Firma anche tu

Per sottoscrivere il documento basta inviare una e-mail con nome e cognome al seguente indirizzo:

info@sorrentoprimomaggio.com

 

PER NON DIMENTICARE

Il primo maggio del 2007, giorno della festa dei lavoratori, era dedicato alla prevenzione delle morti sul lavoro. Quel giorno le immagini che provenivano da Sorrento sono arrivate nelle case di tutti gli italiani, rimasti increduli davanti alla notizia di un incidente tanto assurdo. La magistratura sta cercando di chiarire i particolari della vicenda rilevanti sotto l’aspetto giudiziario. Alcuni operai lavoravano con la gru (la magistratura stabilirà “se erano autorizzati a farlo”). Il braccio metallico della gru si è rotto (la magistratura stabilirà “perché si è rotto”) ed è precipitato, uccidendo due donne che uscivano dalla chiesa. Qualcuno (la magistratura stabilirà “chi”) avrebbe dovuto controllare che quel braccio metallico non volteggiasse sulla testa dei passanti e perché non ci fossero transenne o almeno un nastro bianco e rosso.Qualche giorno fa il magistrato che si occupa dell’inchiesta ha sollecitato una maggiore collaborazione da parte dei cittadini affinché forniscano le informazioni che ancora mancano per ricostruire gli eventi nella loro completezza. È quindi probabile che ancora molti non sappiano che il lavoro dei magistrati è stato finora reso difficile dalla scarsità di testimonianze significative.
A tutti chiediamo ogni collaborazione perché si possa stabilire la verità.
C’è, però, una domanda alla quale la magistratura non potrà dare risposta: “Com’è possibile che la vita di cittadini innocenti sia stata messa a rischio con tanta superficialità?“
A questa domanda possiamo rispondere solo noi sorrentini.
La nostra risposta è che da alcuni anni si sono indeboliti il nostro senso delle regole e la percezione stessa della “legalità” come valore. Abbiamo smarrito la consapevolezza che dietro l’infrazione della legge c’è sempre un danno per un altro. Si sono affievolite parallelamente anche la severità e la fermezza nel pretendere il rispetto della legalità. Far rispettare la legalità non significa altro che stare dalla parte dei cittadini onesti e di quelli che hanno maggiore bisogno di protezione. Abbiamo, purtroppo, imparato a considerare tollerabili comportamenti offensivi per la città quando non toccano il nostro personale interesse.
Solo oggi, con dolore, ci accorgiamo di quanto la mancanza di attenzione e l’inosservanza delle regole si possano tradurre in una tragedia (consumatasi nel cuore di Sorrento, sotto le finestre della casa comunale) tale da infliggere ferite inguaribili alla coscienza della comunità.
Non è in gioco l’immagine della nostra città quanto la nostra identità di cittadini.
Dobbiamo pretendere da noi stessi, da chi si è assunto l’onore e l’onere di governare la città e dai funzionari pubblici che hanno il privilegio di lavorare al servizio della comunità, che sia rimesso al centro di ogni operare il valore della legalità. Affinché il sacrificio di due care persone, due donne generose e ricche di umanità, non vada perduto.

 

***

Informazione: per diffondere ulteriormente il testo di questo documento siamo intenzionati a divulgarlo, corredato dai nomi dei sottoscrittori, sulla stampa o attraverso altri mezzi di comunicazione. I firmatari che, per qualsiasi motivo, non gradissero la pubblicazione del proprio nome sono pregati di comunicarlo per e-mail all’indirizzo: info@sorrentoprimomaggio.com