Apr 24

Senza commento.

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Massa Lubrense 24 aprile 2008.

Jan 13

Turno di notte vuol dire che monti alle 22. Sono abituato. Quel mercoledì sera, il 5 dicembre, sono arrivato come sempre un quarto d’ora prima, ho posato la macchina, ho preso lo zainetto e sono entrato col mio tesserino: Pignalosa Giovanni, 37 anni, diplomato ragioniere, operaio alla ThyssenKrupp, rimpiazzo, cioè jolly, reparto finitura. Salgo, guardo il lavoro che mi aspetta per la notte e vedo che ho solo un rotolo da fare. Allora vado prima a trovare quelli della linea 5, devo dire una cosa ad Antonio Boccuzzi, ma poi arrivano gli altri e si finisce per parlare tutti insieme del solito problema. Il 30 settembre la nostra fabbrica chiuderà, a febbraio si fermerà per prima proprio la 5, stiamo cercando lavoro e non sappiamo dove trovarlo. (…) E’ chiaro che ne parliamo tutte le sere, come si fa? Comunque, a un certo punto, sarà mezzanotte e mezza, io saluto tutti e dico che vado a fare quel rotolo che mi aspetta. Salgo, e lì sotto comincia l’inferno. E’ una parola che si usa così, come un modo di dire. Ma avete idea di com’è davvero l’inferno?Dunque, ero da solo, con la gru in movimento. Il mio lavoro si può fare così. Alla linea 5 invece il turno montante era completo. Mancavano due operai, ma si sono fermati in straordinario Antonio Boccuzzi e Antonio Schiavone, anche se avevano già fatto il loro turno, dalle 14 alle 22. Quella tecnicamente è una linea tecnico-chimica per trattare l’acciaio, temprarlo e pulirlo per poi poterlo lavorare. Stiamo parlando di una bestia di forno a 1.180 gradi, lungo 40-50 metri, alto come un vagone a due piani, e lì dentro l’acciaio viaggia a 25 metri al minuto se è spesso e a 60 metri se è sottile, per poi andare nella vasca dell’acido solforico e cloridrico che gli toglie l’ossido creato dalla cottura nel forno. La squadra di 5 operai sta nel pulpito, come lo chiamiamo noi, una stanzetta col vetro e i comandi. Ci sono anche il capoturno Rocco Marzo e Bruno Santino, addetto al trenino che porta il rullo da una campata dello stabilimento all’altra. Manca poco all’una. Sapete com’è andata. Il nastro scorre a velocità bassa, sbanda, va contro la carpenteria, lancia scintille, l’olio e la carta fanno da innesco, c’è un principio di incendio. Loro pensano che sia controllabile, come altre volte. Escono dal pulpito, si avvicinano, provano con gli estintori, ma sono scarichi. Un flessibile pieno d’olio esplode in quel momento, passa sul fuoco come una lingua e sputa in avanti, orizzontale, è un lanciafiamme. Non li avvolge, li inghiotte. Boccuzzi è proprio dietro un carrello elevatore per prendere un manicotto, e quel muletto lo ripara salvandolo. Vede un’onda, sente una vampa di calore che lo brucia per irradiazione, ma si salva. Gli altri sono divorati mentre urlano e scappano. Piomba in finitura il gruista della terza campata, corri mi dice, corri, è scoppiata la 5, sono tutti morti. Non ci credo, ma si avvicina urlando, è bianco come uno straccio e sta piangendo. Corro, torno indietro, metto in sicurezza la gru, corro, non penso a niente, corro e li vedo.Il primo è Rocco Marzo, il capoturno, che aveva addosso la radio e il telefono interno, bruciati nel primo secondo. Appare all’improvviso, al passaggio tra la linea 4 e la 5. Non avevo mai visto un uomo così. Anzi sì: dal medico, quei tabelloni dov’è disegnato il corpo umano senza pelle, per mostrare gli organi