorrento - Laura Montuori, Castellammare - Stefania Montuori, Gragnano - Bruno Morelli, Milano - Claudia Morelli, Sorrento - Claudio Morelli, Milano - Eliana Morelli, Sorrento - Leandro Morelli, Sorrento - Nino Morelli, Milano - Quinzio Morelli, Sorrento - Raniero Morelli, Sorrento - Simona Morelli, Sorrento - Vinicio Morelli, Milano - Maria Morvillo, Sorrento - Mariella Nica, Piano di Sorrento - Claudia Nitrella, Sorrento - Francesca Nitrella, Sorrento - Ginevra Nocera, Rotterdam - Marisa Ortalli, Milano - Luigi Palomba, Sorrento - Pasquale Palumbo, Sorrento - Alfonso Paolella, Piano di Sorrento - Antonino Pane, Sorrento - Gianluigi Pane, Sorrento - Luigi Pane, Sorrento - Sergio Pane, Castellammare - Valentina Paoli, Pomigliano d’Arco - Anna Maria Parisi, Sorrento - Giuseppe Parisi, Sorrento - Maria Grazia Parisi, Sorrento -Antonella Paturzo, Sorrento - Antonino Paturzo, Sorrento - Felicia Maria Paturzo, Piano di Sorrento - Giovanna Paturzo, Massa Lubrense - Luigi Paturzo, Sorrento - Sandra Paturzo, Meta - Sebastiano Pecoraro, Sorrento - Patrizia Peluso, Sorrento - Betty Pepe, Piano di Sorrento - Federica Perrella, Sorrento - Ugo Perrella, Roma - Aniello Persico, Sorrento - Antonino Persico, Sorrento - Rosa Persico, Massa Lubrense - Valerio Persico, Sorrento - Ornella Pinca, Sorrento - Patrizia Piromallo, Sorrento - Maurizio Piscitelli, Mercogliano - Annamaria Pollio, Sorrento - Antonino Pollio, Piano di Sorrento - Liliana Pollio, Meta - Luigi Pollio, Sorrento - Marianna Pollio, Sorrento - Mariateresa Pollio, Massa Lubrense - Maurizio Pollio, Piano di Sorrento - Nadia Pollio, Piano di Sorrento - Raffaella Pollio, Sorrento - Ugo Pollio, Roma - Rocco Pontecorvo, S.Agnello - Fabrizio Provvidenti Parisi, Messina - Alessia Reale, Sorrento - Francesco Reale, Sorrento - Giuseppe Reale, Sorrento - Lucia Reale, Sorrento - Claudia Rebuttini, Roma - Giulio Renditiso, Massa Lubrense - Giuseppe Romano, Sorrento - Margherita Romano, Sorrento - Maria Giovanna Romano, Meta - Pietro Rosario Romano, Sorrento - Alma Rondanini, Meta - Andrea Alessandro Rondanini, Meta - Marta Rondanini, Meta - Fabrizio Ruggiero, Massa Lubrense - Chiara Ruoppo, Sorrento - Pia Ruoppo, Sorrento - Roberto Ruoppo, Sorrento - Anita Russo, Sorrento - Donatella Russo, Sorrento - Gianfranco Russo, Sorrento - Luigi Russo, Sorrento - Lulli Russo, S.Agnello - Marco Russo, Sorrento - Mariangela Russo, Sorrento -Tiziana Russo, Sorrento - Vincenzo Russo, Meta - Gianfranco Schiavo, S.Agnello - Alessandro Schisano, Sorrento - Michele Schisano, Sorrento - Salvatore Schisano, Sorrento - Rosanna Serrapica, Moncalieri - Giuseppina Sole, Sorrento - Paola Somma, Piano di Sorrento - Ferdinando Sorrentino, Sorrento - Giuseppe Sorrentino, Sorrento - Lucia Sorrentino, Sorrento - Maria Rosaria Sorrentino, Sorrento - Raffaele Sorrentino, Sorrento - Silvio Sportiello, Napoli - Roberto Stinga, Sorrento - Massimo Taurmino, Massa Lubrense - Paolo Terlizzi, Sorrento - Luigi Trapani, Meta - Rita Uggeri, Milano - Alberto Vanacore, Sorrento - Assunta Ventriglia, Sorrento - Marinella Ventriglia, Gragnano - Valentina Vinaccia, Sorrento - Adriana Vitagliano, Sorrento - Patrizia Vollaro, S.Agnello - Francis Volpe, Piano di Sorrento.

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Questa lettera è stata recapitata al Quirinale in data 10-4-08.

Mar 30

Si avvicinano le elezioni, arrivano le promesse e arrivano i manifesti elettorali.

 manifesti elettorali

Il candidato ci rassicura: “I veri valori non sono in vendita“. Meno male. Non ci spiega però quali sono i veri valori che vuole salvaguardare. Sicuramente non comprendono il rispetto per le cose pubbliche, visto che con i suoi manifesti ha imbrattato una pensilina di via degli Aranci.

Mar 01

Il Venerdì di Repubblica del 29/2/08, all’interno dell’inchiesta “conosci te stesso” ha pubblicato i risultati di un sondaggio attraverso il quale si cercava di definire l’immagine che gli italiani hanno di se stessi. Alla domanda “qual è il peggior difetto degli italiani?” qualcuno ha risposto la supertizione (1%), altri la gelosia (2%), il razzismo (4%), la poca voglia di lavorare (8%). L’ 11% degli intervistati ha risposto: l’individualismo. Il 22%: il menefreghismo. Il 50%: lo scarso senso civico. Sommate insieme le ultime tre risposte fanno 88%. Possiamo dire che, almeno quando ci intervistano, siamo onesti.

                

“Come ex-magistrato che ha avuto modo di osservare i cittadini da diversi punti di vista, direi che una delle caratteristiche degli italiani è l’ambiguità nei confronti delle regole: gli altri devono rispettarle ma poi si tende ad essere indulgenti sulle proprie azioni. Certo, sono molti quelli che hanno riferimenti coerenti, ma altri si rifanno a regole non scritte, a presunte furbizie. Preferiscono strade non lineari, credono a un sistema di raccomandazioni. Nel 1992, all’inizio di Mani Pulite, durante un viaggio in Sardegna sulla nave, un signore mi riconobbe e, avvicinatosi per congratularsi, mi disse: “Mio figlio vorrebbe tanto entrare in polizia: gli darebbe una mano?” Gherardo Colombo

          

“Direi che il rammarico di Machiavelli sulla situazione italiana è ancora attuale: l’interesse privato continua a prevalere su quello pubblico, si fa fatica a sottostare a regole di qualsiasi genere. Difendersi da uno Stato sentito come straniero è un tratto storico che non è mai stato eluso.” Walter Barberis

       

Jan 29

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Siamo tutti d’accordo che l’ultima edizione dell’emergenza rifiuti in Campania rappresenta il fallimento di una classe politica, quella che governa la Regione e la gran parte dei più popolosi comuni dell’hinterland.  E’ vero che neanche i prefetti che si sono succeduti negli anni come commissari straordinari hanno avuto successo. Ma è anche vero che pianificare e gestire il normale ciclo dei rifiuti è compito della Regione e dei comuni. Non ne sono stati capaci. Le conseguenze delle loro inefficienze ricadono quotidianamente su tutta la popolazione, sottoposta a pesanti disagi ed esposta al rischio di malattie. Per non parlare della rovinosa caduta di immagine del territorio, la crisi delle attività economiche (si pensi ai danni per l’industria turistica, per l’industria alimentare e vinicola) e la fine di ogni prospettiva di sviluppo. Per queste ragioni, in tanti, giustamente, reclamano le dimissioni del governatore e lo scioglimento del consiglio regionale e di alcuni comuni. Tuttavia, per risolvere i problemi della raccolta della spazzatura in Campania non è sufficiente ottenere la testa del governatore. Se fosse così, bisognerebbe farsela consegnare al più presto. La soluzione del problema è più complicata e non è a portata di mano. Dai tanti articoli pubblicati in questi giorni, dalle indagini dei magistrati, dalle interviste, dalle inchieste televisive, dai dibattiti che ne sono originati, emerge un quadro complesso e preoccupante del modo in cui è stato gestito (male) lo smaltimento dei rifiuti nella nostra regione. Intorno all’emergenza si è costituito negli anni un “sistema di potere” formato da una classe politica spesso rozza e spregiudicata, settori dell’imprenditoria contigui, se non intrecciati, con le organizzazioni criminali, da dirigenti delle strutture pubbliche incapaci o corrotti. Questo sistema ha impedito che il problema fosse affrontato e risolto, ha trovato più conveniente consolidarlo, farlo diventare un’emergenza infinita, un po’ come successe in occasione del terremoto del 1980. In Italia, le “emergenze” sono straordinarie opportunità per distribuire soldi (in questo caso un fiume di soldi, circa 8 miliardi di euro dal 1997 ad oggi) senza dover rispettare le ordinarie regole amministrative e senza essere sottoposti alle ordinarie forme di controllo. L’emergenza rifiuti è diventata un pretesto per creare società e consorzi e posti nei consigli di amministrazione, per giustificare massicce assunzioni clientelari, per affidare consulenze, per elargire appalti, per distribuire denaro. Una situazione che ha fatto comodo a tanti gruppi sociali e ha generato anche consenso elettorale: in fondo il governatore (che certo non ha creato questo sistema, ma  neanche lo ha smantellato) è stato votato e rivotato dalle stesse popolazioni che oggi lo additano come l’unico colpevole. Per affrontare seriamente  il problema dei rifiuti occorre innanzi tutto essere in grado di scardinare questo blocco di potere che divora risorse e poi di avviare tutti i processi necessari, dalla raccolta differenziata alla costruzione di moderni impianti di trasformazione.

All’irrefrenabile attivismo di questo sistema si è contrapposto un atteggiamento tendenzialmente  “passivo” della società civile. I cittadini reclamano i loro diritti ogni volta che i sacchetti arrivano al secondo piano dei condomini. Ma i cittadini sono completamente esenti da responsabilità? Quanti hanno chiesto spiegazioni sul perché a Napoli migliaia di operatori ecologici (è stato detto che sono 27 per ogni spazzino di Milano) erano stati assunti ma non lavoravano; perché centinaia di camion per la raccolta dei rifiuti erano fermi; perché non veniva organizzata – nonostante le sempre maggiori difficoltà di smaltimento - la raccolta differenziata? Quanti cittadini si sono domandati se quel fiume di denaro che passava attraverso i commissari straordinari veniva speso in modo serio ed onesto? Cittadini erano anche quelli che sono insorti (capeggiati da assessori comunali, parroci o camorristi) ogni volta che si è provato a riaprire una discarica ”legale” o a creare un sito di stoccaggio “legale”, tecnicamente adeguato, nel proprio comune. Nel frattempo, i magistrati, le forze dell’ordine, i sindaci, nessuno si è accorto che nelle cave o nelle terre di proprietà dei camorristi, vicino alle case private, i camion scaricavano illecitamente e senza nessuna precauzione i residui chimici di lavorazioni delle industrie del nord e delle industrie campane, inquinando in modo irreversibile i terreni, compromettendo le falde acquifere, immettendo nell’aria gas velenosi, distruggendo l’agricoltura e le produzioni alimentari, somministrando malattie e morte. Come mai, anche nei giorni dell’emergenza delle emergenze, nel mezzo delle proteste contro la riapertura delle discariche, si continuavano a depositare vecchi materassi, lavandini rotti e frigoriferi accanto alle montagne di spazzatura non ritirata? Un giornalista napoletano ha scritto che i meridionali sono “vittime e carnefici” nello stesso tempo.

Purtroppo l’emergenza rifiuti non è l‘unico grande problema della Campania. E’ solo la vistosa esemplificazione di un sistema di inefficienze che riguarda tutta la vita pubblica: dalla gestione del territorio alla lotta alla criminalità, all’amministrazione della sanità e degli altri servizi pubblici. Sarebbe necessario un ricambio della classe politica, ma gli inetti e i corrotti (di destra e di sinistra) non faranno mai un passo indietro volontariamente e chi prova a farsi avanti viene ostacolato in ogni modo (che spettacolo sono state le primarie del partito democratico in Campania…). Occorrerebbe rinnovare la classe dirigente nei comuni, negli ospedali, nelle aziende di servizi controllate dagli enti locali, selezionata senza tenere in nessun conto le competenze e le professionalità, ma solo l’appartenenza politica. Ma quella gente non la mandi via facilmente. Nel frattempo, i giovani più capaci, esclusi dai manipolati meccanismi di selezione della pubblica amministrazione, privi di prospettive in un settore privato ridimensionato da decenni di deindutrializzazione del territorio, sono scappati. Le intercettazioni telefoniche pubblicate recentemente dai giornali valgono più di mille studi sociologici. “Il ministro mi continua a dire: ‘Io non capisco se G.A. (direttore generale dell’ospedale di Caserta, ndr) è dei nostri o di un altro. Ha dato l’incarico di ginecologia al fratello di uno di forza italia. Ma non teniamo un altro ginecologo a cui dare questo incarico? Ma poi. Mi vuoi telefonare prima?” (da una telefonata dell’assessore regionale udeur alle risorse umane, intercettato il 6 marzo 2007 dalla procura di S.Maria Capua Vetere).

Perché una comunità funzioni, perché le istituzioni rappresentative funzionino, è indispensabile innanzi tutto che eletti ed elettori condividano la “cultura della legalità” e che i comportamenti individuali siano “socialmente responsabili. Il crescente ritardo del Mezzogiorno rispetto ad altre aree del paese dipende anche da questi fattori. Inoltre, la società civile deve interpretare la “cittadinanza” anche come il dovere di controllare l’operato dei propri rappresentanti; deve riuscire a creare occasioni per promuovere la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e per verificare i risultati raggiunti dalle amministrazioni. Purtroppo, per la gran parte delle persone, l’esercizio della democrazia si esaurisce nell’esercizio del diritto di voto.

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Intanto, anche in Penisola Sorrentina i cumuli di rifiuti crescono e stanno già mettendo in crisi la stagione turistica che è alle porte. A Sorrento la raccolta differenziata è partita da diversi anni. Si riesce a raccogliere separatamente circa il 30-35% dei rifiuti prodotti. Francamente, considerata la difficile situazione generale e visto che alcuni comuni della nostra stessa regione arrivano a percentuali del 70-80%, si potrebbe e si dovrebbe fare di più. Per una città che si fa sempre vanto del suo livello di civiltà, non è un grande risultato. 

Nov 21

Da www.positanonews.it :

Sequestrato parcheggio da 20 milioni di euro (articolo di Vincenzo Maresca del 18 novembre 2007)

“Sigilli per l’opera pubblica più importante della città di Sorrento, quasi ultimata ed in odore di consegna per la primavera del 2008. I militari dell’Arma, su disposizione del magistrato Stefania Di Dona della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno infatti sequestrato il parcheggio interrato multipiano di via Correale, un’opera da 20 milioni di euro che avrebbe dovuto accogliere su 3 livelli, oltre il solaio a raso, circa 400 automobili e 100 ciclomotori. L’intera struttura sorge in pieno centro cittadino per una superficie complessiva di circa 20mila metri quadrati, destinata anche a terminal per autobus turistici con punti di ristoro ed attività commerciali. Poco meno di un mese fa c’era stato anche il parere favorevole da parte della soprintendenza per la realizzazione di un collegamento interrato tra il nuovo parcheggio multipiano ed il porto di Marina Piccola. Poi l’intervento alle 13 di ieri da parte dei carabinieri della compagnia di Sorrento che coordinati dal capitano Federico Scarabello hanno interdetto e sequestrato l’intera area di lavoro apponendo i sigilli su ordine della magistratura. I motivi ? Truffa aggravata ai danni dello Stato e false certificazioni da parte di imprese e tecnici che avrebbero dovuto dirigere e controllare i lavori. In seguito a prelievi a campione eseguiti dai carabinieri sulle quantità di cemento scaricate nel cantiere dalle betoniere gli accertamenti tecnici predisposti dai laboratori scientifici della Procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno infatti evidenziato la mancanza di oltre il 30% di materiale previsto nella preparazione del calcestruzzo. L’intera struttura potrebbe quindi essere a rischio a causa del grado di qualità di cemento armato di gran lunga inferiore rispetto a quello effettivamente commissionato e pagato dalla committenza. Gli esperti hanno già valutato che sul totale di 20 milioni di euro lo scarto economico si avvicinerebbe al 20% per una cifra stimata di 4 milioni di euro pagata ma non corrisposta in termini di materiale. Il sequestro probatorio ordinato dalla magistratura manterrà chiuso il cantiere fino a nuove disposizioni che dovranno essere emesse unicamente dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Le indagini tuttora in corso da parte degli investigatori del nucleo operativo dei carabinieri hanno già accertato le responsabilità dirette da parte della ditta Gargiulo di Vico Equense che ha fornito inizialmente parte del calcestruzzo trovato non conforme per le qualità tecniche richieste. I lavori erano stati appaltati nell’ottobre 2006 in previsione di inaugurare l’area di sosta nella primavera del 2008 ad un consorzio composto dalle aziende Brancaccio di Napoli ed Rcm di Sarno. Nei giorni scorsi, dal 5 al 10 novembre, l’opera aveva subito una accelerazione con la chiusura completa di via Correale per consentire all’impresa esecutrice di operare in sicurezza nelle zone confinanti con la carreggiata ed i marciapiedi. Realizzato con 20 milioni di euro provenienti da fondi pubblici, il parcheggio multipiano interrato di via Correale avrebbe dovuto fruttare almeno un milione di euro all’anno per gli incassi derivanti dai ticket per la sosta delle 400 autovetture e dei 100 ciclomotori.”

Report sulla Milano futura: sembra di stare in Penisola

(www.report.rai.it - presentazione della puntata andata in onda il 18 novembre 2007)

“La Fiera di Milano si è spostata a Rho. La vecchia area, 260.000 metri quadrati, nel cuore della città, è stata messa in vendita. Il comune su quell’area ha concesso un indice di edificabilità doppio rispetto ad altri insediamenti. E’ stata indetta una gara sul progetto del nuovo quartiere e ha vinto chi ha offerto più soldi. Anche a Monaco di Baviera la Fiera è spostata sull’area del vecchio aeroporto, ma il nuovo quartiere è stato costruito con parametri che prevedono il 40% di edilizia convenzionata, 30% residenziale e 30 destinati a uffici.
Un altro quartiere nuovo è previsto sull’area centrale “Garibaldi Repubblica”. Anche in questo caso gli indici di edificabilità sono altissimi e sono previsti grattacieli, residenze di lusso, uffici e parcheggi. I comitati dei cittadini lamentano che il comune ha fatto gli interessi dei privati e non della città, concedendo poco verde in una città devastata dallo smog. Per risolvere il problema del traffico, Albertini aveva chiesto e ottenuto poteri straordinari. Ma l’unico piano è stato quello dei 175 parcheggi sotterranei proposti dai privati che, come denunciano le decine di comitati cittadini, hanno portato tanti soldi ai costruttori e tanti problemi agli abitanti e agli acquirenti dei box. Dall’Europa è partita una procedura d’infrazione contro i limiti di concentrazione di polveri sottili, PM10, sforati dalla città meneghina. Intanto Milano si candida all’Expo del 2015. Arriveranno 14 miliardi di euro, un’occasione che nessuno vuole perdere”.

ll commento di Pasquale al post ”Il rischio non è un mestiere” si concludeva con queste parole: “Comprendere che è possibile perseguire il profitto anche osservando le regole: dovrebbe essere un principio scontato in un paese democratico. Purtoppo da noi non è così.”

Sep 25

Venerdì 21 settembre 2007, il quotidiano IL MATTINO ha pubblicato un articolo a firma di Giuseppe Damiano, che trascriviamo:

Meta - Gru in azione senza segnali:

scatta il sequestro”

Meta. Smontavano le luminarie della festa del paese utilizzando le stesse modalità che portarono alla tragedia del primo maggio a Sorrento: carro gru con braccio mobile proteso sulla carreggiata, nessuna segnalazione del carico sospeso, mancata delimitazione dell’area cantiere e interruzioni inesistenti del traffico veicolare e del passaggio pedonale. L’omonimo titolare della ditta di illuminazioni artistiche di Pimonte, Aniello Donnarumma, già indagato per la morte di Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale (suocera e nuora schiacciate dal cestello del carrello elevatore), è stato denunciato per «violazioni delle generiche prescrizioni di legge poste a salvaguardia della pubblica e privata incolumità»: l’altro pomeriggio, gli agenti del commissariato di Sorrento, coordinati dal vicequestore Francesco Zunino, hanno sorpreso due operai a bordo di un carro gru a smontare le luminarie della festa di Santa Maria del Lauro, a via Flavio Gioia a Meta, senza rispettare le norme di sicurezza per auto e passanti. Anche i due operai sono stati denunciati. Il mezzo è stato sequestrato. In costiera sorrentina, dunque, ancora guai per la ditta Donnarumma: dopo la tragedia del primo maggio, l’impresa di Pimonte fu multata a Massa Lubrense (l’autorizzazione ai lavori non era stata ancora emessa) e fermata a Sorrento perché i lavori di posa per le luminarie della festa della Madonna del Carmelo creavano pericolo alla circolazione.

(l‘articolo è stato segnalato da Luigi Esposito).

Jun 30

Qualche settimana fa, a S.Agnello, Marco Travaglio ha presentato il suo nuovo libro “La scomparsa dei fatti”, sottotitolo: “Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni”.

In estrema sintesi, la tesi sostenuta nel libro è la seguente: la maggior parte dei giornalisti e degli altri operatori della comunicazione del nostro paese, quando devono raccontare una realtà scomoda per la classe dirigente, prima ancora di narrarla con qualche benevolo aggiustamento, tendono ad alterarla, in certi casi addirittura a nasconderla.

Travaglio ha indicato una serie di motivi per spiegare questo atteggiamento, ma il principale è che raccontare i “fatti” con precisione significa procurarsi rogne e nemici. Meglio non scontentare nessuno ed essere amici di tutti, barcamenarsi tra le notizie, aggiustarle o amputarle. Il motto è: “niente fatti, solo opinioni”. Senza fatti si può sostenere tutto e il contrario di tutto, con i fatti, no. Del resto, c’è chi è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “pagherebbe per vendersi”.

Nel dibattito che è seguito alla affollata presentazione, la discussione si è spostata sul tema del rispetto della legalità (le notizie che si preferisce “abolire” sono ovviamente quelle che riguardano comportamenti censurabili o illeciti).
E’ intervenuto anche il procuratore generale di Torre Annunziata, Diego Marmo, ben conosciuto a Sorrento  per l’inchiesta sul tragico incidente del primo maggio. Riferendosi al tema dell’abusivismo edilizio e dei danni che ha arrecato ed arreca al prezioso ambiente della Penisola Sorrentina, il magistrato ha osservato che nel tempo i comportamenti illeciti si sono sempre più estesi e, piuttosto che eventi “fisiologici”, sono diventati eventi “patologici”.

Il paesaggio della Penisola Sorrentina non è “soltanto” un bene ambientale, è anche la “risorsa” che ha consentito la nascita di tutte le attività legate al turismo, la nostra principale industria. E’ quindi un bene anche in senso “economico”, un patrimonio di cui possiamo godere, ma che non dobbiamo “consumare”, se non vogliamo condannare la nostra terra al progressivo decadimento dell’economia e della qualità della vita,  esperienza già vissuta da altre aree della Campania.
In questi anni, l’alibi dell’emergenza abitativa (problema gravissimo e paradossale per comuni dotati di estesi patrimoni immobiliari) ci ha fatto chiudere gli occhi mentre sulle colline nascevano nuovi agglomerati di case abusive ed i sentieri di campagna venivano trasformati in strade carrozzabili.
L’alibi dell’emergenza del traffico e norme ambigue hanno consentito la distruzione degli ultimi antichi agrumeti urbani, che erano stati il simbolo della Penisola Sorrentina, e lo sviluppo del nuovo business dei “box-auto”.
In nome della crescita del turismo, non ci siamo scandalizzati quando gli alberghi si sono alzati di qualche piano o sono stati asfaltati i giardini adiacenti, quando sono state poggiate terrazze sulle Antiche Mura, aperti balconi nella costa tufacea e finestre di alluminio anodizzato nell’antica porta di S.Antonino.

Il titolo del libro di Marco Travaglio (“La scomparsa dei fatti”) sembra adatto anche a rappresentare l’atteggiamento con il quale i rappresentanti politici, gli operatori economici, in parte la stampa locale e la stessa società civile (con l’esclusione di qualche associazione ambientalista) si sono confrontati con i comportamenti illegali e con il degrado del territorio: meglio non parlarne; meglio non scontentare nessuno ed essere amici di tutti.