Rassegna Stampa

 

da “Agorà” 29 Maggio 2007

Articolo Agorà 29 Maggio 2007

 

 

www.sorrentoprimomaggio.com PER NON DIMENTICARE

E’ una bella ed importante iniziativa. Nasce il giorno 17 maggio. Per capire di che cosa stiamo parlando basta munirsi di un computer, collegarsi ad internet e digitare www.sorrentoprimomaggio.com. L’intitolazione del sito è auto-esplicativa. Il riferimento chiaramente è ai tragici eventi accaduti in Piazza Sant’Antonino il giorno della festa dei lavoratori. Il testo che introduce al sito e di fatto costituisce il sito stesso non è un testo di denuncia bensì di riflessione. Una riflessione profonda sul senso civico che ciascun cittadino dovrebbe nutrire. Un richiamo doveroso, quello al senso civico, all’indomani di un evento che ha toccato i cuori e le sensibilità di tantissimi sorrentini. “Il 1^ maggio del 2007 – si legge ad inizio testo – giorno della festa dei lavoratori, era dedicato alla prevenzione delle morti sul lavoro. Quel giorno le immagini che provenivano da Sorrento sono arrivate nelle case di tutti gli italiani, rimasti increduli davanti alla notizia di un incidente tanto assurdo”. Questo il primo passaggio del documento che si chiude con un invito esplicito e diretto. “Dobbiamo pretendere da noi stessi, da chi si è assunto l’onore e l’onere di governare la città e dai funzionari pubblici che hanno il privilegio di lavorare al servizio della comunità, che sia rimesso al centro di ogni operare il valore della legalità. Affinché il sacrificio di due care persone, due donne generose e ricche di umanità, non vada perduto”. PER NON DIMENTICARE. E proprio affinché non si dimentichi quanto è accaduto, ciascun visitatore del sito può lasciare un commento e soprattutto aggiungere il suo nome nel lungo elenco di persone che non vogliono “dimenticare”. Un appello civico al quale hanno risposto in pochi giorni centinaia di persone. Non solo sorrentini. Non solo persone della costiera. Di fronte al valore della vita le distanze si annullano.

 

da “La Repubblica” 27 Maggio 2007

 

 

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L’inchiesta giudiziaria sulla tragedia del primo maggio, 408 cittadini firmano la petizione on-line. Appello sul web: no all’omertà sull’incidente di Sorrento.

“Solo oggi, con dolore, ci accorgiamo di quanto la mancanza di attenzione e l’inosservanza delle regole si possano tradurre in una tragedia, consumatasi nel cuore di Sorrento, sotto le finestre della casa comunale, tale da infliggere ferite inguaribili alla coscienza della comunità”. Appello via internet per aiutare gli inquirenti a far luce sull’incidente che, il primo maggio scorso, ha determinato la morte di due donne, schiacciate dal braccio di una gru. Già 408 firme hanno aderito al blog www.sorrentoprimomaggio.com nel quale si ribadisce che il lavoro della magistratura, come denunciato a Repubblica dal procuratore di Torre Annunziata Diego Marmo, “è stato finora reso difficile dalla scarsità di testimonianze significative” e si invita pertanto a fornire “collaborazione perché si possa stabilire la verità”.

L’inchiesta conta tre indagati, il sacerdote che ha commissionato i lavori di realizzazione delle luminarie e i responsabili della ditta, ma sta andando avanti nell’intento di chiarire i numerosi aspetti della vicenda che ancora appaiono oscuri. E sul blog si legge: “C’è, però, una domanda alla quale la magistratura non potrà dare risposta: Com’è possibile che la vita di cittadini innocenti sia stata messa a rischio con tanta superficialità? A questa domanda possiamo rispondere solo noi sorrentini. La nostra risposta è che da alcuni anni si sono indeboliti il nostro senso delle regole e la percezione stessa della legalità come valore”.