interni. La stessa cosa. Le fasce muscolari, i nervi, non so, tutto in vista. Occhi e orecchie, non parliamone. Non mi vede, non può vedere, ma sente la mia voce che lo chiama, si gira, barcolla, cerca la voce, mi riconosce. “Avvisa tu mia moglie, Giovanni, digli che mi hai visto, che sto in piedi, non li far preoccupare”. Lo tocco, poi mi fermo, non devo. Ha la pelle, ma non è più pelle, come una cosa dura e sciolta. Un operatore di qualità continua a saltarmi attorno, cosa facciamo? Mando via tutti quelli che piangono, che urlano, che sono sotto choc e non servono, non aiutano. Dico di non toccare Rocco, di scortarlo con la voce fuori: gli chiedo se se la sene di seguire i compagni, di seguire la voce. Va via, lo guardo mentre dondola e sembra cadere a ogni passo, mi sembra di impazzire. Mi butto avanti, tutta la campata è piena di fumo nero, bruciano i cavi di gomma, i tubi con l’acido, i manicotti. Vedo Boccuzzi che corre in giro a cercare una pompa, mi vede e mi urla in faccia: “Li ho tirati fuori, li ho tirati fuori. Ma Antonio Schiavone è vivo e sta bruciando lì per terra”. In quel momento Schiavone urla nel fuoco. Tre grida. E tutte e tre le volte Toni Boccuzzi cerca di gettarsi tra le fiamme e dobbiamo tenerlo, ma lui ripete come un matto: “Il fuoco lo sta mangiando”. Dico di portarlo via, fuori. Mi volto e mi sento chiamare; “Giovanni, Giovanni”. Non ci credo, guardo meglio, non si vede niente. Sono Bruno Santino e Giovanni Demasi, due fantasmi bruciati consumati dal fuoco eppure in piedi. Non mi sentono più parlare, non sanno dove andare, in che direzione cercare, sono ciechi. Poi Demasi si muove, barcolla verso la linea 4 tenendosi le mani davanti, come se fosse preoccupato di essere nudo. Mi avvicino e lo chiamo, si volta, chiama Bruno. Guardo la loro pelle scivolata via, non so cosa dire e loro mi cercano “Giovanni sei qui vicino? Guardaci, guardaci in faccia: com’è? Cosa ci siamo fatti, Giovanni?”Nessuno sa cosa fare davanti a una cosa così. Due compagni di lavoro carbonizzati, e ancora vivi. Uno ha preso due giacconi, glieli ha buttati addosso. “Giovanni aiutaci – dicevano – portaci via”. Ragazzi, ho provato a rassicurarli., l’importante è che siate in piedi, io non so se posso toccarvi, non posso prendervi per mano, ma vi portiamo fuori, vi facciamo da battistrada. Due passi, e trovo per terra Rosario Rodinò, Angelo Laurino e Roberto Scola. Statue di cera che si sciolgono, l’olio che frigge, non c’è più niente, i baffi di Rocco, i capelli di Robi, solo la voce. Mi accoccolo vicino a Laurino, gli parlo. Si volta: “Dimmi che starai vicono ai miei”. Scola ripete che ha due figli piccoli, “non potete farmi morire”. Rodinò sembra più calmo: “Non pensare a me, io sto meglio, occupati di loro”. Poi, quando ritorno da lui mi chiede: “Come sono in faccia? Cosa vedi?” Arrivano i pompieri, poco per volta, li portano via. Un vigile mi dice che stanno morendo, ma il fuoco gli ha mangiato le terminazioni nervose, per questo resistono al dolore. Non so se è vero, non capisco più niente, ho quei manichini davanti agli occhi. Prendo un pompiere per il bavero e gli urlo che Schiavone è ancora a terra da qualche parte, devono salvarlo. Mi dice che lo hanno portato via e che devo andarmene, perché il fumo sta divorando anche me. Stacchiamo la tensione a tutta la linea, blocchiamo il flusso degli acidi, dei gas dell’elettricità. Tutto si ferma alla ThyssenKrupp, probabilmente per sempre. Non ho più niente da fare.  

(da Repubblica dell’11 gennaio 2008)

Nov 11

Riceviamo (da Giovanni Gugg) la segnalazione di una bella mostra fotografica:Il rischio non è un mestiere. Il lavoro, la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle fotografie delle collezioni Alinari”.

In esposizione presso il Palazzo del Quirinale a Roma fino al 25 novembre 2007, la mostra è stata fortemente voluta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nella presentazione del catalogo ha scritto: «In nessun luogo, i lavoratori possono essere trattati come numeri. Ecco, questa sensibilità non può da parte nostra mai venire meno, essa significa partecipazione autentica, commossa al dolore, alla tristezza di tante famiglie, e significa dovere istituzionale di reagire, di indignarsi, di gettare l’allarme, di sollecitare risposte». Le fotografie sono organizzate seguendo un filo cronologico e tematico che tocca quattro grandi fasi: 1) La prima industrializzazione: dall’Unità all’inizio del XX secolo; 2) La formazione di una base industriale; 3) La “grande trasformazione” nel secondo dopoguerra; 4) Ai nostri giorni: l’Italia in Europa.   L’ingresso è gratuito e gli orari di visita sono 9:30-13:00 e 16:00-19:00 dal lunedì al sabato, e 8:30-12:00 la domenica.   L’esposizione è itinerante e dopo Roma toccherà Milano, Torino, Palermo, Firenze e Napoli.

La mostra viene presentata sul sito: http://www.quirinale.it/palazzo/arte-cultura/mostre/2007_lavoro/lavoro_2007.htm

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Oct 01

Un sito internet locale (clicca qui) ha pubblicato un filmato nel quale il Sindaco di Sorrento viene ripreso mentre dirige il traffico all’incrocio di Marano.

Al di là di ogni considerazione sull’opportunità di tale iniziativa (considerazioni e commenti li lasciamo fare come sempre agli amici di questo blog) , invitiamo il Sindaco ad interessarsi anche dello spazio antistante il nuovo parco giochi “Ibsen”, nei pressi della Porta di Parsano.

Bus turistici e altri automezzi manovrano e sostano costantemente a pochi metri da uno spazio dedicato al gioco all’aperto dei bambini, dove la qualità dell’aria meriterebbe di essere salvaguardata.

 

Bus Parsano 2 Bus Parsano

Sep 25

Venerdì 21 settembre 2007, il quotidiano IL MATTINO ha pubblicato un articolo a firma di Giuseppe Damiano, che trascriviamo:

Meta - Gru in azione senza segnali:

scatta il sequestro”

Meta. Smontavano le luminarie della festa del paese utilizzando le stesse modalità che portarono alla tragedia del primo maggio a Sorrento: carro gru con braccio mobile proteso sulla carreggiata, nessuna segnalazione del carico sospeso, mancata delimitazione dell’area cantiere e interruzioni inesistenti del traffico veicolare e del passaggio pedonale. L’omonimo titolare della ditta di illuminazioni artistiche di Pimonte, Aniello Donnarumma, già indagato per la morte di Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale (suocera e nuora schiacciate dal cestello del carrello elevatore), è stato denunciato per «violazioni delle generiche prescrizioni di legge poste a salvaguardia della pubblica e privata incolumità»: l’altro pomeriggio, gli agenti del commissariato di Sorrento, coordinati dal vicequestore Francesco Zunino, hanno sorpreso due operai a bordo di un carro gru a smontare le luminarie della festa di Santa Maria del Lauro, a via Flavio Gioia a Meta, senza rispettare le norme di sicurezza per auto e passanti. Anche i due operai sono stati denunciati. Il mezzo è stato sequestrato. In costiera sorrentina, dunque, ancora guai per la ditta Donnarumma: dopo la tragedia del primo maggio, l’impresa di Pimonte fu multata a Massa Lubrense (l’autorizzazione ai lavori non era stata ancora emessa) e fermata a Sorrento perché i lavori di posa per le luminarie della festa della Madonna del Carmelo creavano pericolo alla circolazione.

(l‘articolo è stato segnalato da Luigi Esposito).

Sep 02

   Sorrento, Corso Italia, 31 agosto 2007 ore 17.30

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una gru è in azione sul tetto di un edificio e sorvola le teste dei passanti e le auto e i motorini in transito

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il nastro da lavori in corso gira intorno all’autogru (!), mentre la strada non è transennata

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gli operai indossano il casco; per i passanti non ci sono protezioni

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le forze dell’ordine si accorgono che qualcosa non va; il traffico di pedoni e di auto viene fermato 

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 e la gru viene ritirata.

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NEANCHE LA LEZIONE DEL PRIMO MAGGIO CI E’ SERVITA?

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Aug 10

Molti pensano che la tragedia del primo maggio sia un incidente di percorso da dimenticare in fretta. Per molti le cose vanno bene così come vanno, la città non deve essere disturbata, gli affari non devono essere disturbati.
Con questo piccolo blog abbiamo invece voluto parlare della tragedia.
I commenti che sono arrivati denunciano il decadimento etico, culturale e anche tecnico-professionale che ha reso possibile un evento così drammatico e assurdo, e ha prodotto anche, inizialmente, la scarsa collaborazione dei cittadini nell’inchiesta che ne è seguita.
Ma quei commenti dimostrano anche che altri Cittadini rifiutano i modelli di comportamento che si sono diffusi negli ultimi anni, l’insofferenza verso le regole, l’arroganza, il pressapochismo, la noncuranza dei diritti degli altri, il convincimento che gli interessi collettivi debbano essere sempre sacrificati in nome del business.
Dopo la tragedia della gru, in pochi giorni a Sorrento ne sono state sfiorate altre due: il grande pino abbattutosi in pieno giorno in Via del Mare durante i lavori pubblici di sostituzione di un muro di contenimento ed il tiglio crollato all’improvviso di notte in piazza Tasso.
La sensazione è che stiamo messi anche peggio di come si pensava.

Se questo spazio web continuerà a vivere, la sua missione sarà fare in modo che i contributi e le riflessioni che abbiamo raccolto non scivolino via, che si trovino le idee, i modi e le occasioni per condividere con altre persone quegli argomenti e per promuovere la crescita di un nuovo senso civico.
E i tanti che hanno sottoscritto fino ad oggi il documento “per non dimenticare” dovranno sforzarsi di contrastare, nella vita di ogni giorno, quelle forme di comportamento che hanno reso possibile la ingiusta morte di Claudia e Teresa.

Jun 21

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo questo messaggio sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Mi unisco anche io alla vostra petizione e con me tutti i Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.

Pubblico sul nostro forum il link al vostro sito sperando che anche gli altri si uniscano a questa iniziativa.

http://626prevenzione.forumfree.net

Purtroppo i politici non ascoltano ed in più ogni giorno ci stupiscono con la loro incompetenza! E’ in studio della Commissione Lavoro del Senato una serie di modifiche alla legislazione in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro ma, pur avendo istituito ormai quasi dieci anni or sono la nostra figura professionale con tanto di corso di laurea triennale, nessuno ci conosce, tutti ci ignorano e continuano a dare la possibilità di lavorare in questo settore a chiunque…basta un diploma e 120 ore di corso (il massimo previsto) per essere Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione anche di un’azienda pericolosissima!!!!!
E continueranno ad avere sulla coscienza morti ed invalidi….tutto per la loro incompetenza!!!

Un saluto, Maurizio Di Cunzolo (Tecnico della Prevenzione)

Jun 12

Tempo fa un turista ha girato un breve video a Sorrento. Il filmato è finito su YOU-TUBE ed è stato scovato da Giuliano, che lo ha pubblicato sul suo blog. Il blog è:

www.leggeramente.it

 Il titolo del filmato è: 

“HOW TO CHOP A TREE ON A PUBLIC ROAD, Sorrento, Italy”