 

 

 

 

da “Metropolis” 20 Maggio 2007

“Metropolis”  Articolo del 20 maggio 2007scansione2bis.jpg

TRAGEDIA IN PIAZZA, I CITTADINI CHIEDONO GIUSTIZIA

Un appello ai cittadini di Sorrento per non dimenticare la tragedia del Primo maggio e recuperare il senso della legalità. È questo il contenuto della lettera che, in questi giorni, sta circolando nelle caselle di posta elettronica dei cittadini, firmata da sempre più persone che condividono il suo contenuto. Un e-mail scritta da un gruppo di sorrentini per invitare la collettività a collaborare con la giustizia per ricostruire i fatti della terribile vicenda in cui, lo scorso primo maggio, persero la vita Claudia Morelli e Teresa Reale. Le due donne furono vittime di un tragico incidente. L’elevatore della ditta “Donnarumma illuminazione”, impegnata nell’installazione delle luminarie per la festa del santo patrono, si ruppe improvvisamente. Il carrello, con all’interno gli operai della ditta, colpì prima un auto, ferendo il conducente, poi le due donne. Claudia e Teresa Morelli uscivano dalla chiesa di Sant’Antonino quando persero la vita. Sulla tragedia la magistratura ha aperto un’inchiesta.
Nel registro degli indagati sono finiti Francesco ed Aniello Donnarumma, titolari della ditta, e don Giuseppe Esposito, committente dei lavori. I tre sono accusati di duplice omicidio colposo.
I magistrati hanno interrogato decine e decine di testimoni in attesa che le immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza facciano luce sulla dinamica. Ma il capo della Procura di Torre Annunziata, Diego Marmo, che si occupa dell’inchiesta, nei giorni scorsi ha lanciato un appello: “Chi sa, parli. Basta con l’omertà”. E proprio da questo appello ha preso spunto la lettera dei cittadini.
“Qualche giorno fa il procuratore Diego Marmo, che si occupa dell’inchiesta, ha sollecitato una maggiore collaborazione da parte dei cittadini per ricostruire gli eventi nella loro completezza- si legge nella lettera scritta da un gruppo di cittadini- è quindi probabile che molti non sappiano che il lavoro dei magistrati è stato finora reso difficile dalla scarsità di testimonianze significative. A tutti chiediamo ogni collaborazione perché si possa stabilire la verità”.
Le parole della missiva sono state accompagnate anche da una raccolta firme e dalla creazione di un blog (“www.sorrentoprimomaggio.com”), due strumenti attraverso i quali i cittadini potranno manifestare la propria partecipazione ai principi esposti nel documento. In particolare, gli autori della lettera hanno sottolineato l’esigenza di recuperare il senso della legalità, l’unico in grado di rendere veramente giustizia a Claudia e Teresa ed evitare che in futuro si consumino altre tragedie.
“C’è, però, una domanda alla quale la magistratura non potrà dare risposta: com’è possibile che la vita di cittadini innocenti sia stata messa a rischio con tanta superficialità?- cita la lettera - la nostra risposta è che da alcuni anni si sono indeboliti il nostro senso delle regole e la percezione stessa della “legalità” come valore. Si sono affievolite parallelamente anche la severità e la fermezza nel pretendere il rispetto della legalità. Abbiamo, purtroppo, imparato a considerare tollerabili comportamenti offensivi per la città quando non toccano il nostro personale interesse”.
“Solo oggi, con dolore-prosegue la lettera-ci accorgiamo di quanto la mancanza di attenzione e l’inosservanza delle regole si possano tradurre in una tragedia (consumatasi nel cuore di Sorrento, sotto le finestre della casa comunale).
Non è in gioco l’immagine della nostra città quanto la nostra identità di cittadini. Dobbiamo pretendere da noi stessi, da chi si è assunto l’onore e l’onere di governare la città e dai funzionari pubblici che hanno il privilegio di lavorare al servizio della comunità, che sia rimesso al centro di ogni operare il valore della legalità”.
Proteggere l’incolumità dei cittadini è stato anche il motivo che ha spinto la minoranza consiliare, nei giorni scorsi, ad ottenere la convocazione di un consiglio comunale straordinario previsto per il primo giugno. Un altro passo avanti “affinché -come cita la lettera in chiusura- il sacrificio di due care persone, due donne generose e ricche di umanità, non vada perduto”.
E proprio il primo giugno, ad un mese esatto dalla tragedia di Piazza Sant’Antonino, il consiglio comunale di Sorrento si riunirà per discutere sull’indagine amministrativa ordinata dal sindaco. Sarà il direttore generale, Andrea Ciccone, a dover relazione sul risultato dell’ indagine interna, portando in visione anche tutti gli atti amministrativi legati a questa vicenda.
Intanto nei giorni scorsi, la gru della ditta Donnarumma, sottosequestro dal primo maggio, è stata rimossa da Piazza Sant’Antonino. L’elevatore, però, resta ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria.